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di Valeria Ballarati

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Home Bambini Mantenere le promesse

Mantenere le promesse

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Sette anni fà Angelica era piccolissima, l'allattavo ancora al seno e cominciavo lo svezzamento.

Poche cose in realtà: all'inizio voleva soltanto assaggiare i nuovi cibi.

Una mattina provai a darle uno spicchio di mela.

 

Eravamo sole in casa, l'avevo in braccio e intanto facevo colazione. Andava tutto bene, teneva lo spicchio in mano e ogni tanto gli dava una ciucciatina per vedere cos'era questo nuovo strano alimento.

D'un tratto qualcosa cambiò e cominciò ad agitarsi emettendo strani suoni: guardai lei, guardai la mela, ne mancava un pezzo. Si stava strozzando.

Provai a batterle dietro la schiena, niente. Provai a metterle un dito in gola ma niente; annaspava sempre di più e mentre io non sapevo cos'altro fare lanciai un urlo di terrore e disperazione rivolto alla Madonna.

Mi stava morendo li, tra le braccia, e non c'era nessuno che poteva aiutarmi.

Come per istinto in un ultimo tentativo la misi seduta sulle ginocchia, la schiena rivolta a me, e con le due mani unite premetti forte sotto lo sterno, un movimentodi compressione improvviso e un po' forte; ci mise tre o quattro interminabili secondi a sputare ad un paio di metri il pezzetto di mela che ostruiva la gola.

Ho scoperto in questi giorni che era l'intervento giusto, la manovra da fare in questi casi: il corriere.it mise un video on-line per spiegare come fare dopo che un bimbo morì per aver ingerito un confetto, rimasto incastrato nella gola. Se non avessi fatto quel gesto sarebbe soffocata anche lei.

Non conoscendo la manovra é chiaro che qualcuno me l'ha suggerita, guidandomi mentre la eseguivo e penso sia dovuto all'unica persona alla quale ho chiesto aiuto in quel momento: Maria, la Madonna di Lourdes. Terrorizzata e tremolante La ringraziai e Le promisi che Le avrei portato Angelica.

Sono passati sette anni dall'episodio, sono in ritardo, ma questo fine settimana andiamo da Lei.

Perché le promesse vanno mantenute.

E perché un uomo vale quanto la sua parola.

 

 

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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