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di Valeria Ballarati

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Art. 32

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Art. 32

«La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».


(...) L’azione del Governo prefigura possibili violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali garantiti dall’ordinamento italiano, con specifico riferimento al diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione, che antepone, sul piano sistematico, il diritto individuale all’interesse collettivo («La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività»: e non viceversa).


 

Inghiottiti dal metaverso: i rischi di un mondo visto con gli occhiali “intelligenti”

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Attraverso gli smart glasses molti stanno pensando di leggere la meta a cui stiamo tendendo: il metaverso: qualcosa in più di un mondo virtuale, una realtà estesa, un cyberspazio comune in cui balzare da un’attività all’altra muniti solo di avatar. Quali sono i rischi?

La notizia della collaborazione tra Facebook e Luxottica ha rimbalzato ovunque, non tanto per il prodotto in sé, quanto più per la direzione che il prodotto annuncia. Con i Ray-Ban Stories puoi scattare foto (di qualità molto discreta) e condividerle direttamente sui social. È, inoltre, possibile ascoltare musica, comunicando con l’oggetto tramite assistente vocale.

È evidente che non siano propriamente rivoluzionari. Allora perché hanno fatto tanto parlare di sé? Attraverso gli smart glasses molti stanno pensando di leggere la meta a cui stiamo tendendo: il metaverso, progetto già da tempo svelato da Zuckerberg. Non solo i Ray-Ban, ma tutto quanto sembra suggerirci un futuro tecnologico simile. La vita intera finirà per assumere i connotati della gamification? In questo articolo descriverò alcuni prodromi del metaverso e le sue possibili conseguenze.

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il green-OPTICON

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Un intellettuale televisivo ha affermato ineffabile, parafrasando Pasolini, che “Bisogna ritrovare quel senso poetico di amore verso la scienza e le istituzioni”.

Premesso che l’idea che Pasolini aveva della scienza e delle istituzioni era tanto complessa quanto lontana da quella del suo (e del nostro) tempo, ci sarebbe da chiedersi se il “senso poetico di amore” di cui parla il nostro intellettuale sia davvero giustificabile in una società che, nell’era post-Covid, si avvia ad essere ricostruita secondo il Panopticon (esplicitato dalla foto di copertina).


 

Storie di resistenza

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Voglio raccontare una storia.

Molti anni fà, al mio paese, Buscate in provincia di Milano, il sindaco accettò una discarica a ridosso del paese. L'idea ai cittadini non andò giù.

Era una bellissima zona boschiva, la tipica brughiera lombarda nei pressi di una cava, un posto che andava tutelato, ricco di fauna e flora, e che si sarebbe trasformato in orrore.

Inizialmente si organizzarono presidi di persone.

Ogni volta che una ruspa arrivata per cominciare i lavori suonava la sirena antiaerea nella torre dell'acqua, le persone lasciavano le loro faccende e accorrevano a piedi, in bicicletta, coi trattori, camioncini e auto. Ma siccome ci provavano sempre più spesso, a ogni ora del giorno e della notte, si decise di organizzare un campo stabile, con guardie su turni.


 

Tutte le ragioni per dire SI alla raccolta firme

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Referendum NO Green Pass – Tutte le ragioni per dire SI alla raccolta firme

La raccolta delle firme promossa dal Comitato referendario costituito da studiosi, docenti universitari, professionisti ed esponenti della cultura italiana al fine di indire un referendum abrogativo del Green Pass, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione, ha curiosamente suscitato in questi giorni rilievi strumentali e fuorvianti, provenienti in parte da fonte anonima, in parte da soggetti noti al pubblico per avere sostenuto, in passato, posizioni critiche in opposizione alle scelte governative e in parte da soggetti che hanno avviato raccolte di firme per finalità al momento sconosciute.

Per chiarire i dubbi dei cittadini, riteniamo quindi necessario rispondere punto per punto ai rilievi suddetti:

- “Se il referendum fallisce, il Green Pass diventa obbligatorio”Non è vero. Il Green Pass è già obbligatorio, perché introdotto dal Governo con una serie di decreti legge, in parte già convertiti in legge.

“Se il referendum fallisce, si rischia di legittimare il Green Pass’Non è vero. In caso di esito negativo, il referendum abrogativo non legittimerebbe alcunché. Giuridicamente, è uno strumento predisposto per chiedere l’abrogazione – e non la legittimazione – di una legge o di un atto avente forza di legge. Il referendum, inoltre, non impedisce lo svolgimento di altre azioni, quali ricorsi, scioperi o altro: la stessa incostituzionalità delle norme sul Green Pass può essere fatta valere prima, durante e dopo il referendum. Semmai, allo stato attuale, è il comportamento degli italiani che utilizzano il Green Pass a legittimare questo odioso strumento di discriminazione individuale e sociale.


 

35.000 camionisti contro il green pass

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Su svariati canali Telegram è ricorrente la data di lunedì 27 settembre come inizio di mobilitazione dei camionisti in protesta contro il green pass; si parla di 35.000 camionisti che bloccheranno le corsie autostradali viaggiando anche 30 km/h con le quattro frecce accese. Potrebbero iniziare le interruzioni della catena di approvvigionamento?

Da qualche ora è ricorrente in svariati canali telegram l'appello di 35000 camionisti che annunciano che a partire dal 27 settembre vi sarà una mobilitazione contro il green pass.

