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di Valeria Ballarati

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Farsi cercare, e trovare.

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La libreria nella piazza di Latina é uno dei miei posti libreschi preferiti. Ci ho fatto un salto la settimana scorsa, ho comperato un paio di romanzi americani in edizione economica e dato un'occhiata in giro: era affollatissima. Bello. C'era anche una piccola mostra, sulla scalinata.

E' bello vedere quante persone si aggirano tra i volumi (e non sostano davanti alla classifica, peraltro in posizione privilegiata) guardando, sfogliando, leggendo, con i  bambini tranquilli e impegnati al piano di sopra, dove esiste una nutrita sezione anche per loro. Certo che i libri editi sono oramai tantissimi ed emergere nella mole di testi disponibili sembra un'impresa titanica ... e allora, mentre mi guardavo in giro, mi chiedevo cosa può fare un autore per farsi trovare. Farsi cercare, ad esempio.



Stavo infatti cercando due libri di Thomas Hardy e non li avevano: bisognava ordinarli. Ecco, far si che la libreria ordini un libro é quanto serve all'inizio all'autore ma perché venga ordinato serve qualcuno che prima lo cerchi, come ho fatto io. Una volta ordinato non é però finita! Il libro necessita d'essere venduto, e poi riordinato nuovamente perché esaurito - sennò i possibili lettori non lo ritrovano! - e così per qualche tempo, possibilmente mesi. A partire dal libro stampato qualche idea per il romanzo in effetti ce l'avrei e in attesa di metterla in pratica mi porto avanti coi lavori, mi organizzo per tempo, diciamo.

Avete invece sentito la sensazionale notizia di prima dell'estate?

Nel mese di luglio Amazon si é proposta in Italia come distributore alle librerie, qualcosa di rivoluzionario tipico di Jeff Bezos. Amazon Business per Librerie é una grande e nuova possibilità: 15 milioni di titoli disponibili, sconti sino al 35%, resi gratuiti sino a 4 mesi ... i due elementi di forza - la velocità di consegna e una scontistica maggiore - sono per i librai buona cosa e mi risulta assordante il silenzio dei grandi gruppi editoriali al proposito. Diventando come un grossista, col potere contrattuale che già si ritrova, metterà a breve in ginocchio molte piccole realtà della filiera.

Anche per l'Autore la cosa sembra allettante. In precedenza, senza un Editore, alle librerie convenzionali non ci arrivavi. Oggi invece il colosso dà all'autore la possibilità  di far tutto da solo: stampare il libro, venderlo sulla piattaforma e addirittura consegnarlo al libraio, mettendo in tasca una buona parte del prezzo di copertina, e non 1 euro o giù di lì a copia, come era storicamente coi contratti editoriali classici. A prima vista é un bell'incentivo per chi ha un minimo d'iniziativa e capacità imprenditoriale.

Ma le mire espansionistiche di Amazon riguardano, come sempre, il salto dell'intermediazione (cioè vuol guadagnare tutto lei) e se a prima vista sembra un affare per tutti,  quello che fa in realtà nel tempo é impoverire tutti, riducendo l'offerta, i posti di lavoro e accentrando danari e di conseguenza potere.

L'Editore classico e la classica distribuzione potrebbero a questo punto rimanere un miraggio unicamente per chi pubblica un libro per la prima volta, sopperendo all'insicurezza di chi muove i primi passi nel settore, ma non é una situazione destinata a durare; prima o dopo anche i grandi gruppi ne risentiranno ed é solo una questione di tempo: quando un know-how viene acquisito non c'é più bisogno di chi se ne occupava prima. Potrebbero nascere nuove librerie franchising Amazon, come già avviene in America, e l'autore se la caverebbe da sè.

Questi stravolgimenti nell'offerta - nei Libri come nel Consumer - dovrebbero essere materia dei Governi, regolati da leggi che impediscano l'impoverimento territoriale delle economie, e per far si che la ridistribuzione dei compiti, dei mezzi, del lavoro, e di conseguenza dell'equità sociale, non abbia a risentirne. Amazon sembra un'entità mostruosa capace di fagocitare ogni cosa e viene lasciata agire indisturbata, affidandosi esclusivamente al senso civico dell'altra più piccola entità con cui entra in contatto, soggetta a grandi sforzi, talvolta difficili da reggere. Non é una concorrenza sana ma il palese sfruttamento del più debole a base di capitali disponibili: cioé una speculazione.

Per concludere, farsi trovare oggi tramite un Editore tradizionale implica l'impegno e il lavoro (ben retribuito) di più persone ma quando entri in una libreria - meglio se indipendente - é un posto bello, di cultura, di senso e competente, che ha generato ricchezza in più ambiti. Nella nuova veste Amazon diventa più facile guadagnare nel breve periodo ma ... finirà come per i libri esposti negli scaffali dei supermercati? Solo ad alta rotazione, al pari d'un pacco di biscotti industriali?

E' abbastanza chiaro che NON E' il Core-business Amazon e certamente non é più circolazione di idee, né di cultura. In sostanza non é più 'Bellezza', che é quanto un Autore con la A maiuscola vorrebbe diffondere, ed é ciò che le Librerie e gli Editori degni di questo nome veicolano da sempre, perché sono innanzitutto Persone e non semplici 'Big data' (numeri).

Le persone hanno altri ideali, diversi da quelli delle Corporations.

V.

Approfondimento




 

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Anton Egò:
Non ricordol'ultima volta
che ho chiesto di porgere i miei complimenti allo Chef;
e ora mi trovo nella straordinaria circostanza
che il mio cameriere ...
é il mio Chef!

Linguini:
Grazie ma questa sera sono solo il suo cameriere.

Egò:
Allora chi ringrazio per la cena?


«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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