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di Valeria Ballarati

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Home Costruiamo la pace Della vaccino-mania ... e dell'esser coscienti.

Della vaccino-mania ... e dell'esser coscienti.

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In questi giorni assistiamo a una propaganda mediatica pro-vaccino senza precedenti.

Il tono è allarmistico-aggressivo-offensivo-autoreferente-assolutistico. “Al rogo!” tutti coloro che pongono domande sull’utilità, le modalità, gli effetti collaterali e le ricerche indipendenti!

Nell’arena mediatica sempre affamata sono ammesse solo due squadre: quella Pro-vaccino e quella Contro-vaccino.

Ma non assistiamo mica a una partita di calcio!

E se facessimo il medesimo can-can sulle innumerevoli malattie in continua e preoccupante crescita nell’infanzia, come asma-allergie-sindromi neurologiche (sempre più varie)- diabete-tumori-spettro autistico-sindrome di iperattività e di disattenzione-cefalee-ansia e perfino depressioni?

E se ci fosse (e non c’è dubbio che ci sia) un rapporto stretto fra la massiccia soppressione delle malattie infantili febbrili, stili di vita assurdi, ben poco adatti a un sano apprendimento, alimentazione e l’insorgenza delle malattie croniche, mai viste in tale misura fino a pochi decenni or sono?

Vogliamo iniziare finalmente un confronto scientifico serio sullo sempre più fragile stato di salute dei giovani adulti cresciuti a suon di vaccini e farmaci per ogni minimo sintomo immaginabile? Non sarebbe stato meglio studiare le malattie infantili in maniera approfondita per comprendere il loro senso biologico? Non sarebbe meglio vaccinare con maggiore cautela e intelligenza, e non tutti allo stesso modo, come se fossimo polli di batteria?

Sì, certo, è vero (e sento già il coro!) che possono perfino uccidere: ma sempre e solo soggetti predisposti, con patologie precedenti, già deboli, oppure prematuri, come succede del resto tutt’oggi, ma con dinamiche e patologie diverse, e non certamente perché sono in calo le vaccinazioni o perché la fantomatica “protezione del gregge” non copre più.

Una cosa è certa guardandosi intorno: siamo lontanissimi dal poter vivere tutti in piena salute fino a 100 anni di età, anche se ci viene assicurato come un “mantra-mediatico”, con tono futuristico, negli inserti del week-end dei nostri giornali quotidiani.

Chi ha radici contadine, sa bene che la qualità della mela, ad esempio, dipende dalla salute dell’albero, dalle sue radici e dalla qualità della terra.

La “salute” di una casa del resto dipende dalle sue fondamenta e dai materiali usati per la sua costruzione.

Ogni essere umano ha ottime probabilità di essere in buona salute e di reagire bene a eventuali malattie, solo se fin da piccolo è cresciuto in maniera sana: all’aperto, con cibo di qualità, in movimento, nel gruppo, e col gioco libero che genera le basi per l’auto-apprendimento.

Come mai i 20enni odierni sono spesso di salute molto più fragile dei 50enni?

Una vecchia regola medica dice che si può valutare la “salute di un sistema o stile di vita” soltanto al termine della terza generazione: 3 volte 33 anni di osservazione!

Dal punto di vista macroscopico abbiamo vinto forse le malattie infantili-le febbri-i batteri-qualche virus…, anche se dall’altra parte le morti per sepsi sono in aumento continuo (60.000 casi annui circa, soltanto in Italia). Dobbiamo forse attivarci per la creazione di vaccini innovativi anche contro i germi della sepsi!?

Sono i germi che sono sempre più cattivi… o siamo piuttosto noi stessi che siamo sempre più deboli!?

Sono veri entrambi i punti di vista…, e la loro miscela è micidiale.

Fatto sta che sarebbe meglio vivere in simbiosi con i micro-organismi, visto che la vita sul nostro pianeta è organizzata innanzitutto ‘in simbiosi’ (escluso l’uomo moderno che insiste sui combattimenti su tutti fronti). Nell’intestino ospitiamo l’esercito più sostenuto… finché non lo trattiamo a calci abusando di antibiotici, cortisone e cibo spazzatura (l’elenco sarebbe in realtà molto più lungo); o finché non ci giochiamo il preziosissimo Glutatione nel fegato (indispensabile antiossidante) con l’antipiretico paracetamolo somministrato in ogni tipo di occasione, non solo febbrile, ma perfino durante la dentizione, o quando piange un bambino la notte dopo la vaccinazione, o per dolori alle gambe durante la crescita.

