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di Valeria Ballarati

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Prima di una consulenza di Fiori di Bach

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Sei arrivata puntuale e ora siedi qui di fronte a me.

Un sorriso, i tuoi grandi occhi chiari, azzurro limpido, contornati da una spessa linea di matita nera, si riempiono  subito di lacrime.

Vedo che sei in forse:  forse hai paura, forse sei scoraggiata chissà, ancora non lo sappiamo ma lo vedremo tra poco.

Vuoi che sia io a farti delle domande (mi dici che non sei brava a parlare di te) e allora per metterti un po’ a tuo agio ti offro un thé:  oggi fa freddo, ne ho bisogno anch’io, il thé ci riscalderà entrambe.

Ti invito a scegliere la miscela che preferisci  e mentre firmiamo il modulo del consenso informato il bollitore riscalda l’acqua.

Per Legge devi sapere che non sono un medico, la mia competenza riguarda solo i Fiori di Bach e al momento mi  chiamano “Operatore del Benessere”.  Il legislatore non ha ancora chiaro cosa siamo noi, Esperti di Fiori di Bach, mentre è ben presente in ogni Consulente che sottoscrive il Codice Deontologico della Fondazione, qual’é il suo ruolo:  sono una cameriera, la tua brava cameriera.

 

Tu sei il mio cliente, il mio caro cliente che tra breve chiederà  un’ordinazione e io sono qua per servirti: saper servire è uno dei miei compiti principali.

L’acqua del thé è pronta e il bollitore ci avvisa sbuffando.
Prendo due tazze: una blu con il disegno di un elefante e l’altra gialla, con una giraffa. Ci tuffiamo le nostre bustine. 

Volevi  una tisana ai Fiori di Ibisco, profumata.

Mentre sorseggiamo stampo qualche documento per  te, servirà a ricordare meglio le informazioni che ti fornirò e ciò che diremo oggi.

Cercherò di capire cosa vuoi dirmi e ti farò delle domande (oh si!) ma solo per ascoltare le tue risposte, per ripetere ciò che mi hai detto e assicurarmi di aver compreso bene le tue parole,  per suggerirti il Rimedio più adatto a te in questo momento.

Ti darò solo il Rimedio che mi chiedi e verificheremo insieme se è davvero ciò che vuoi, leggendo dal libro del Dottor Bach la definizione originale di quel Fiore.

No, non ci occuperemo dei sintomi nel corpo.

L’importante sei tu, il tuo carattere, le tue emozioni.

Lo trovi strano, certo, è una sensazione comune all’inizio.

E’ perché non hai mai pensato a te in questi termini: è un modo tutto nuovo di vedere la tua salute, una specie di rivoluzione soprattutto per te che studi da infermiera.

Grazie per aver scelto me.

E’ tutto pronto.

Ti guardo,  e i tuoi occhi si riempiono di nuovo di lacrime.

Ora dammi la mano. Ti accompagno in questa passeggiata, l’inizio del tuo viaggio verso di te.

V.B.

 

(i miei pensieri, nei dieci minuti che precedono la consulenza del 10 aprile 2012)

 


Parole per pensare

Sono ciò che penso: le mie idee creano la mia identità.

(Cit.)

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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