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di Valeria Ballarati

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Cultura

Invito al Cinema 2013/2014

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E' cominciata la nuova 23à Rassegna Cinematografica al Cinema Astoria!

Dopo il bellissimo Quartet di Dustin Hoffmann martedì sera un altro film di grande spessore, trattato con la dovuta delicatezza:

BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE è un film coraggioso e delicato,
che racconta la crescita e la maturazione di un giovane attraverso gli eventi traumatici che la vita, purtroppo, gli riserva.

Tutto nasce nel 2010 dall’esordio letterario del professore di liceo palermitano Alessandro D'Avenia, il cui libro si è trasformato in un bestseller da un milione di copie, pubblicato in diciannove paesi stranieri.
Il professore-sognatore protagonista (nel film interpretato dall’attore Luca Argentero) è probabilmente l’alter-ego dell'autore del libro, che in questo caso firma anche l'adattamento cinematografico insieme a Fabio Bonifacci, lo stesso sceneggiatore di “Amiche da morire”, il primo film della rassegna.


 

Dominio e violenza

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"Ancora di violenza si tratta quando si esercita il dominio - ossia il potere derivante da una supremazia biologica, tecnologica, fisica o altro - su altri esseri senzienti potendone disporre a nostro piacimento, e potendone disporre le sorti cancellando ogni diritto e identità: anche il dominio é un atto di forza violento, anceh quando la violenza non si palesa, ma ha già subito i suoi risultati devastanti su chi subisce il dominio e ha perso la volontà di ribellione, la speranza di una fuga, la dignità."


Adriano Fragano

www.veganzetta.org



 

Dante Ferretti, l'inventore dei sogni

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di Maria Pia Fusco

ROMA - A Cinecittà non c’è più il cinema, spenti i riflettori nei teatri di posa, sbarrati i cancelli, mitici, sulla via Tuscolana. Gli scarsi visitatori entrano dall’ingresso secondario e si incamminano tra solennità di cartongesso rimaste lì in memoria di un glorioso passato. Ma non sono sole. Dante Ferretti, uno che non ci lavora da quando non disegnò “Gangs of New York” di Martin Scorsese, una decina di anni fa, si ostina a mantenere il suo laboratorio di scenografia proprio qui, sulla destra del viale centrale, quasi di fronte al celebre Teatro 5. È qui che comincia l’ideazione delle sue scenografie prima di raggiungere il luogo delle riprese ed è qui, nel grande spazio luminoso del suo atelier, che lo incontriamo. Ha abbandonato per qualche giorno gli studios londinesi di Pinewood, dove sta lavorando a “Cinderella”, il film della Disney con la regia di Kenneth Branagh. E con un paio di assistenti raccoglie i materiali per la grande mostra che da settembre a febbraio gli dedicherà il MoMa di New York. «Ci saranno disegni, bozzetti, certamente l’orologio di “Hugo Cabret”, i lampadari di “Salò”, le statue dei leoni di Venezia, un pezzo di aereo di “The Aviator”, la testa del cavallo del “Barone di Münchausen”, più allestimenti vari. Ma credo che l’elemento più divertente sarà il labirinto di Fellini, un gioco di teli sui quali proietteranno le immagini dei suoi film».

 

Esseri Umani o Spirituali?

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Nel corso degli ultimi vent'anni sono diventato famoso pe ril mio lavoro e le mie ricerche nel campo della terapia di regressione alle vite passate.

Sebbene questo particolare tipo di approccio abbia aiutato molte persone, esistono numerosi altri percorsi che possono essere intrapresi per raggiungere la crescita e l'illuminazione interiori.

Ho scoperto che abbiamo molte dimensioni da esplorare e di cui godere, perché la nostra anima é dotata di possibilità che vanno ben oltre le costrizioni del tempo e dello spazio.

Ritengo che non siamo solo esseri umani a cui occasionalmente vengono donate esperienze spirituali, piuttosto siamo esseri spirituali a cui, di tanto in tanto,  accade di sottoporsi all'umana esperienza.

Dr. Brian Weiss - Meditazioni verso le vite passate, My Life

 

 

Fellini torna al Teatro 5!

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Eccezionalmente Cinecittà apre le porte dello storico Teatro 5 per visite esclusive sul set del film "Che strano chiamarsi Federico" diretto dal Maestro Ettore Scola.

Per questa occasione Cinecittà Si Mostra organizza percorsi di approfondimento e speciali visite guidate per scoprire vita, passioni e  luoghi del Maestro attraverso le suggestive scenografie realizzate da Luciano Ricceri.

L'appuntamento é per visitare il teatro di posa più grande d'Europa allestito per l'occasione a set cinematografico prima dell'uscita del film. Visite guidate dal 19 maggio al 23 giugno.

 

 

Mia Martini: appuntamenti e omaggi per ricordarla

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18 anni senza Mia Martini. L’annuncio della sua scomparsa in una domenica di maggio del 1995, avvenuta due giorni prima (il 12), ha lasciato un vuoto che si cerca in parte di colmare ricordando la sua arte intramontabile con tributi ed omaggi.

Si continua a parlare di lei, con la piacevole scoperta da parte delle nuove generazioni, che diventano fans e contribuiscono a renderla presente anche attraverso la creazione, attraverso i social network come Facebook, di pagine dedicate a lei.

In occasione di questo anniversario, Rete 4 realizza, grazie ancora a Paolo Piccioli, un ennesimo special nella fascia notturna con una selezione delle apparizioni televisive realizzate per Mediaset, e la presenza di alcune chicche come la partecipazione a “Vota la voce” del 1978 con “Danza”, firmato da Ivano Fossati.

