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di Valeria Ballarati

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Cultura

Roberto Mastai

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Roberto Mastai è l’autore dei disegni del sito www.bonifacci.it

(Fabio Bonifacci é un noto sceneggiatore, n.d.r.)

Vive in Pratello a Bologna, è pronipote di un Papa, dipinge in osteria e  regala i disegni a chi passa di lì. A volte fa mostre, ma improvvisate, e in mezzo alla strada, e poi regala tutto anche lì. A volte guadagna molto e spende  tutto offrendo birre a tutti, altre volte non ha una lira, e se ne frega.  Secondo me non ha ancora capito bene cosa siano i soldi, il che non è caso raro ma unico, oramai.

A casa sua hanno mangiato più persone che in mensa. In una di queste cene si cantava all’una di notte, un vicino iniziò a lanciare insulti terrificanti dalla finestra di fronte, Mastai rispose dolce “per me tu non sei felice. Vieni  a cantare noi noi, vedrai che va meglio”. Mi piacerebbe dire “e così fu” ma il tizio non s’è presentato… Però ha smesso di insultare. E sono certo che è stato molto tentato…

Mastai è bravissimo. Tra l’altro, fa copertine di libri stupende. Mi piacerebbe che qualcuno lo facesse lavorare, ma lui nel proporsi e nel vendersi è una pippa totale. Inoltre è difficile contattarlo perchè Mastai non ha un computer, ha un cellulare che lascia spesso in giro, e poi  recupera ogni volta in modo incredibile e rocambolesco.

Se qualcuno vuole connettersi con Mastai scriva una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Gliel’ho aperta io perchè lui non l’avrebbe mai fatto. Quindi il processo funziona così: voi scrivete a Mastai, io leggo la mail, la stampo poi lo vado a cercare in Pratello e quando lo trovo gliela dò.

Le risposte non saranno velocissime…

 

 

 

10 Motivi per dire NO all'estrazione di petrolio in itlia

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Sono cinque anni che gestisco un blog contro la petrolizzazione dell’Italia, e questo è il mio primo post su ilfattoquotidiano.it. Il grande pubblico probabilmente non sa che ci sono concessioni petrolifere – metanifere – stoccanti sparse su tutto il territorio nazionale: dalla laguna veneta ai vigneti d’Abruzzo, dai frutteti di Oristano alle colline toscane, dalle isole Tremiti alle risaie di Vercelli, dal cuore dell’Emilia terremotata al mar Ionio.

I “Professori” ci dicono che trivellare l’Italia serve per soddisfare il nostro fabbisogno nazionale, per lo sviluppo economico, per l’occupazione, e che tutto sarà fatto in modo “sostenibile”.

Questo è quello che dicono loro.

Invece, io l’ho girata tutta l’Italia petrolizzanda e petrolizzata ed è lampante, ai miei occhi almeno, che l’idea di “aggiustare” la nazione facendo buchi a destra e a manca non è la soluzione.

I motivi? Eccone dieci:

 

Più libri più liberi 2012

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Il programma culturale è il cuore di Più libri più liberi: incontri con gli autori, reading, dibattiti su temi di attualità, iniziative per la promozione della lettura, musica e performance live scandiscono le giornate della manifestazione in una successione continua di eventi per tutti i gusti.
Le sezioni dedicate al programma culturale di questo sito costituiranno il punto di accesso privilegiato per tutti coloro che vorranno conoscere in tempo reale che cosa accadrà durante le fiera. Per rendere più agevole la navigazione, sarà possibile consultare il programma culturale in modo flessibile, secondo le proprie preferenze.

>> Agenda - Scegliendo una data nel calendario scopri giorno per giorno tutto ciò che accade dalla mattina alla sera nel Caffè letterario appositamente allestito in Fiera, nello Spazio Ragazzi e nelle altre sale di cui dispone il Palazzo dei Congressi

>> Programma - Per chi vuole avere una visione generale di tutti gli eventi, tutti i giorni, di tutti i tipi, in tutti i luoghi

>> Programma Ragazzi - Gli eventi dedicati ai giovani lettori, tra animazioni, laboratori didattici e tanto divertimento (...)

