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di Valeria Ballarati

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Home Bambini Panino Arcobaleno ed altre

Panino Arcobaleno ed altre

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Angelica sta giocando in cortile, canticchia e poi mi chiama a gran voce.

Angi: Mamma, vieni a vedere! Ho cucinato!
Io:    Ah si?
La raggiungo; per terra vicino a lei c’è qualcosa: due grandi foglie verdi a forma di cuore con dentro …
Angi: E’ un Panino Arcobaleno!

Guarda: c’è anche l’imbottimento … e sono tutte cose buone: patatine, pomodoro, ketchup … e sopra c’è il sale colorato (polvere di gessetti colorati) Aspetta, ne metto ancora un po’ …
Sennò perché si chiamerebbe “Panino Arcobaleno”? E poi … questo sale … che è il più buono di tutti …
Io:    E che sale è?
Angi: E’ il Sale Rosa dell’Himalaya!
(vero, se non fosse che questo qui è invece la polvere di un gessetto rosa, ma fa lo stesso)
Io:    Senti ma, l’hai cucinato perché era orario di pranzo?
Angi: Certo! Avevo fame!


LE ORE DEL GIORNO

Papà:  Angelica, tu lo sai da quante ore è composto il giorno?
Angi:  No, da quante?
Papà:  24, ventiquattro ore!
Angi:  Mmmhhh!  
         E la notte?


DOMANDE E DOMANDE

C’è il computer acceso sul letto.
Angelica sta saltando sul letto prima di dormire. Le dico di smettere una, due, tre volte.
Alla quarta volta, senza avviso, le do una sculacciata.

Io:     quante volte ti devo dire di non saltare prima che tu lo capisca?
Angi:  non lo so.
Io:     e non rispondermi.
(Pausa)
Angi:  Mamma?
Io:     si?
Angi:  Ma perché mi fai le domande se non vuoi che risponda?
Io:     Ma così, perché era una domanda  tanto per dire.
Angi:  Ahhhhh, ho capito!  Era una domanda "retorica"!

 

RESPONSABILITA’

Andiamo al cinema.
Angelica si siede sulla poltrona ma si lamenta perché è bassa e non ci vede bene.
La volta precedente papà ed io le avevamo promesso che avremmo portato un cuscino ogni volta che saremmo andati al cinema. E lei se lo ricorda bene.

Angi:      Ehi!  Ma che fine ha fatto la storia del cuscino?
Mamma:  Hai ragione Angelica.
Papà:      Potevi ricordarti tu di portarlo!
(Pausa)
Angi:      Ehi! Siete voi gli adulti.
             Siete voi che avete le responsabilità!

 


 

 

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Parole per pensare

"Pensate ancora una volta alla gioia che ciò porta a chiunque voglia poter fare qualcosa per coloro che sono malati. Questo dà loro il potere di essere guaritori fra i propri simili."

- Dr. Edward Bach, 1936

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

- See more at: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/la-pazza-gioia-paolo-virzi.html#sthash.F3ffjhMI.dpuf

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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