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di Valeria Ballarati

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Cultura

I film della 24^ Rassegna - da stasera

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La notizia è che la 24^ Edizione della Rassegna cinematografica “Invito al cinema” si farà.

Dopo la chiusura del Cinema Astoria di Anzio, che aveva ospitato la Rassegna fin dal 1991 (data della prima edizione), gli organizzatori del Cineclub “La Dolce vita” si sono trovati improvvisamente senza un luogo dove proiettare.

Non si sono arresi alle difficoltà e sono alla fine “approdati” alla Multisala Moderno di Anzio dove hanno trovato ascolto ed interesse verso la loro iniziativa.

La selezione di film nata dall’entusiasmo di alcuni ragazzi amanti del cinema di qualità che avevano il desiderio di vedere, anche nelle sale della loro città, film di pregio esclusi dalla normale programmazione, è ormai diventata negli anni un appuntamento fisso, da ottobre a maggio, per gli amanti del cinema d’essai della zona Anzio, Nettuno, Aprilia.

La Rassegna continua dunque a mantenere le sue principali caratteristiche: un itinerario ragionato tra i migliori film della stagione cinematografica appena trascorsa, l’occasione per vedere (o per rivedere) i film che più hanno fatto discutere, pensare, divertire, amare, quelle persone che ancora si emozionano nel buio di una sala cinematografica e che trovano limitativo vedere un film in solitudine, rimpicciolito alle dimensioni del “tritatutto” televisivo.


 

La musica provata

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Erri De Luca e la scoperta della musica. La musica della scrittura, certo, ma anche la musica che si ascolta e che colma le nostre giornate.

Un giro del disco durava più di un secondo: dal boccaporto del grammofono usciva la melodia, il canto. Restavo a guardare la puntina capace di leggere il solco e pure la polvere. C'entrava l'elettricità e la finestra chiusa per tenere fuori l'ammuina. E dentro la stanza avveniva lo spazio e il silenzio per farla suonare. Le canzoni come gli odori, e più della vista, affilano i ricordi. Dai solchi dei dischi comincia l'ascolto assorbente che non permette altra mossa. Niente riuscivo e riesco a fare in sua presenza. Non l'ho potuta usare a sottofondo, la musica provata.

Erri de Luca
La musica provata
Feltrinelli (I narratori)
Il Trailer del film QUI



 

Still Life

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Se vi ritrovate una sera, tornando a casa, a svuotare la vostra scatoletta di tonno in un piatto come cena, sappiate che state citando questo bellissimo e commovente film che si chiama Still Life. Ho usato la parola film, ma più che altro dovremmo usare la parola poesia, perché questa pellicola – ambientata a Londra a firma di un regista italiano – è una vera e propria lirica; un’ora e mezza di intenso cinema vissuta insieme al nostro protagonista John May.  


 

Saving Mr. Banks

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"La dia a me. Sig.ra Travers mi affidi la sua preziosa Mary Poppins. Non la deluderò.

Giuro che ogni persona che entrerà in un cinema da Leicester Square a Kansas City vedrà che George Banks viene salvato. Tutti ameranno lui e i suoi bambini. Piangeranno per i suoi affanni, si torceranno le mani quando perderà il lavoro. E quando farà volare quell'aquilone ... oh Sig.ra Travers, tutti gioiranno, canteranno, nei cinema di tutto il mondo! Negli occhi e nei cuori delle mie figlie e di tutti i bambini, delle madri e dei padri per le generazioni a venire, George Banks sarà ben voluto. George Banks sarà per sempre riabilitato. George Banks e tutto ciò che rappresenta: salvato.

Certo, forse non nella vita ma nell'immaginazione. Perché é questo che facciamo noi narratori: ristabiliamo l'ordine con l'immaginazione. Infondiamo speranza, senza sosta, ancora e ancora. Si fidi di me, le do la mia parola."


Monologo di Walt Disney - Brano tratto dal film  Saving Mr. Banks

 

Ogni tanto una poesia

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Aprite la finestra ai bambini,

che il sole allegro si infili.