E pensare che l’auto-immunizzazione (produzione di anticorpi) parte dalla notte dei tempi proprio dall’intestino stesso (microbiota/microbioma)! Ma dove è l’esercito di specialisti che difende gli intestini dei bambini dagli attacchi pericolosi, perfino quotidiani (abuso di farmaci, tossine ambientali, cibo spazzatura)?

Non amo polemizzare, ma certe volte serve per spingere il naso sul punto della questione.

A mio avviso è giunta l’ora di ri-vedere l’intero Sistema Salute (che è appunto un sistema, ovvero una “gigantesca rete di vita interconnessa”)… altrimenti arriveremo al punto che i meno-malati cureranno i malati gravi…, e i sanissimi saranno… mere eccezioni.

Ogni paziente in ospedale genera circa 1,5 kg. di rifiuti speciali al giorno… che vengono ovviamente inceneriti…, poi precipitano come nano-particelle nell’ambiente, vengono respirati da tutti, bimbi inclusi… E finiscono depositati come spazzatura nel nostro ‘tessuto connettivo’ (la “base” della nostra immunità) creando i più svariati disordini immunologici (qui un interessante intervento del Prof. Franco Berrino).

Quale costo economico e sanitario avranno questi rifiuti sulla salute della comunità? Siamo sicuri che ci salvi Big-Pharma?

E quanta gente, che entra in ospedale, potrebbe essere curata più semplicemente e profondamente cambiando lo stile di vita completamente errato?

Piuttosto di insistere sull’obbligo di vaccinare tutti in maniera standard proporrei di valutare a livello medico i seguenti punti, per nulla trascurabili o sostituibili con qualche mix di vitamine… per creare una società davvero più sana; un impegno, un lavoro che sarebbe da svolgere in coordinazione fra Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Ministero dell’ Istruzione e di altri Ministeri affini:

-Aria pulita! (purtroppo un bel problema per certe regioni…)

-Acqua pulita di alta qualità per tutti (dal rubinetto… e dimenticare finalmente le bottigliette di plastica)

-Viveri di alta qualità, possibilmente biologici, stagionali, regionali, etici

-Scuole e Università che preparano corpo e mente alla vita in simbiosi con il nostro pianeta

-Grandi spazi aperti, verdi, ben organizzati nelle scuole e per il tempo  auto-gestito

-Luoghi di condivisione dove apprendere lavori manuali, per fare ri-nascere e per far evolvere i mestieri, base di ogni società equilibrata

-Luoghi dove praticare gli sport, soprattutto all’aperto

-Luoghi dove si imparano a conoscere le piante e l’agricoltura domestica

-Luoghi dove si suona, si condivide e si impara la musica (chi suona ripudia le guerre)

-Luoghi di inter-cultura dove ognuno dà il meglio di sè.

Queste proposte essenziali (vi sembreranno forse scontate!) generano salute individuale e sociale direttamente dalla radice dell’esistenza, prevengono soprattutto le malattie croniche, abbattono i costi sanitari, creano felicità, produttività e armonia.

In questo senso si potrebbero ottimizzare anche gli ospedali e i luoghi di cura, ma questo esula ovviamente da queste riflessioni…

Non ho poi in fondo elencato nulla che non si sappia già, e siamo già in tanti a sostenerlo. Per salvarci non dobbiamo certo inventare una medicina miracolosa nuova al mese: dobbiamo tornare soltanto e semplicemente al buon senso.

Sarebbe un primo passo verso il “paradiso terrestre”.

Il “male” sta nell’abisso fra ciò che sappiamo già… e fra ciò che facciamo nella realtà.

Ci serve serietà, volontà, coraggio, fede, spirito di collaborazione, amore per la vita,… con testa e cuore.

Nell’insieme questo si chiama co-scienza.



- Primum non nocere  (Ippocrate)

- Dovunque l’arte della medicina venga amata, c’è anche un amore per l’umanità  (Ippocrate)

FONTE

 

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Parole per pensare

"Pensate ancora una volta alla gioia che ciò porta a chiunque voglia poter fare qualcosa per coloro che sono malati. Questo dà loro il potere di essere guaritori fra i propri simili."

- Dr. Edward Bach, 1936

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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