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di Valeria Ballarati

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Cultura

La Felicità é un sistema complesso

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Enrico Giusti (Valerio Mastandrea) avvicina per lavoro dirigenti totalmente incompetenti e irresponsabili, che rischiano ogni volta di mandare in rovina le imprese che gestiscono. Lui li frequenta, gli diventa amico e infine li convince ad andarsene in Costa Rica o agli antipodi, evitando così il fallimento delle aziende e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Almeno questo è ciò che crede lui, perché i suoi datori di lavoro, Carlo Bernini (Giuseppe Battiston) e suo padre (Teco Celio) sono in realtà interessati a guadagnare sulle transazioni finanziarie nei passaggi di proprietà delle aziende. Due incontri cambieranno la vita di Enrico: quello con Achrinoam (Hadas Yaron), la stramba ex ragazza israeliana, sedotta e abbandonata dal fratello di Enrico, Nicola (Daniele De Angelis), e quello con Filippo (Filippo De Carli) e Camilla (Camilla Martini), due fratelli di 18 e 13 anni, che rimangono orfani di un’importante coppia di imprenditori. Enrico viene chiamato col compito di impedire che i due adolescenti possano diventare i dirigenti di un gruppo industriale d’importanza nazionale. Dovrebbe essere il caso più facile, il coronamento di una carriera, ma tutto si complica perché Enrico vede in questi due ragazzi dal volto pulito e gentile due possibili affidabili dirigenti. È il caso che Enrico aspettava da tempo, quello che cambierà tutto, per sempre…

FILM IN PROGRAMMA LUNEDÌ 17 OTTOBRE AL CINEMA MODERNO MULTISALA DI ANZIO, AGLI ORARI 16,15 - 18,20 - 20,30.

www.ladolcevitacineclub.it

 

Scendi c'é il cinema

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Al via la quinta edizione di "Scendi c’è il Cinema"

Portare il cinema nei quartieri. Anzi, direttamente nei cortili delle case popolari. È l’idea lanciata da “Scendi c’è il cinema”, proposta culturale del Laboratorio di Quartiere Giambellino Lorenteggio, col contributo del Consiglio di Zona 6, finalizzata all'aggregazione e alla coesione sociale all'interno dei quartieri popolari coinvolti. “Scendi c'è il cinema” è un cinema all'aperto ma soprattutto un percorso di partecipazione: sono le case popolari e i suoi abitanti che si aprono alla città e mostrano la ricchezza e la forza dei quartieri di periferia. Il progetto prevede la realizzazione di una serie di proiezioni di film nei cortili dei caseggiati popolari e in alcuni luoghi significativi del Giambellino, con il coinvolgimento diretto degli abitanti nell'organizzazione.

 

Mostra Banksy Roma

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Attesa e fermento per l'apertura della mostra su Banksy "War Capitalism & Liberty" che inaugura il 24 maggio a Palazzo Cipolla, ideata e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo e curata da Stefano Antonelli, Francesca Mezzano e Acoris Andipa.

Lo staff è al lavoro per completare l'allestimento, in esclusiva per Repubblica.it un assaggio di quello che si potrà vedere a partire da martedì.

In mostra 150 opere tra dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari, tutte provenienti da collezioni private (tra gli estimatori di Banksy figurano molti vip, da Kate Moss a Brad Pitt) e  nessuna sottratta alla strada. E ci sarà una sorpresa: per la prima volta verrà esposto un autoritratto di Banksy, che, nonostante sia il più noto esponente della street art a livello mondiale, continua a rimanere nell'anonimato.(arianna di cori)

http://www.fondazioneterzopilastro.it


 

Consigli di Ennio Flaiano

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Chi apre il periiodo, lo chiuda.

È pericoloso sporgersi dal capitolo.
Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi.
Lasciate l’avverbio dove vorreste trovarlo.
Chi tocca l’apostrofo muore.
Abolito l’articolo, non si accettano reclami.
La persona educata non sputa sul componimento.
Non usare l’esclamativo dopo le 22.
Non si risponde degli aggettivi incustoditi.
Per gli anacoluti, servirsi del cestino.
Tenere i soggetti al guinzaglio.
Non calpestare le metafore.
I punti di sospensione si pagano a parte.
Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata.
Per le rime rivolgersi al portiere.
L’uso del dialetto è vietato ai minori di 16 anni.
È vietato servirsi del sonetto durante le fermate.
È vietato aprire le parentesi durante la corsa.
Nulla è dovuto al poeta per il recapito.

Ennio Flaiano, L’uovo di marx, Libri Scheiwiller, Milano 1987

(grazie a Fabrizio Natalini)
 

Marcia Nazionale degli Alberi - Ostia 25 Ottobre h.10.30

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Approfondimento clicca qui

 

Io Bianco ... io Nero

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Nello Daniele

"é vero, son bianco e sono nero, però sono sincero, ho solo un'Anima"


 

Il raccolto, di Flannery O'Connor

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"Lot Motun chiamò il suo cane. Il cane drizzò le orecchie e gli si avvicinò strisciando. Lot prese l'animale per le orecchie corte e scarne e si rotolò con lui nel fango."

