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di Valeria Ballarati

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La musica provata

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Erri De Luca e la scoperta della musica. La musica della scrittura, certo, ma anche la musica che si ascolta e che colma le nostre giornate.

Un giro del disco durava più di un secondo: dal boccaporto del grammofono usciva la melodia, il canto. Restavo a guardare la puntina capace di leggere il solco e pure la polvere. C'entrava l'elettricità e la finestra chiusa per tenere fuori l'ammuina. E dentro la stanza avveniva lo spazio e il silenzio per farla suonare. Le canzoni come gli odori, e più della vista, affilano i ricordi. Dai solchi dei dischi comincia l'ascolto assorbente che non permette altra mossa. Niente riuscivo e riesco a fare in sua presenza. Non l'ho potuta usare a sottofondo, la musica provata.

Erri de Luca
La musica provata
Feltrinelli (I narratori)
Il Trailer del film QUI





Commento:

“Come una partitura spetta a chi la suona, così il libro è del lettore, affidato alla sua irripetibile esecuzione”

Come ha ragione Erri!  Acquistato il libro ero così desiderosa di leggerlo da cominciarlo voracemente, andando spedita sul testo ma decisamente troppo svelta, col risultato che arrivata a metà ... l’ho chiuso. Non ci stavo capendo niente, mi perdevo dei pezzi. L’ho lasciato a sé per più di una settimana. Sulle rive del lago di Bolsena in una bella mattina di un fine settimana di ottobre l'ho riaperto: ora si che l’ho letto per benino!

A leggerli lentamente i libri di Erri sono formativi. E’ sapere allo stato puro, erudizione da esperienza, conoscenza attraverso la quale si è passati, e non "per sentito dire". Il racconto risultante non è perciò formale, ed ecco perché mi risulta interessante: non sono nozioni, é esperienza di vita.

L’altro aspetto che rende l’autore per me interessante è la sua modestia. Trattasi di gigante che non sa di esserlo, o forse lo sa ma la cosa gli è indifferente:“La mia fortuna è lastricata di persone che l’hanno permessa ritirandosi da qualunque lusinga di ribalta. Hanno considerato la celebrità, grande o piccola, una diffamazione”.

Sentire dalle sua voce parti del libro è ancora meglio che leggerlo. Io leggo in una maniera, a mio modo; se è lui a leggerlo utilizza un criterio diverso dal mio, e pur rispettando la stessa punteggiatura, ne vien fuori un racconto più animato, più vivo. Come ho sentito la sua voce? Ma sul DVD del film, ve lo consiglio.

Più di tutto mi è piaciuta una poesia su Napoli e la pubblicherò tra qualche giorno. “La scienza cerca nei calcoli le regole che governano il pianeta. A Napoli s’impara che la macchina mondo è un’orchestra musicale. S’impara ad andare a tempo, stare in una partitura. La tarantella imita l’effetto del suolo che traballa sotto la scossa. Ammansisce il panico riducendolo a danza”.

Buona lettura. Leggete piano ...

v.b.

https://www.youtube.com/watch?v=YrLk4vdY28Q

 

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Parole per pensare

Sono ciò che penso: le mie idee creano la mia identità.

(Cit.)

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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