 

 

Risvegli

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Da sempre gli uomini si chiedono se esiste una vita dopo la morte, ma forse la domanda che dovrebbero farsi è se esiste una vita prima della morte. Quella che viviamo è una vita o un sonno senza sogni? Spiritualità significa risveglio. Consapevolezza di sé, del proprio talento, della propria missione nel mondo. Ma quanti hanno davvero voglia di svegliarsi? Molti preferiscono stordirsi con emozioni violente e sostanze chimiche. La maggioranza si accontenta di distrarsi: calcio, tv, centri commerciali, un’intera industria dello svago è stata costruita per consentirci di pensare ad altro, cioè a tutto tranne che al fatto che stiamo dormendo. Qualcuno, quando proprio non ce la fa più, va dallo psicologo. Ma solo per avere un po’ di sollievo, non per curarsi sul serio. Semmai vorrebbe che fossero gli altri a prendersi cura di lui. Però neanche il più grande psicologo del mondo può svegliare la Bella Addormentata. Soltanto il bacio del Principe Azzurro che si trova dentro di noi...

 

 

Invito al cinema 22° Edizione

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La rassegna cinematografica “Invito al Cinema” giunge alla ventiduesima edizione e torna “indietro”, al lontano 1991 che la vedeva muovere i primi passi. Il giorno di programmazione dei film torna al MARTEDI’, come nelle Rassegne dei primi anni, invece che il giovedì. E’ stata una scelta obbligata: l’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici) ha deciso che, dai primi di Ottobre, l’uscita nelle sale dei film del week-end avverrà il giovedì invece che il venerdì (com’era sempre stato) e così noi del Cineclub “La Dolce vita” siamo stati costretti a scegliere un altro giorno per la nostra programmazione. Abbiamo optato per il MARTEDI’; se cambiamento deve essere, almeno recuperiamo una parte bella del nostro passato prossimo.

Per il resto, i criteri ispiratori della Rassegna restano invariati: dai 378 film usciti da Settembre 2011 ad Agosto 2012 abbiamo selezionato 23 titoli  reputati meritevoli di essere considerati i più rappresentativi della stagione cinematografica appena trascorsa. Le restanti 8 pellicole vengono dai festival più importanti del 2012, Cannes e Venezia, o da autori che da anni seguiamo con attenzione e stima, alcune non ancora uscite nelle sale ma già lodate dai critici specializzati.

 

 

Il medico: una professione ferma a un secolo fa

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E’ vero, di riforme della sanità ne sono state fatte tante ma una riforma, sicuramente la più importante, necessaria, urgente… non è mai stata neanche ipotizzata. E’ quella che ci servirebbe per ripensare il modo di ragionare e di fare della medicina.

Se è cambiato il brodo culturale, sociale, etico, economico, nel quale la medicina è immersa, come ragionare? Sto parlando di “modo di essere della medicina” non di conoscenza scientifica tout court. Le conoscenze scientifiche nell’ultimo secolo si sono evolute ma non altrettanto il modo di essere del medico che è rimasto come incastrato tra ’800 e ’900. Il medico continua a considerare la malattia, il malato, la terapia, la diagnosi, la causa, l’effetto, il metodo, fondamentalmente come un secolo fa. Non sto esagerando.

 

 

Festival delle Lettere 2012

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Un cast d’eccezione per il gran finale del Festival delle lettere, in programma per domenica 14 ottobre al Teatro Dal Verme di Milano.  

Francesco Pannofino, Nicoletta Romanoff, Francesca Inaudi, Luca Argentero, Ruggero Andreozzi, Omar Fantini e Alessandro Betti saranno i grandi protagonisti dello spettacolo conclusivo di questa ottava edizione.

Uno spettacolo denso che prevede l’interpretazione delle lettere finaliste per le categorie in gara, la premiazione dei vincitori e la presentazione di tutti i progetti realizzati per questa edizione:

 

Io, diventato disabile due mesi fa

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Quando si diventa disabili, come mi è successo un paio di mesi fa dopo l’amputazione del piede sinistro a causa di un’infezione mal curata da un primario romano del Policlinico Tor Vergata, la prima reazione istintiva è la rabbia. Ma presto ti accorgi, anche grazie ai consigli del nuovo medico curante, il professor Luca Dalla Paola dell’ospedale Maria Cecilia di Cotignola, in provincia di Ravenna, che c’è un antidoto ben più efficace: la forza della volontà.

