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di Valeria Ballarati

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Home Fiori di Bach Il mio intervento al Labirinto delle Paure

Il mio intervento al Labirinto delle Paure

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Grazie dell'invito.

Il mio intervento, dopo le parole di Simona Ardemagni, é ben posizionato proprio perché il Dottor Bach partì dallo studio della flora batterica intestinale, e coi suoi studi intuì l'asse intestino-cervello - di cui oggi si sente molto parlare - agli inizi del novecento.

Sono ormai 15 anni che conosco e uso i Fiori. Come tanti altri BFRP - Bach Foundation Registered Practitioners - miei colleghi, mi iscrissi ai corsi, imparai il metodo, e furono anni interessanti nei quali capii di più delle teorie e dei singoli rimedi. Terminato il ciclo di studi - erano passati tre anni - mi accorsi che sapevo poco dell'uomo. Sapevo tutto del metodo e di ogni aspetto ad esso legato, ma poco del suo ideatore. Ma come?! L'uomo che aveva parlato così a fondo delle emozioni umane, non ero riuscita a conoscerlo? Non avevo capito che tipo era e che emozioni aveva provato? Mi era mancato.


E siccome era mancato a me, pensai che (forse) poteva essere mancato anche ad altri. 

Inoltre - nella mia idea - avvicinare l'uomo avrebbe avvicinato al metodo.

Dato che mi piaceva scrivere cominciai a cercare e mettere note su un foglio di word. Nei circa dieci anni di ricerche sul suo conto vennero fuori elaborati di tipo diverso, l'ultimo dei quali era una storia; non sapendo se avesse un qualche tipo di valore lo mandai a una agenzia letteraria. 

Risposero che l'argomento era interessante, era ben scritto, certamente avrebbe destato interesse, ma notavano che avevo completamente nascosto l'uomo e si chiedevano il motivo, e lo chiedevano a me. Cosa??! Ma, non l'avevo scritto per parlare dell'uomo?! Mi trovai a riflettere sul perché l'avevo nascosto.

Dovete sapere che noi BFRP teniamo in gran conto il parere del Bach Centre inglese, sede della Fondazione che porta il suo nome; sono loro che hanno il testimone in mano, si occupano della formazione dei Consulenti e sono i diretti custodi dei desideri del Dottore. 

Sapevo che il Bach Centre desiderava mantenere alto il focus sul metodo, più che sul suo inventore, che é in effetti la cosa giusta. Non é importante l'uomo ma ciò che ha lasciato al mondo, e così, senza neanche rendermene conto, avevo inconsciamente seguito le loro indicazioni, rimanendo nei loro binari per non deludere. Salvo che un prodotto letterario ha necessità di tipo diverso e l'Agenzia lo aveva evidenziato.

Allora, tutto questo per dire cosa?

Per dire che ognuno di noi deve sempre seguire ciò che desidera in cuor suo perché é la cosa da fare, perché il cuore sa sempre cosa é meglio; Bach stesso lo sosteneva e l'ha più volte messo in pratica nel corso della sua vita. Non bisogna AVER PAURA DI SEGUIRE ciò che a noi sembra giusto.

Certo, sempre nel rispetto di noi stessi e degli altri. 

"La responsabile del nostro bene é solo la nostra anima, e la cura che vi rivolgiamo; possiamo essere sicuri che c'é soltanto un peccato, quello di non obbedire ai dettami della nostra propria divinità. Questi aneliti, intuizioni e desideri non sono egoisti, riguardano noi stessi e sono sempre giusti per noi, portandoci salute nel corpo e nella mente." 

Parliamo allora un po' di com'era questo Dr. Bach.

Era empatico, in grado di immedesimarsi nelle sofferenze altrui (soffriva lui stesso del suo fisico malfunzionante); era un gran lavoratore e certamente una persona coraggiosa. Il coraggio é l'altra faccia della paura, possediamo entrambi i lati della medaglia: lato positivo e lato negativo di una stessa emozione.

