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di Valeria Ballarati

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Home Animali Dichiarazione finale alla Corte - 13.10.2011

Dichiarazione finale alla Corte - 13.10.2011

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Walter Bond é un attivista per i diritti animali americano, un membro dell'ALF, conosciuto anche come Lone Wolf (lupo solitario).

Osservandolo per la prima volta potrebbe incutere paura: é un tipo fuori dal comune, con tatuaggi tribali su parte del viso. Se però vi prenderete un momento per leggere la sua storia, cosa ha passato e dove é vissuto, capirete cosa lo porta a comportarsi in quel modo per difendere gli animali ... lo spavento potrebbe  trasformarsi in comprensione e, anche se non cambierete idea sulle vostre abitudini alimentari, avrete quantomeno"allargato il paesaggio".

Qui sotto trovate la sua dichiarazione alla Corte dello Stato dello Utah, davanti alla quale veniva giudicato per alcuni attentati alla proprietà altrui.

Ecco le dichiarazioni di Walter.




«Mi trovo qui in quest'aula per gli incendi che ho messo in atto contro la Tandy Leather Factory di Salt Lake City e il ristorante Tiburon di Sandy nello Utah, che serve sui suoi tavoli l'abominio di crudeltà detto fois gras. L'accusa vorrebbe darmi il massimo della pena non tanto per i miei “crimini”, quanto piuttosto perché non mi piego alla loro autorità. Qualcosa mi dice che se anche chiedessi scusa, questa corte non mi mostrerebbe alcuna pietà. Quindi anziché strisciare in ginocchio nel tentativo di salvarmi il culo, come molti fanno in situazioni del genere, permettetemi di dire per cosa sono realmente dispiaciuto.

Chiedo scusa perché quando avevo 19 anni ho contribuito a costruire due mattatoi che stanno uccidendo animali anche in questo preciso istante. Sono dispiaciuto perché la Tandy Leather vende pelli strappate dalle carcasse talvolta ancora agonizzanti di animali come mucche, struzzi, conigli, serpenti e maiali. Mi dispiace che le concerie di pellami che servono la Tandy Leather Factory inquinano la Terra con i loro veleni chimici. Mi dispiace che il ristorante Tiburon si arricchisca sull'ingozzamento a morte di oche e anatre i cui fegati vengono serviti alla gente ricca come paté da spalmare sul pane o sui crackers. Sono dispiaciuto perché si arricchiscono sui cadaveri mutilati di animali un tempo selvaggi ed esotici. Mi dispiace che viviamo in un'epoca in cui puoi stuprare un bambino o massacrare una donna e ricevere pene più lievi rispetto a quelle inflitte a un attivista per la liberazione animale che ha agito contro la proprietà senza ferire anima viva.

Mi dispiace che mio fratello fosse così oppresso dai debiti da prendere un volo Iowa-Colorado appositamente per registrare le nostre conversazioni e venderle all'FBI. Mi dispiace di avere un legame biologico con un traditore insignificante come lui. Chiedo scusa per aver aspettato tanto prima di diventare un attivista ALF. Per tutte queste cose proverò sempre un certo rammarico. Ma per quanto riguarda gli incendi, non ho assolutamente nessun rimorso.

Ho capito che le leggi di questo Paese sono dalla parte di quelle aziende che traggono profitto dallo sfruttamento degli animali. Un tempo quelle stesse leggi favorivano i possidenti terrieri bianchi che schiavizzavano i neri nelle coltivazioni. Favorivano quei mariti che disponevano delle loro mogli come se fossero oggetti. Quelli che infrangevano la legge e danneggiavano la proprietà per combattere queste forme di oppressione venivano chiamati “terroristi” e “fanatici”, ma ciò non ha impedito alla società di progredire lungo il sentiero tracciato dalle loro rivolte.

Quindi oggi il cattivo di turno sono io. È solo una questione di prospettiva. Chissà, forse verrà il giorno in cui avremo una società in grado di comprendere che la vita e la Terra sono più importanti che i prodotti della morte e della crudeltà. E se anche non fosse, al diavolo comunque! Che i miei detrattori e i miei sostenitori mi considerino un guerriero per la libertà o uno piromane psicopatico, per me non fa nessuna differenza. Ho passato anni a promuovere, supportare e lottare per la Liberazione Animale. Ho visto con i miei occhi le vittime dell'ingiustizia umana, e quello che ho visto è sangue, orrore e violenza! Ho promesso a quegli animali e a me stesso che avrei lottato per loro in tutti i modi possibili. Non mi pento di nulla, e mai lo farò!

Potete prendervi la mia libertà, ma non mi sottometterò mai a voi.»


Nota: normalmente metto un'immagine correlata all'articolo pubblicato. Oggi però non me la sento di metterla. L'immagine giusta per questo pezzo sarebbe un mattatoio di maiali e mi sembra troppo forte, e per un verso inutile, mettervi di fronte all'immagine di un mattatoio di maiali. Troppa sofferenza. Anche per voi. Spero sempre che sarà grazie alle parole che cambierete idea, perché ad un certo momento le sentirete vostre, le riterrete giuste anche per voi, e non per via delle immagini di sofferenza, che vi farebbero soltanto soffrire.

 

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"Pensate ancora una volta alla gioia che ciò porta a chiunque voglia poter fare qualcosa per coloro che sono malati. Questo dà loro il potere di essere guaritori fra i propri simili."

- Dr. Edward Bach, 1936

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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