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Sabato 12 Maggio 2012 00:00 |
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Il 12 Maggio del 1995 Mia Martini ci lasciava.
Oggi vorrei ricordarla così, con una canzone napoletana che mi piace tanto, in una delle più belle performance televisive.
Ciao Mimì!
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Mercoledì 04 Aprile 2012 00:00 |
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PRENDIAMO una frase così: Gli uomini uccidono le donne. È una generalizzazione spaventosa: la stragrande maggioranza degli uomini non uccidono le donne. Eppure a una frase così succede di reagire con assai minor indignazione e minor sorpresa di quanto la statistica consentirebbe. Non dico delle donne, che sanno bene che cosa vuol dire la frase.
Ma gli uomini, anche se la statistica dice che in Italia, non so, uno su 400 mila ammazza una donna in un anno, ammetteranno di sentire confusamente come mai uomini ammazzano donne?
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Lunedì 26 Marzo 2012 00:00 |
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di Franco Bomprezzi
Sono colpito, ma non sorpreso, dalla quantità impressionante di commenti che sono piovuti nel blog dopo la pubblicazione, coraggiosa e doverosa, da parte di Simone Fanti, della toccante lettera di Queen Ann. Abbiamo toccato il nervo scoperto, il più delicato, di una società che preferisce non vedere, non sentire, non capire. Difficile rimanere indifferenti quando un grande mezzo di comunicazione, come corriere.it, affronta senza pudori né ipocrisie il tema dell’amore negato, del sesso, della difficoltà spesso irrisolvibile per le persone disabili. Io stesso confermo di aver avuto, tanti anni fa, un’esperienza – una sola – di sesso a pagamento. L’ho raccontata in un libro, uscito nel 2003, “Io sono così” (Il Prato, Padova), ora esaurito e ripubblicato da Libertà edizioni con il titolo “Cucire la memoria”. Per concessione dell’editore pubblico qui volentieri il capitolo nel quale racconto la mia avventura di ventenne. Era il 1972, più o meno, quando incontrai Maria. Ecco che cosa ho scritto. Parole che mi emozionano ancora, e che affido ai lettori “InVisibili”. Pagine che colpirono anche Candido Cannavò, al punto da chiedermi di poterle inserire nel suo indimenticabile “E li chiamano disabili”.
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Giovedì 08 Marzo 2012 12:07 |
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di Franco Bomprezzi
Lo so, è banale. Non ce la fate più con l’8 marzo. Eppure io ci casco ogni volta. Mi commuovo, davvero. Quando penso alle donne che vivono accanto a una persona disabile, o vivono la disabilità su di sé. Donne vere, forti, quasi sempre strepitose nella loro capacità concreta e pragmatica di non tirarsi indietro, neppure di fronte alle difficoltà più dure e impreviste della vita. Grazie a voi, donne invisibili. Le stesse donne che vengono espulse dal mercato del lavoro, diventano indispensabili, vitali, quando in famiglia c’è da prendersi cura di una persona fragile, alle prese con la disabilità. I genitori che invecchiano, che improvvisamente, inspiegabilmente, tornano bambini e hanno bisogno di tutto. O i figli, che non nascono “sani e belli” come la retorica estetica del nostro mondo richiede senza eccezioni. O i mariti, i compagni, che per una malattia improvvisa, o un trauma imprevedibile, non sono più i “capofamiglia”, ma hanno bisogno di tutto, o quasi.
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Giovedì 08 Marzo 2012 00:00 |
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“Sono nata a Milano il 21 marzo 1931, a casa mia, in via Mangone, a Porta Genova: era una zona nuova ai tempi, di mezze persone, alcune un po’ eleganti altre no. Poi la mia casa è stata distrutta dalle bombe. Noi eravamo sotto, nel rifugio, durante un coprifuoco; siamo tornati su e non c’era più niente, solo macerie. Ho aiutato mia madre a partorire mio fratello: avevo 12 anni. Un bel tradimento da parte dell’Inghilterra, perché noi eravamo tutti a tavola, chi faceva i compiti, chi mangiava, arrivano questi bombardieri, con il fiato pesante, e tutt’a un tratto, boom, la gente è impazzita. Abbiamo perso tutto. Siamo scappati sul primo carro bestiame che abbiamo trovato. Tutti ammassati. Siamo approdati a Vercelli. Ci siamo buttati nelle risaie perché le bombe non scoppiano nell’acqua, ce ne siamo stati a mollo finché non sono finiti i bombardamenti. Siamo rimasti lì soli, io, la mia mamma e il piccolino appena nato. Mio padre e mia sorella erano rimasti in giro a Milano a cercare gli altri: eravamo tutti impazziti. Ho fatto l’ostetrica per forza portando alla luce mio fratello, ce l’ho fatta: oggi ha sessant’anni e sta benissimo. La mamma invece ha avuto un’emorragia, hanno dovuto infagottarla insieme al piccolo e portarseli dietro così, con lei che urlava come una matta.