Nella sua vita c'erano stati momenti di grande paura, a partire dall'episodio più noto, quando svenne in laboratorio con un'emorragia in corso. Fu operato d'urgenza per un tumore ormai metastatico in fase avanzata; gli diedero 3 mesi di vita. Come ha ricordato prima Ferruccio Bernasconi, pensiamo al potere nocebo delle parole ... immaginiamo la sofferenza fisica e mentale dei giorni successivi alla diagnosi. Sappiamo che decise di andare oltre: non avrebbe più pensato al suo male e impiegò il tempo rimasto per portare i suoi studi fin dove avrebbe potuto. Fu la decisione giusta: ritrovò la Salute! Si deve essere sentito molto solo in quei giorni, al pari di quando abbandonò la sua brillante carriera londinese, lasciando i collaboratori, gli studi, il laboratorio, ogni avviata attività che gli rendeva fama e danaro (guadagnava 5000 sterline l'anno quando uno stipendio medio era di 130-150). Nessuno aveva voluto seguirlo nella  nuova intuizione. Sappiamo poi che in seguito non chiese più parcelle per i consulti; pensiamo alla situazione d'incertezza nel vivere alla giornata, in modo così economicamente precario.

Ha certamente avuto momenti di paura quando é morta la sua prima moglie, quando é venuto a mancare suo padre Walter, e il suo caro amico Dr. John Henry Clarke: per quasi un anno si rifugia nel Surrey, ospite di un amico. Anche i guai con l'Ordine dei Medici devono avergli destato qualche preoccupazione: lo minacciavano di radiarlo dall'albo per le nuove cure e l'utilizzo di collaboratori non laureati in medicina. Ma lui continuava a divulgare le scoperte, senza perdersi d'animo.

Cosa aveva di particolare questa sua nuova medicina?

Innanzitutto la testava prima su di sé, che non é un punto di poco conto, possiamo capirlo meglio oggi con il vaccino di tipo sperimentale; e poi applicava le regole della Scienza - disinteresse, trasparenza, condivisione, scetticismo - pur in presenza di un metodo del tutto nuovo, che avrebbe avuto bisogno di nuovi paradigmi e nuovi strumenti, esponendosi perciò a critiche anche feroci, senza per questo perdere mai fiducia e coraggio. Diciamo che la sua personalità potrebbe esser presa ad esempio, anche adesso che i riferimenti sono un po' smarriti ...

Naturalmente conseguì risultati grazie alla sua squadra di lavoro, la "Piccola banda di lavoratori" come usava chiamarli. Nora Weeks, la sua assistente storica, Victor Bullen suo caro amico di Cromer e Mary Tabor, una facoltosa signorina locale, presenti alle necessità dei pazienti in occasione delle ricerche in Natura che lo portavano ad assentarsi per qualche tempo. Lasciò a loro la sua eredità: erano i primi Consulenti da lui formati, i primi BFRP.

Noi BFRP facciamo ancora oggi le stesse cose: ci mettiamo a disposizione per diffondere il metodo a chi ha desiderio d'imparare. Sono i Fiori che lavorano, e i fiori sono nei campi, a disposizione di chiunque. Trasferendo il metodo realizziamo il suo grande sogno di Medico: l'uomo vincente sulla malattia. I Fiori di Bach, da allora, non hanno mai cessato di diffondersi e sono diventati noti in tutto il mondo; molte persone ne fanno uso con grandi benefici.

Per maggiori informazioni potete consultare www.bachcentre.com e www.bachitalia.it

Volevo dire un'ultima cosa a proposito della paura di questo periodo.

Abbiamo parlato molto delle difficoltà degli adulti, ma credo che in questa fase siano i bambini e la fascia adolescente ad avere i danni maggiori. Ho visto l'ultima ragazzina ieri, ha nove anni e sta avendo una forma di regressione: non riesce più ad addormentarsi da sola e - come ha ricordato Franco Sammaciccia prima - ha bisogno del contatto con la mano della mamma per sentirsi al sicuro al buio. Dovremmo pensare a quanto c'é da fare per bambini e adolescenti.

Grazie a tutti. 

Valeria Ballarati, BFRP




 

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La storia dell'uomo e
della scoperta
dei Fiori di Bach.

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