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Com’é nobile chi, col cuore triste,
vuol cantare ugualmente
un canto felice, tra cuori felici.
(K.Gibran)
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sei il mio cane e io il tuo umano.
Agosto 2000 - 22 Dicembre 2011
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| Giacomo Ciaccio Montalto: un esempio da non dimenticare |
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| Giovedì 26 Gennaio 2012 00:00 |
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Il magistrato Mario D'Angelo ricorda il collega ucciso dalla mafia il 25 gennaio 1983 Amava profondamente questa terra e tutto ciò che di positivo vi si trova pur avendo piena consapevolezza che senza l’affrancazione dal giogo della mafia e dalle incrostazioni di tanti poteri più o meno occulti non sarebbe stata mai possibile una vera rinascita. Giacomo era molto stimato dai Colleghi, che tuttavia spesso non percepirono, almeno sino in fondo, la esattezza delle sue intuizioni, ritenute al tempo solo ipotesi possibili di ricostruzione dei fatti e ora divenute certe acquisizioni: la spiegazione dell’interesse di cosa nostra, in un determinato momento storico, a mantenere in un certo ambito territoriale -a Trapani- la c.d. pax mafiosa per potervi porre il porto di accesso degli stupefacenti in Italia e nei paesi occidentali ; la necessità di scalfire gli interessi economici della mafia per poterne minare la forza; la rilevanza delle indagini bancarie e sulle banche talvolta portate a chiudere gli occhi sull’origine del denaro ricevuto o sulla destinazione di quello impiegato; la intuizione della struttura unitaria di cosa nostra sino a quel periodo ritenuta una costellazione di sistemi in competizione, pur accomunati da modelli operativi comuni; Giacomo Ciaccio non si occupò solo di mafia, ma operò a 360° : si occupò di indagini su reati ambientali quando i discorsi sul tema erano ancora ristretti a pochi precursori e, in particolare, operò per fermare la cementificazione dei fondali marini vicini alle nostre coste, che dissennate discariche in mare dei sottoprodotti della lavorazione del marmo stavano provocando, come con le sue escursioni subacquee nei nostri mari, aveva constatato: gli bastava scorgere da Valderice, dove spesso soggiornava, le chiazze che lo scarico in mare delle polveri di marmo provocano, per interrompere altre occupazioni, anche i momenti di riposo per lasciare gli amici, e piombare lancia in resta a fermare gli inquinatori. Si trattava di problemi di cui negli anni '70 non veniva avvertita l’incidenza distruttiva sulla vita dei cittadini e delle stesse generazioni future , perché solo ora percepiamo quale devastazione del nostro patrimonio naturale abbiano apportato e quanti problemi irrisolti del vivere civile siano ancora ad essi collegati. Operò senza timori di alcun genere contro la corruzione nell’ambito degli amministratori e funzionari pubblici , realizzando anche in questo caso indagini di rilevante impatto nella nostra area che gli attirarono, come è intuibile, molte inimicizie. Non si può ricordare Giacomo senza far cenno ai molti suoi interessi culturali, che con tanta forza manifestava avendo una speciale capacità di coinvolgimento e di trasmettere agli altri i suoi entusiasmi: la passione per certi scrittori, da Eco, allora poco famoso, a Tomasi di Lampedusa, a Marquez ; la sua venerazione per Beethoven, l’amore per la lirica , per Bellini, quello affettuoso per Verdi insolitamente collegato ad un notevole apprezzamento per Wagner, le predilezioni per alcuni interpreti da quelli famosi quali Toscanini, Cortot, Richter, Ghilels, la amatissima Callas, ad altri quali Pollini e Daniel Rivera, percepiti subito come grandi da Giacomo con straordinaria sensibilità e consacrati tali negli anni successivi alla sua morte , le passioni più popolari per la canzone napoletana d’autore, per le nostre tradizioni gastronomiche, per il mare che con il candido coraggio che lo distingueva, solcò facendo viaggi ardimentosi pur quando all’inizio della sua esperienza nautica, aveva una pratica limitata. Vorremmo che il ricordo di Giacomo Ciaccio Montalto non sia soltanto aria fritta con espressione che lui spesso usava, ma rappresenti tensione continua verso il perseguimento della meta che lui sempre ebbe presente, verso comportamenti che ci consentano di non vergognarci, nascondendole, delle nostre radici. Giacomo nella sua breve vita ebbe la capacità di suscitare un profluvio di sentimenti, di influenze, di spinte etiche, pur senza espliciti suggerimenti, nei Colleghi, che hanno raccolto il testimone raccogliendo e diffondendo le idee e le tensioni morali di Giacomo. Esperienze di vita come quella di Giacomo, nell’attuale momento in cui la fiducia dei cittadini nelle istituzioni giudiziarie, a volte non ingiustificatamente, viene meno, in cui spesso non si comprende che quella del magistrato non è una professione come le altre e deve essere esercitata avvertendo in ogni momento quanto grande deve essere il proprio impegno a tutela della legalità che comincia dalla scrupolosa osservanza della legge e dei diritti dei cittadini proprio da parte dei giudici, condotte di magistrati come Giacomo, che mai sentendosi eroi lo sono stati, sono un paradigma insostituibile da imitare e un esempio da non dimenticare". * a cura di Mario D'Angelo, già presidente dei Tribunali di Trapani e Marsala
Commento: ci sono uomini - e donne - intelligenti e coraggiosi che mi rendono orgogliosa di essere nata in questo Paese. E poi ci sono i bruti. Decidiamo sempre da che parte vogliamo stare, sulla base degli esempi che abbiamo, e comportandoci di conseguenza. |
Governo, SI

Bene che non si facciano le Olimpiadi a Roma, grazie Premier. Mi pareva di vedere la tavola già imbandita e i commensali, forchetta e coltello alla mano, pronti ad avventarsi sul succulento banchetto.
Bene anche l'ici/imu sugli immobili commerciali della chiesa e sui lasciti alla morte (appartamenti, case etc che l'ici non l'avevano mai vista) anche se mi piaceva di più la prima versione della proposta, senza la franchigia per gli immobili misti. Perché a pensarci bene di immobili misti la chiesa ne ha parecchi, anzi, direi che per la maggiorparte SONO misti (casa e bottega). I pensionati delle suore, le case della divina provvidenza, gli "oratori danzanti", strutture che affittano camere e locali per ogni genere di iniziativa e meeting, per pellegrini, turisti e aziende.
Governo, NO

Monti: "Noi non siamo come la Grecia".
Vero, noi ci stiamo zitti. Tocca vedere sino a quando.
Cancellieri: "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà".
Come darle torto: l'esempio più lampante é la figlia della sua collega, il ministro Fornero.
Lusi é stato cancellato dall'albo degli elettori e dall'anagrafe degli iscritti perché dati i fatti la sua presenza era "incompatibile" all'interno del partito. Resta da chiarire perché é ancora compatibile per lo Stato, per il Senato e per i cittadini.
Il posto fisso diventerà davvero un'illusione nel momento in cui l'art.18 verrà toccato.
Adesso ce l'ho un'idea sull'argomento: sono d'accordo nell'abolirlo quando varrà per tutti i lavoratori - politici e tecnici inclusi - e quando anch'io, cittadino, potrò liberamente licenziare chi al Governo non mi soddisfa "lavorativamente".



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