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di Valeria Ballarati

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Il pericolo di essere perfetti

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"Le persone che parlano CNV* amano fare degli errori perché non cercano di essere perfette. Essere perfetti è pericoloso”. M. Rosenberg

I giudizi moralistici sono il modo attraverso il quale la nostra cultura ci ha insegnato a prenderci cura dei nostri bisogni.

Il linguaggio comune, quello televisivo ad esempio, è infarcito di valutazioni continue su ciò che è bene o male, giusto o sbagliato, normale o anormale. Le informazioni girano così velocemente che c’è appena il tempo di capire quali sono i fatti accaduti, le cose dette e non dette.

 

Valencia, vista da Angelica

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SCOPRIRE LA CRUDA REALTA’ DELLA CORRIDA

Io:   Angi, questa qui è l’Arena de Toros, dove si fa la corrida.
Lei:  Quella del Torero Camomillo, il Matador Tranquillo!
Io:   Si, quello era un torero buono invece qui … il toro lo uccidono.
Lei:  Cosa? Come lo uccidono?
Io:   Perché non lo sapevi?
Lei scuote la testa

 

 

Valencia, in pocas palabras

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Valencia è una cittadina della Spagna molto vivace, efficiente e densamente popolata.
Deve aver subito l’influenza di più culture perché a tratti pare di trovarsi in un città del nord Europa, in America, addirittura in Australia o … a Milano in occasione della Città della Moda.
E’ una città ricca, ben tenuta, modaiola, dove si mangia ad ogni ora.
Non ci si sente soli mai, basta uscire dall’hotel e fare due passi; i valenciani sono discreti e cordiali e a differenza degli inglesi, che se la tirerebbero, o dei francesi, che farebbero finta di non capire, non si scompongono se non parli la loro lingua: anche parlando ognuno il proprio idioma, ci si capisce bene lo stesso e anzi, si genera una sorta di complicità.
E’ una città molto elegante nei suoi edifici bianchi neobarocchi, con le affascinanti piazze rivestite di marmi rosati, arricchite da fontane, giochi d’acqua, aiuole fiorite.
Modernità e tradizione vivono fianco a fianco e così può capitare che proprio accanto ad un centro commerciale di sette piani o ad una catena di fast food, si trovino ancora i piccoli negozi artigiani di tendaggi, belle arti, ventagli e “mantillos” (mantelli).
Il centro città è tutto li, lo si gira a piedi in una mattinata, con un buon passo.

 

Il tempo delle farfalle

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“Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera"   

Pablo Neruda


Minerva, Patria e MariaTeresa Mirabal, nome di battaglia “les mariposas” (le farfalle). Tre giovani donne, belle e vivaci, caratterialmente diverse: la ribelle Minerva, donna di gran cultura e volontà di ferro, “era la paladina della giustizia”; Patria, la devota, arriva alla guerriglia per le vie imperscrutabili della fede religiosa…”Dolce Patria, la religione è sempre stata importante per lei” ; Maria Teresa, donna di profonda sensibilità sociale, “Era ancora una ragazza quando è morta, pobrecita, aveva appena compiuto venticinque anni”. Dedé, l'unica sopravvissuta e dapprima la meno incline all'impegno politico e alla rivolta, anni dopo manterrà viva la memoria delle sorelle, diventando la testimone e la narratrice della loro storia.

 

Vacanza a Valencia

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La settimana prossima andiamo a Valencia, in Spagna, per qualche giorno.

Il negozio resterà chiuso dal 22 al 25 Novembre.

Venerdì e Sabato Elena mi sostituirà.

A presto, Valeria

 

 

 

Che bello vedere una mamma che allatta ...

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Che bello vedere una mamma che allatta il suo bambino al seno, seduta su una panchina! Ne ho vista una stamattina e le ho fatto un sorriso: mi ha ricordato quanto è bello, una volta allattavo anche io. Allattare al seno comporta moltissimi vantaggi e c’è una associazione storica che si occupa di incoraggiare le madri che vogliono allattare: La Leche League.

Le consulenti LLL fanno parte di una tradizione che risale all'inizio del genere umano: una madre che ne sostiene un'altra nell'arte femminile di allattare al seno.

 

Comprensione del testo

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Anche i bambini hanno talvolta bisogno di stimoli per compiere al meglio un dato lavoro.
All’ultima riunione di classe la nostra maestra Tiziana, – “Santa Tiziana da Villa Claudia” dopo la riforma Gelmini, e un giorno parleremo del perché - sottolineava l’importanza della comprensione di un testo.
Aveva notato che tutti i bambini erano in grado di capire ciò che veniva loro richiesto a voce; erano in grado di scrivere sotto dettatura; erano in grado di assolvere bene ai compiti richiesti ma il problema si poneva quando dovevano leggere da soli, a casa: non capivano “cosa c’era scritto sul diario”. Si poteva pensare che le giovani e inesperte calligrafie traessero in inganno, ma non era così, il meccanismo che inficiava il risultato era molto più semplice.

 

Chi ben comincia ...