 

 

Le lacrime della Teresa al Sistina

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Alla fine dello spettacolo Antonio - la Teresa - non è riuscito a trattenere la commozione. Svestiti i panni del suo personaggio e svanita la tensione, durante i lunghi appalusi e le urla di gradimento del teatro, aveva le lacrime agli occhi. Sembrava felice.

Per la prima volta a Roma, nell’unica data romana, I Legnanesi hanno messo in scena il loro nuovo spettacolo Lasciate che i pendolari vengano a me recitando in dialetto milanese nel tempio della comicità e della parlata romanesca: lo storico Teatro Sistina a due passi da Trinità dei Monti. Il palco di Aldo Fabrizi, Enrico Montesano e Gigi Proietti ospitava venerdì sera la rivista dialettale milanese:  una bella scommessa per la Compagnia di Legnano.

All’interno della sala una grande scritta dorata e luccicante “I LEGNANESI” campeggiava in alto sul palco, in contrasto con il nero dei lunghi drappeggi, mentre in attesa dell’inizio dello spettacolo Mabilia in sottofondo cantava Mezzanotte, La Paloma e canzoni del repertorio di scena. Il pubblico é eterogeneo, ci sono alcuni bambini; in molti li conoscono già, li hanno visti alla tv sulla rai, il sabato sera in seconda serata.

 

 

I Legnanesi al Sistina

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Dopo la calorosa accoglienza ricevuta la scorsa stagione fuori dai confini lombardi a Firenze e Torino, I Legnanesi - si legge in una nota - quest'anno si spingono alla ''conquista'' di Roma e arriveranno al Teatro Sistina, ''tempio'' del teatro italiano, che li accogliera' per una serata-evento di irresistibile comicita' il 19 aprile 2013.

Si tratta, in effetti, di un ritorno a Roma dopo oltre 40 anni: era il 1970 quando i fondatori Felice Musazzi e Tony Barlocco portarono al Sistina 'Chi vusa puse' la vacca l'e' sua...' * e c'e' un po' di commozione tra I Legnanesi nel ricordare Musazzi che, dopo una settimana di tutto esaurito e l'apprezzamento di personaggi del calibro di Luchino Visconti e Federico Fellini, prendeva in giro bonariamente il pubblico romano che spesso, a fine spettacolo, esclamava: ''Vedi un po'questi francesi!''.

 

Un corso di Joomla!

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Tra i vari motivi che ci hanno spinto ad unirci in un circolo, c'è anche quello della condivisione di esperienze, sia nella vita quotidiana, tramite incontri, contatti, e via discorrendo, sia attraverso dei corsi più strutturati.

Il primo fra questi che abbiamo deciso di attivare, è dedicato ad un software, di nome Joomla! che serve a realizzare e gestire comodamente dei siti web.

 

 

Paparazzi

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Nonostante lo credano in molti, il termine "paparazzo" non é un composto di "papataci" e "ragazzo"  bensì venne coniato da Ennio Flaiano che, durante la sceneggiatura de La Dolce Vita, cercava un nome da dare al fotografo  - modellato pare sulla figura di Tazio Secchiaroli - che sarebbe stato il compagno inseparabile del protagonista del film.

Come Flaubert che ci mise due anni a battezzare Emma Madame Bovary, Flaiano era ossessionato dalle affinità semantiche tra i personaggi e i loro nomi. "Il nome giusto indica che il personaggio vivrà" scrisse nei Fogli di Via Veneto, una raccolta di note spettinate che sono altrettanti vividi bozzetti sulla genesi del capolavoro felliniano.

Cerca che ti cerca, gli capitò tra le mani By the Ionian Sea, il diario del grand tour di George Gissing, scrittore dell'Inghilterra vittoriana  che ricordava con riconoscenza un albergatore calabrese che lo aveva ospitato, tale Coriolano Paparazzo.

E' stato dunque un personaggio realmente vissuto ad avere il titolo dell'unico "attore inconsapevole", e allora già da tempo passato a miglior vita, dell'immortale film che ha fotografato l'epoca d'oro della Holliwood sul Tevere.

Quel Signore ha dato il nome a un'onorabile e troppo spesso bistrattata professione.

E "paparazzo" é oggi la parola della lingua italiana più popolare del pianeta, dopo "pizza" e "spaghetti".

 

Tratto da "Cinecittà, una magia senza fine" - National Geographic 

 

Pasta Madre Day

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 Oggi in tutta Italia si festeggia il Pasta Madre Day.


Organizzato dalla Comunità del Cibo Pasta Madre, associazione composta da consumatori, agricoltori, mugnai, panificatori e pizzaioli che quotidianamente si impegnano a diffondere la cultura di una filiera del pane e dei cereali sostenibile e di qualità, il Pasta Madre Day è la festa nazionale del lievito madre.

Sono a oggi 67 (ma negli ultimi giorni il numero è destinato a aumentare) gli eventi organizzati e registrati sul sito internet della Comunità (www.pastamadre.net) che porteranno migliaia di aspiranti panificatori casalinghi nelle piazze d’Italia per scambiarsi e condividere il proprio lievito madre. Un’organizzazione diffusa e autarchica che, partendo dal basso, si impegna a diffondere quel giorno più di 4.000 “dosi” di lievito madre in modo totalmente gratuito.

La gratuità del “gesto” è caratteristica fondamentale di ognuno di questi eventi.
La pasta madre è, infatti, un dono: è il fine e il mezzo per portare, nella vita quotidiana di ogni famiglia, la gioia del pane fatto in casa, con i suoi profumi, il suo gusto e i suoi ricordi.

 

 


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Parole per pensare

Sono ciò che penso: le mie idee creano la mia identità.

(Cit.)

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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