OSTACOLI MAI VISTI PRIMA - Solo così puoi sopravvivere ai mille ostacoli che si frappongono ogni giorno alla vita in carrozzella, specie in una città come Roma: dai passi carrabili ostruiti ai parcheggi per disabili occupati da abusivi, dai marciapiedi invasi da tavolini e sedie fino ai patiti dei cellulari che ti travolgono mentre scrivono sms. I paradossi che ti capitano sembrano assurdi e inverosimili finché non li vivi in prima persona. Come quando l’Inps mi convoca per la prima visita di controllo sull’invalidità civile, in pieno agosto, con un caldo torrido da deserto del Sahara.

 

Quando Einaudi bocciò Primo Levi

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Hai un manoscritto. Ti dicono che no, non è pubblicabile, non convince. E ci stai male, tu: perché in quel manoscritto ci sono storie di vita e di morte in un lager. Non sono storie. Sono Storie. E tu vuoi che vivano, che ri-vivano. Ma non sei uno di quelli che insistono, tu. Sei un mite. E forse forse tu stesso metti in dubbio il tuo talento (tanto che, anni dopo, dirai: Sono approdato alla qualifica di scrittore perché, catturato come partigiano, sono finto in un lager, come ebreo). Siamo nel 1947, a Torino. Primo Levi ha tra le mani il suo manoscritto, bocciato da Einaudi. E’ stata Natalia Ginzburg a dare il parere negativo.

 

 

Terraferma

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TERRAFERMA racconta un dramma attuale: quello dell’immigrazione clandestina. La tragedia di chi è sopravvissuto rimanendo a galla; il coraggio di chi rischia la vita per cambiare la propria storia e quello di chi pensa che prima della crudele legge dell'uomo venga quella antica e compassionevole del mare. E’ un atto d'accusa contro la strategia del terrore, che trasforma lo straniero in invasore. TERRAFERMA è l’approdo a cui mira chi naviga, ma è anche un’isola saldamente ancorata a tradizioni ferme nel tempo.

È con l’immobilità di questo tempo che la famiglia Pucillo deve confrontarsi. Ernesto (il "puparo" palermitano Mimmo Cuticchio) ha 70 anni, vorrebbe fermare il tempo e non vorrebbe rottamare il suo peschereccio. Suo nipote Filippo (Filippo Pucillo) ne ha 20, ha perso suo padre in mare ed è sospeso tra il tempo di suo nonno Ernesto e il tempo di suo zio Nino (Giuseppe Fiorello), che ha smesso di pescare pesci per catturare turisti, e scarrozza orde fameliche di spensierati vacanzieri. Il ragazzo vive con tranquillità la sua condizione, preoccupato solo dagli atteggiamenti della madre Giulietta (Donatella Finocchiaro), giovane vedova propensa ad affittare la sua abitazione ai villeggianti per guadagnare i soldi che finanzieranno la “fuga” dal paradiso. Quando Ernesto e Filippo soccorrono una zattera di migranti durante una battuta di pesca e portano a casa una donna incinta, Sara (Timnit T., non un’attrice ma una donna che realmente, nel 2009, fu tra le poche sopravvissute di 80 eritrei che avevano tentato di sbarcare a Lampedusa, ma erano stati respinti) e l'altro suo figlio, Giulietta mal sopporta quella pericolosa convivenza forzata. Ernesto li ha accolti per l’antica legge del mare e poi, in fondo, Giulietta e Sara hanno lo stesso sogno, un futuro diverso per i loro figli. Ma la nuova legge dell’uomo non lo permette e tutti sono messi di fronte ad una decisione che segnerà la loro vita…

 

Completamente vivi

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Clicca qui per vedere

 

Oggi pubblico questo trailer perché l'ho trovato bello.

Non so se leggerò il libro, ma guardarne almeno la pubblicità secoondo me vale la pena. Ciao

 

Anche se indirettamente questo risulta essere  un messaggio promozional-letterario. Siete avvertiti e comunque, non era mia intenzione.

 


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Parole per pensare

"Pensate ancora una volta alla gioia che ciò porta a chiunque voglia poter fare qualcosa per coloro che sono malati. Questo dà loro il potere di essere guaritori fra i propri simili."

- Dr. Edward Bach, 1936

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

- See more at: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/la-pazza-gioia-paolo-virzi.html#sthash.F3ffjhMI.dpuf

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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Fiori di Bach e Cartoni Animati 5


CLEMATIS

Se siete il tipo sognatore