Vorrei che ci fossero sui cuscini

almeno un paio di gatti

che non fossero vuoti i cuscini.

Ma dove sono andati i bambini?


Tomaso Franco

Il viaggiatore Indispensabile, Crocetti Editore


 

Il programma di rilassamento e riduzione dello stress

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(...)  Questo programma é organizzato come un corso. Se si desidera cambiare la vita di qualcuno non basta dirgli "stai lavorando troppo, dai una svolta alla tua vita; rilassati". Se la gente sapesse come rilassarsi non ricorrerebbe alle cure del medico. Bisogna innanzitutto imparare a venire a contatto con le persone a un livello più profondo; dare loro tempo sufficiente per crescere , per sperimentare e infine tornare indietro e porre tutte le domande del caso. Abbiamo pensato che la maniera migliiore per realizzare tutto questo consistesse nell'istituzione di un corso.

Come ha già detto Sharon Salzberg, si può essere bravissimi nella pratica della consapevolezza e nel raggiungimento della calma interiore, ma se questa non si manifesta in ogni atto della vita quotidiana, non c'é saggezza. Meditare come Buddha per un'ora non serve a niente se per il resto del giorno siamo continuamente tesi, nervosi, arrabbiati. Si corre il rischio di vivere l'illusione di essere un grande maestro e dimenticare così i problemi reali che ci affliggono. Siamo veramente convinti dell'importanza della saggezza nella vita di tutti i giorni perché é l'essenza stessa della pratica della meditazione.


 

La villa di Oplontis

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La Villa di Oplontis é una Domus molto grande, di circa 3000 mq, nascosta tra le case del centro storico di Torre Annunziata, con porticati, pavimenti a mosaico, affreschi e decorazioni ben conservate a causa dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che, ricoprendola di materiale vulcanico, l'ha preservata tra strati di cenere e lapilli sino all'inizio dei restauri, cominciati più volte in epoche diverse.

Domenica mattina, dopo l'incontro con i BFRP del sabato, la mia collega Mariella ha avuto la bellissima idea di visitarla e con sua figlia Sabrina e la sua amica Felicia ci siamo andate. Felicia é una guida turistica autorizzata dalla regione Campania, é stata bravissima e accompagnandoci lungo il percorso che si snoda all'interno della struttura, ci ha parlato delle abitudini degli antichi abitanti e delle caratteristiche di quella che viene anche definita "La villa di Poppea" - seconda moglie dell'Impratore Nerone - a seguito del ritrovamento di alcune iscrizioni.

Ci racconta di come gli scavi incomincino per caso, per deviare il fiume Sarno, ma vengano presto interrotti per la presenza di gas mefitici pericolosi, peraltro ancora presenti nelle cantine inaccessibili al pubblico. Ripresi sotto la dinastia dei Borbone nel 1700 vengono nuovamente interrotti e ripresi e abbandonati ancora nel 1800 prima di arrivare alle opere che permisero di portare alla luce ciò che ammiriamo oggi: gli scavi del 1964/1984. La villa é purtroppo parzialmente visibile: nella parte destra non é stato possibile demolire un edificio storico di epoca borbonica, uno spolettificio, dove si costruivano bossoli per le munizioni. Chissà cosa si potrebbe trovare ancora là sotto.


 

Il caso editoriale dell'anno

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“Dopo una settimana arriva una e-mail della mia agente il cui succo era pressappoco: è la cosa più bella che hai scritto, bravo. Incredibile, quella sorta di Bridget Jones degli scrittori vanesi (di questo si trattava) era la cosa più bella che avessi mai scritto? Ridicolo, era una emerita cazzata, una boiata infame, una cosa scritta per rilassare la mente dal libro che avevo in mente di scrivere e del quale stavo organizzando scalette e ricerche da fare e persone da interpellare e organizzazioni gerarchiche dei personaggi. Dopo due settimane la mia agente ha firmato un contratto editoriale per quel libro con il più importante editore italiano, con un anticipo di diecimila euro e una tiratura di diecimila copie.”