I camionisti diventano protagonisti della protesta ed in alcuni video affermano : "Quattro burattini al governo stanno facendo di 60 milioni di italiani quello che vogliono, ci stanno togliendo tutto: diritti, doveri, libertà e dignità. Siamo tornati ai tempi della dittatura. Ci volete marchiare? Le pecore le avete marchiate ora tocca marchiare i lupi, iniziate a tremare. Ne vedrete delle belle".

 

Referendum abrogativo Green pass

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Cari amici,

ieri, 16 settembre, il Comitato promotore del referendum abrogativo delle disposizioni di legge sul Green Pass, composto da rappresentati del mondo studentesco e della società civile, ha depositato presso la Corte di Cassazione la richiesta di procedere alla raccolta delle firme per il referendum medesimo.

Si tratta di una proposta referendaria fortemente voluta e promossa da studenti e cittadini determinati a preservare le basi della nostra civiltà giuridica, condizione essenziale per assicurare a tutti un futuro solidale in linea con i dettami della Costituzione repubblicana, di cui il popolo è ormai chiamato a farsi garante.

 

Lettera degli studenti delle Accademie

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Egregio Direttore,


Siamo un gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti. Le scriviamo la presente per esprimere il nostro dissenso sull’uso in ambito accademico del cosiddetto “Green pass”, non ultimo per i risvolti discriminatori che questo implica in termini di diritto allo studio, tutela sanitaria e non di meno in ambito relazionale e sociale.

 

Lettera-Diffida degli studenti universitari veneziani

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Alla cortese attenzione del Magnifico Rettore dell’Università «Ca’ Foscari» di Venezia 

prof.ssa Tiziana Lippiello 

e per conoscenza

al Consiglio di Amministrazione al Senato Accademico a tutti i Docenti dell’Ateneo


Egregio Signor Rettore,

con la presente ci rivolgiamo a Voi in rappresentanza di un nutrito gruppo di studenti e lavoratori del mondo universitario, venutosi ad organizzare in seguito all’infausta estensione dell’obbligatorietà della Certificazione verde COVID-19 (c.d. «green pass») anche per studenti universitari, Docenti e Personale ATA, decretata dal D.L. 06/08/2021 n. 111, art. 1 c. 6.

Considerato e premesso che:


 

Lettera degli studenti di Bergamo

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LETTERA DEGLI STUDENTI DELL'UNIVERSITÀ  DEGLI STUDI DI BERGAMO

Bergamo, 1 Settembre 2021

Alla cortese attenzione de
I docenti tutti - I ricercatori e i dottorandi - I componenti del Senato Accademico - Il Magnifico Rettore Remo Morzenti Pellegrini - Il personale tecnico e amministrativo - I responsabili delle Biblioteche di Dipartimento - Gli uscieri dell’Università degli Studi di Bergamo
e p.c. a
Tutti gli studenti dell’Università degli Studi di Bergamo e i loro rappresentanti
L’Associazione Laureati Università di Bergamo, LUBERG
I giornalisti e gli organi di stampa

Gentili tutti,
vorremmo iniziare col ricordarvi alcuni presupposti eletti a linee-guida della nostra Università, così ben esposti nel manifesto disponibile sul sito della stessa:
La mission della nostra università è già tutta racchiusa nel suo nome: universĭtas. Apertura, pluralità, libertà, incontro, appunto: “universalità”. Sapere vuol dire sfidare i tempi, saperli scuotere. Un’interpretazione preconfezionata non è mai buona: ogni interpretazione pretende infatti una mente critica.

 

Disertare le lezioni e astenersi dal lavoro

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UN ULTIMO APPELLO DI FRANCESCO BENOZZO

ALLE COLLEGHE E AI COLLEGHI DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITÀ ITALIAN

Care colleghe, cari colleghi,

da più di un anno e mezzo mi trovo, direi ormai mio malgrado, in prima linea per combattere la versione monocorde della storia “pandemica”. Ho pubblicato circa 30 interventi di carattere militante, ho pubblicato tre libri – due dei quali tradotti ora in più lingue, l’ultimo dei quali scritto a quattro mani con un professore, Luca Marini, ben più autorevole di me – su un’idea evidentemente non allineata di scienza, dissidenza e poesia. Ho fatto concerti, alcuni credo importanti, per raccontare una storia diversa. All’Università di Bologna, dove ho – o ho avuto – l’onore di insegnare, sono stato censurato per avere espresso la mia libertà di pensiero dalle stesse autorità accademiche che mi chiedevano di organizzare manifestazioni pubbliche, in nome della libertà di pensiero, per il nostro sventurato studente Patrick Zaki (che un qualche dio benedica te, ragazzo, insieme a chi si trova nella tua condizione in modo anche più anonimo).

Insegno con grande consapevolezza la Filologia sulla cattedra che fu prima di Giosue Carducci e poi di Giovanni Pascoli. In nome di questa consapevolezza, vengo ora al punto, con una premessa. La premessa è che io non ho fiducia in accorpamenti di gruppi, in iniziative, in ricorsi vari. Non ho fiducia nei dibattiti interni. Non ho fiducia nelle class action. Io ho fiducia negli individui e nella poesia di ciascuno, nella dissidenza individuale e nel mettersi alla prova in prima persona. Io ho fiducia nel vento e nel mare.

 


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Romanzo

La storia dell'uomo e
della scoperta
dei Fiori di Bach.

Booktrailer



Fiori di Bach e Cartoons 35 Brucaliffo

 WALNUT

in caso di grandi cambiamenti

e per proteggersi dalle influenze esterne