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Martedì 06 Marzo 2012 08:27 |
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Un uomo di 34 anni, Mario Albanese, camionista, originario di Modugno in provincia di Bari, ha ucciso a Brescia l’ex moglie Francesca Alleruzzo, 45 anni, maestra in una scuola elementare, il nuovo compagno di lei, la figliastra e il suo fidanzato. La gelosia sarebbe alla base del folle gesto. Sembra che la coppia si fosse separata da meno di due anni e che l’uomo non avesse mai accettato la fine della relazione.
E’ un fatto privato di “quella” famiglia, di “quella” coppia. E poi solo un folle può compiere un gesto così, quattro persone uccise per un’ossessione, un’idea malata di dominio e di possesso. Chissà che patologia ha: avrebbero dovuto fermarlo prima, avrebbero dovuto curarlo prima.
Eppure c’è qualcosa che non torna in un ragionamento come questo. I primi a mettere in guardia sono i numeri: le violenze degli uomini sulle donne sono un fenomeno esteso, quasi quotidiano. Diventa difficile credere che siano tutte e solo relazioni sbagliate, rapporti sfortunati, situazioni al di fuori della “normalità”. Lea Melandri, scrittrice, una lunga militanza nel femminismo che l’ha portata ad approfondire le dinamiche del rapporto fra i sessi, dà un’altra lettura della tragedia di Brescia. Macché fatto privato, macché patologia: il vero nocciolo sta in una questione infinitamente più complessa e che riguarda la nostra cultura dei rapporti fra uomini e donne.
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Sabato 25 Febbraio 2012 09:34 |
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La censura irrompe sul social network
Non si sa quale aggettivo usare, se ipocrita, stupido o semplicemente ridicolo, per definire il divieto, tra le regole auree imposte da Facebook, di mostrare donne che allattano al seno.
Forse tutti e tre insieme.
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 00:00 |
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Forse succederà, come per altre cose, di default.
Il corpo delle donne nella pubblicità piacerà sempre meno, perderà ogni respiro rivoluzionario e smetterà di essere l’arma preferita dai pubblicitari per vendere. Forse succederà, e come per altre cose, cancelleremo molti luoghi comuni sulle donne. Dei quali, peraltro, la pubblicità — specie del cibo — si è generosamente nutrita fino a oggi. Almeno a giudicare da questo breve e un po’ nauseante viaggio nella patatocrazia. (...)
Leggi e guarda qui le foto e la discussione.
Commento:
forse succederà. Per il momento non é ancora successo.
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Giovedì 08 Dicembre 2011 00:00 |
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Guarda il Video
Care donne che eravate in piazza con noi il 13 febbraio, a rivendicare dignità e rispetto, care tutte le altre, italiane per nascita o per scelta. Care donne che non hanno perso il coraggio, la voglia di esserci, il progetto di contare, la speranza di uscire da questi anni di fango. Care donne singolari e plurali, diverse l’una dall’altra, sorelle compagne amiche, figlie e madri, siamo di nuovo qui, tutte unite, perché tutte unite siamo una forza e con “una forza” è ora che facciano i conti. Tutti. Siamo una forza, per quante siamo e per come siamo.
Siamo quelle che tengono insieme affetti e lavoro, cura e responsabilità, libertà e senso del dovere. Siamo quelle che il diritto di essere cittadine se lo guadagnano giorno per giorno sulle barricate della vita quotidiana. Non c’è da uscire solo da una crisi economica, ma da una crisi politica, una crisi istituzionale, una crisi morale, da una logica, un immaginario, un ordine.
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Venerdì 25 Novembre 2011 00:00 |
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Per la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro la donna due eventi in programma qui da noi, dal titolo
"Vorrei essere una farfalla" - Donne alle donne.
Venerdì 25 Novembre presso la scuola ITC Emanuela Loi di Nettuno dalle ore 10 alle 18
Mostra Fotografica con percorso didattico sul tema della violenza di genere dal titolo
"Luglio 1976, le donne raccontano"
La mostra é a cura dell'Associazione "Lilith" di Latina
Domenica 27 Novembre presso il Forte Sangallo di Nettuno il Teatro racconta le donne
ore 17,00 "Viola, Violetta, violata" a cura di Beatrice Marcucci
ore 18,00 "Anime nel buio, La violenza sulle donne in 12 scatti. Il coraggio delle donne in 12 testimonianze" a cura di Giorgia Amantini
Iingressi ad offerta libera.
Eventi patrocinati dal Comune di Nettuno e dall'Assessorato alla Cultura
Guarda lo spot Non chiamarlo Amore
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