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di Valeria Ballarati

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La creazione scientifica

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Oggi non ho molto tempo, sono un po’ indietro con la preparazione degli studi, ma due cose che mi sono sembrate interessanti vorrei segnalarle.

Leggendo il libro Il sacro di Rudolf Otto per l’esame di Filosofia della Religione (bello, anzi, aiutam’ a dì bello) davanti a un pensiero non sono riuscita a trattenere due lacrimucce. Le parole sono arrivate direttamente ai sentimenti.

Alcuni termini possono forse risultare non di immediata comprensione senza nozioni di base ma, non perdetevi d’animo, metto i passaggi che servono all'uopo. E' un concetto importante per non tentarne almeno l'impresa. Quale concetto? Questo:


Husserl crede che …” Chi è Husserl direte voi, non lo conoscevo neanch’io. Era un filosofo austriaco-tedesco della fine ‘800 inizi ‘900, inaugurò la fenomenologia. Cos’è la fenomenologia? Come dice la parola: descrivere un fenomeno.

“Husserl crede che realizzando la epoché – cioè la sospensione di giudizio degli scettici[1]- e accostandosi al fenomeno lasciando che si dispieghi, come spettatori disinteressati, il senso della realtà sarebbe rivelato.

Filosofia è teoresi[2]: contemplazione volta a trovare il senso.

La verità sta nella manifestazione.

La semplice contemplazione troverà il senso.”

Capite il concettone? Capite?

La contemplazione non è né conoscitiva né morale.[3] E’ il nostro personale rapporto con l’infinito.

Non è spettacolare?

E a proposito di infinito e creazione: venerdì mattina siamo finalmente riusciti ad andare ad Anagni per visitare il museo e la cripta della cattedrale – “La cappella sistina del medioevo”. Ce lo aveva suggerito il Prof. Spinelli al corso di Istituzioni di Filosofia Antica. All’arrivo riconosco il posto e mi accorgo di esserci già stata anni addietro, (molti anni addietro) coi miei suoceri, ma avevamo visitato solo la chiesa.

Entriamo. C’eravamo noi (mio marito ed io) e un gruppetto di spagnoli e francesi. Da casa mi ero portata il file che avevo preparato tempo prima, una descrizione delle parti per me interessanti in riferimento agli studi. Nei sotterranei si trova infatti l’affresco della famosa creazione scientifica, la vedete nella foto, con l’uomo al centro di un doppio sistema circolare, a rappresentare la vita umana e la natura; ci sono poi Ippocrate e Galeno che discorrono (tra i Santi!) della teoria degli elementi; e c'é il diagramma della teoria degli elementi - tratto dal Timeo di Platone – a significare che il mondo fu creato pieno di proporzione ed armonia a partire dai 4 elementi fuoco, terra, aria e acqua, unitamente a certe caratteristiche. 

Ippocrate e Galeno che discutono di teorie scientifiche all'interno di un luogo sacro sembrerebbe un fatto anomalo, impossibile per il periodo storico in cui viene realizzato l'affresco, ma ciò è stato possibile grazie all'eclettico Pietro da Salerno, monaco benedettino e Vescovo di Anagni, che provenendo appunto da Salerno dove in antichità c'era la più grande scuola di medicina, lasciò qui uno spazio alla filosofia delle colonie (la Magna Grecia). 

Un unicum! Ce l’abbiamo solo noi in Italia. E’ stata un’esperienza bellissima (grazie Professore), perciò la condivido e vi invito a fare una visita, quando potrete.

Abbiamo anche pranzato alla trattoria del Gallo, dove mi hanno preparato un piatto di pasta con la cicoria, i ceci e il pesto molto buono, mentre Maurizio Battista (noto comico romano) e la sua troupe giravano scene di una nuova fiction poco più in là, sotto il porticato del municipio.

Adesso vado a studiare, a presto.

V.


[1] Scetticismo é l’atteggiamento di chi nega la possibilità di conoscere il vero. In breve, secondo Arcesilao, nuovo capo dell’accademia Platonica che inaugura questa corrente filosofica, siccome non c’è modo di sapere la verità (siamo ancora più al di là di Socrate, che diceva di sapere di non sapere) preferisce allora star zitto, non dire niente, cioè “sospendere il giudizio”, per non rischiare di sbagliare a parlare.

[2] Teoresi: filos. Attività puramente speculativa, senza altri scopi o interessi fuori del suo stesso indagare.

[3] Conoscitiva è la metafisica (cioé il voler capire la natura della realtà, oltre l’esperienza) e non é nemmeno 'morale' perché non si usa a fini di indirizzo morale (cioé per far si che ti comporti bene, come fa solitamente la religione) ma serve alla pura nostra comprensione se solo lasciamo parlare il fenomeno, se solo lo osserviamo come spettatori disinteressati.



 

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