La Signorina Willerton si appoggiò allo schienale della sedia, rilassandosi. Era un buon inizio. Ora avrebbe programmato l'azione. Doveva esserci una donna, naturalmente. Magari una donna che Lot avrebbe ucciso. Quel tipo di donna era sempre portatrice di guai. Avrebbe potuto addirittura esser lei a provocarlo sino a farsi ammazzare, con la sua condotta licenziosa. E da quel momento, Lot sarebbe stato perseguitato dal rimorso, forse. In tal caso avrebbe dovuto dotare Lot di principi morali, ma questa non sarebbe stata una cosa difficile. Ora, come avrebbe fatto a introdurre tutto ciò nella situazione di passione amorosa che non poteva certo mancare, si chiese. Avrebbero dovuto esserci delle scene piuttosto violente, naturalistiche, quel genere di cose sadiche che di solito vengono associate ai braccianti e ai mezzadri, nei libri. Era un problema. D'altra parte, alla Signorina Willerton piacevano i problemi. Più di tutto le piaceva programmare le scene di passione, ma poi, quando arrivava il momento di metterle sulla carta, cominciava a sentirsi strana e a chiedersi cosa avrebbe detto la famiglia quando le avrebbe lette.  Garner avrebbe schioccato le dita e non avrebbe perso l'occasione per strizzarle l'occhio; Bertha si sarebbe fatta una pessima opinione di lei; e Lucia avrebbe detto con quella sua vocetta sciocca: "Che cosa ci hai nascosto per tutto questo tempo, Willie? Che cosa ci hai nascosto?", e avrebbe fatto una delle sue solite risatine soffocate. Ma la Signoria Willerton non poteva pensare a tutto questo, non in quel momento: doveva programmare i personaggi.


é un brano tratto da

Tutti i Racconti, di Flannery O'Connor, Bompiani


 

The Lion King - Il Re Leone

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Quando mi chiedono cosa mi é piaciuto di più a New York la risposta é:  Il Re Leone.

Di dieci giorni di viaggio nella grande mela più di tutto ricordo lo spettacolo pomeridiano al Minskoff Theatre. Andare a Broadway e vedere un musical in uno dei numerosi teatri, in particolare questo Musical, é un'esperienza unica e indimenticabile.

Non so se a tutti fa questo effetto, credo di si, a giudicare dal fenomeno sociale al quale ha dato origine. In 16 anni di programmazione mondiale - più di 30 Paesi - milioni di persone lo hanno visto on stage, catturati dalle maschere o dalle pitture tribali sui volti degli attori, dalle grida e dai vocalizzi delle cantanti, dal "Soul&Spirit", l'Anima e lo Spirito che si sentivano aleggiare nell'aria. Ma anche da casa i video dello show e le melodie on line sono stati visualizzati milioni di volte, persino nelle estemporanee performance nella metro di New York o nell'aereo, prima della partenza del cast di ritorno da Brisbane.

E' semplicemente ... "magico".


 

Dei piccoli soli che bruciano ed emettono luce

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L'aula grande del Centro Studi è una parte dell'ala destra della Biblioteca, ovvero del portico sotto il tempio di Serapide. È un insieme di banchi di legno scuro sistemati a diversa altezza, in forma semicircolare. Ha l'aspetto d'un piccolo teatro, e al posto della scena due grandi tavoli di marmo bianco, dietro ai quali è fissata alla parete un'enorme lavagna nera; in alto, scolpito su una lastra di marmo adornata con girali di acanto, a caratteri cubitali, il pensiero di Aristotele:

«Tutti gli uomini aspirano per natura al Sapere».


 

Cinque cinema uniti per film senza distribuzione

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Una rete regionale, e non solo, di sale cinematografiche indipendenti per far circuitare film introvabili e privi di distribuzione. È questa la novità della stagione 2014-2015 del Kinodromo, il cinema bolognese di via Pietralata gestito da un’associazione composta da appassionati cinefili e addetti ai lavori del settore, che a partire da gennaio 2015 vedrà una fattiva collaborazione con altre cinque sale del territorio regionale: il Salone Snaporaz di Cattolica, il Supercinema di Santarcangelo, l’Astra di Forlì e la meta extraregionale appena al di là del Po, il Cinema del Carbone di Mantova.
Cinque cinema si scambieranno i titoli per far girare film introvabili e privi di distribuzione

“Ci scambieremo i titoli”, spiega Niccolò Manzolini del Kinodromo, “le nostre scelte esclusive finiranno nella loro programmazione e viceversa. Vogliamo che questa movimentazione di film diventi coordinata e continuativa”. L’esperimento “associativo” pressoché unico su territorio nazionale coinvolge quelle sale che sono fuori sia dal circuito commerciale, che da quello d’essai. Perché per chi non lo sapesse, oltre ai grandi titoloni commerciali, anche le pellicole art house, provenienti da festival e con un piccolo distributore, hanno già un loro circuito distributivo dove viene garantita una tenuta minima in sala.


 

... questa città

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Pure con tutto questo e questo ancora

io voglio perdonare alla città fumata senza filtro

cresciuta sopra il vuoto e nel diluvio

della pietra di fuoco del Vesuvio,

ringhio di geologia sentimentale,

di sangue sparso, nervi attorcigliati

nel manico, un'ottava sopra quelli

di tutti i cittadini del pianeta.


 
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L'ingresso della casa di Londra di Millicent Garrett Fawcett


Parole per pensare

E la ragione le disse: Silenzio! Che cosa senti?

E lei rispose: Sento il rumore di passi. Miriadi di miriadi, migliaia di migliaia, e vengono da questa parte.

Sono i passi di quelli che ti seguiranno. Guidali

Suffragette, di Sarah Gavron


«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

- See more at: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/la-pazza-gioia-paolo-virzi.html#sthash.F3ffjhMI.dpuf

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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