Naturalmente non finisce qui, lo scrittore che ha dato in pasto al suo agente il libro mediocre arriverà a vendere milioni di copie, a essere tradotto in tutte le lingue del mondo (anche in quelle morte), a essere invitato a fiere e festival planetari, ad andare a letto con dee e ninfette, a comprarsi case, ad accumulare soldi. Un miliardario, grazie al proprio non-talento. È la storia narrata ne “Il caso editoriale dell’anno“ di Anonimo (si tratta dello scrittore albese Roberto Saporito), pubblicata da Edizioni Anordest.


 

Testimonianze di luce - Messaggi dall'Oltre

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Premessa

Sembra così difficile, infatti, farci entrare in testa che da un altrove possono venirci messaggi più importanti per la condotta della nostra vita delle informazioni che passano per Internet...
James Hillman

Questo libro è pieno di briciole.

Come dice Kahlil Gibran:
«Le parole degli uomini sono briciole cadute dal banchetto di Dio».

Ebbene, proprio di queste briciole si tratta.

Ora, poiché la Mensa di Dio può offrire solo miracoli, le parole qui raccolte ne sono certamente i frammenti, caduti da Lassù nel nostro cuore.

Queste pagine raccontano esperienze particolari, vissute a chi sa tenere gli occhi aperti ai segni di cui è costellata la nostra via: i «segni» rassicuranti di Qualcosa che ci trascende; i segni di una Presenza che si rivela a noi dove e quando meno ce l'aspettiamo.

Si potrebbero definire «piccoli miracoli», se non fosse che nei miracoli non v'è ordine di grandezza. Un miracolo, infatti, o è miracolo o non lo è. Di conseguenza, il problema non è più la misura, ma il riconoscimento. C'è chi lo vede e chi no. In questo senso, questo libro è una sfida.
Soprattutto a chi attende, per riconoscere Dio, il volo di un'aquila reale e non s'accorge del moscerino che gli passa davanti agli occhi.


 

Testimonianze di luce

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Ciao Lorenza,

grazie per aver accettato di parlare con me.

Iniziamo con una piccola presentazione: ci racconti qualcosa di te?

Sono una persona alla quale piace scrivere. In gioventù ho scritto valanghe di lettere, quando ancora usava scriversi. Ne scrivo tuttora, a volte. Mi piace, esprimermi così. Nel ’97, alla morte per cancro di una mia cara amica, mi sono messa a scrivere pensieri sulla malattia, quasi che la malata fossi io. Ne ho scritti circa 300 e li ho riordinati in capitoli nel giro di tre ore. Non chiedermi come ho fatto: non lo so. So soltanto, con assoluta certezza, che non ero io a farlo. Ne è venuto fuori un libretto che viene regolarmente ristampato e si vende tuttora. Questo mi ha dato il via.

Come nasce l’idea per “Testimonianze di luce”?
Ogni tanto mi succedono “cose strane”, che strane – l’ho capito bene – non sono. Ho incominciato a mettere per scritto quegli episodi allo scopo di lasciarne traccia per mia figlia. Un giorno, mi sono chiesta: “Possibile che capitino solo a me? Non sono mica speciale”. Così, ho incominciato a chiedere qui e là. Qualcuno ammetteva qualcosa, ma con grande difficoltà. Allora mi è nata quest’idea: far parlare gli amici, indurli a fidarsi di me, dir loro che siamo in buona compagnia. Ho insistito, ho intervistato, ho tormentato finché sono riuscita a mettere insieme una bella raccolta di testimonianze. (...)


 

Guarigione emozionale

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Commento: lo trovate anche voi interessante?


 


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Parole per pensare

"Pensate ancora una volta alla gioia che ciò porta a chiunque voglia poter fare qualcosa per coloro che sono malati. Questo dà loro il potere di essere guaritori fra i propri simili."

- Dr. Edward Bach, 1936

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

- See more at: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/la-pazza-gioia-paolo-virzi.html#sthash.F3ffjhMI.dpuf

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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Fiori di Bach e Cartoni Animati 6


RED CHESTNUT

Quando siete in apprensione

per i vostri cari