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In questi giorni sono capitate in negozio alcune persone che si sono da poco avvicinate ad un utilizzo minore di prodotti animali ed essendo all’inizio, non sanno bene come sostituire gli alimenti.
Questo è un piccolo elenco, reperibile anche sulla Rete.
Chi ben comincia …

LATTE  -→ Latte di Soya, di Riso, di Mandorle, di Miglio, di Farro, di Avena, di Kamut, di Mais.
YOGURTH MUCCA o CAPRA  →  Yogurth di Soya e di Riso;
UOVA NEI DOLCI  →  Banana schiacciata, Fecola di patate, Amido di Mais;
DADO DI CARNE   →  Dado vegetale;
CARNI  →  Seitan e Bistecche di Soya, Tofu;
RAGOUT e POLPETTE DI CARNE  →  Ragout e polpette di granulare di soya oppure di Seitan;
BRODO DI CARNE  →  Brodo vegetale (patata, carota, cipolla, sedano, aglio e olio)

 

Il 25 Novembre alziamo la voce

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L’arma più potente di una donna contro la violenza è la parola. Il 25 novembre alziamo la voce.


La violenza sulle donne non conosce tempo né luogo; non ha cultura né religione. Il suo volto ha gli occhi di tutte le donne del mondo. Occhi che vorrebbero gridare forte quel dolore che sempre di più resta soffocato nella gola. In silenzio per negare, per giustificare, per permettere che accada ancora. Il prossimo 25 novembre ogni donna avrà un’opportunità in più per sciogliere questo nodo, mostrare senza vergogna le cicatrici che porta sul proprio corpo e prendere coscienza dei segni invisibili, quelli più difficili da riconoscere perché frutto di una violenza ancora più spietata fatta di subdole intimidazioni, minacce e limitazioni. Sono i pugni sul cuore, i colpi all’anima che logorano piano la dignità, fino ad annientarla completamente.

 

Boiron vs Garattini

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Ho trovato particolarmente interessante questo incontro organizzato lo scorso maggio dalla Fondazione Corriere della Sera, dal titolo: Omeopatia o medicina tradizionale?Un faccia faccia fra Christian Boiron, francese, presidente dell'azienda leader in prodotti omeopatici e Silvio Garattini direttore dell'Istituto Mario Negri, di Milano. Come dire: il guru dell'omeopatia e il guru della vivisezione italiana ...

Interessante notare nel video i messaggi di apertura di Christian Boiron a fronte della chiusura di Silvio Garattini, che si evidenziano anche dal linguaggio corporeo, dalla risolutezza delle affermazioni, dalla semplicità noncurante dell'abito del primo e dalla scelta accuratamente rigorosa del secondo. Per le motivazioni di una o dell'altra scelta meglio che ognuno scelga per sè - come é sempre meglio fare - dopo aver acquisito le informazioni necessarie.


MILANO - L'attacco più forte all'omeopatia è arrivato una settimana fa da parte dai medici inglesi riuniti intorno alla British Medical Association: durante la conferenza annuale hanno bollato la medicina alternativa come «stregoneria», spiegando che il servizio sanitario inglese non dovrebbe sperperare i soldi per una pratica senza efficacia terapeutica. Di contro, ci sono le statistiche a confermare l'interesse crescente nei confronti della «medicina dolce»: soltanto in Italia, negli ultimi 15 anni, il numero di pazienti che si affidano all'omeopatia è cresciuto del 65 per cento. Il rapporto Eurispes del 2010 segnala che i pazienti sono passati in dieci anni dal 10,6 al 18,5 per cento. Omeopatia o medicina tradizionale? A discutere della validità dei due metodi sono intervenuti ieri pomeriggio, durante un convegno organizzato dalla Fondazione Corriere, Christian Boiron, presidente dei Laboratoires Boiron, leader mondiale nella produzione di farmaci omeopatici, e il professor Silvio Garattini, direttore e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche «Mario Negri». Moderati dal dottor Luigi Ripamonti, si sono scambiati pareri e qualche reciproca frecciata. «L'unica cosa che noi due abbiamo in comune è possedere una casa nella stessa località francese», ha detto Garattini. «Sono colpito dallo scetticismo del professor Garattini ogni volta che parla di omeopatia». In cinque domande sintetizziamo il pensiero dei due scienziati.

1.La medicina omeopatica ha la stessa efficacia di quella tradizionale? Si tratta di una scienza «nuova» o al contrario la sua efficacia è stata testata su un elevato numero di pazienti che ne testimonia la validità?

Christian Boiron- Una scienza antica praticata in 50 Paesi
Non c’è nessuna idea che possa durare oltre due secoli se nel frattempo non ne è stata dimostrata l’efficacia: l’omeopatia è una scienza antica, conosciuta fin dal V secolo ed è stata reintrodotta nel XIX secolo dal medico tedesco Hahnemann. Oggi è praticata da moltissimi medici in oltre 50 nazioni diverse: dove alcuni rimedi della medicina tradizionale falliscono, l’omeopatia riesce a dare delle risposte. Ora vorremmo che l’omeopatia entrasse a far parte dei protocolli di cura ospedalieri.

Silvio Garattini -Usata per patologie lievi, i raffreddori
Il fatto che ci siano delle persone che usano un prodotto non è per forza la dimostrazione della sua efficacia. La scientificità dell’omeopatia è già stata contraddetta dal numero di Avogadro (quando si supera una certa diluizione omeopatica all’interno del rimedio omeopatico non è presente più nessuna molecola). Questo è testimoniato dal fatto che l’omeopatia viene spesso utilizzata per curare patologie lievi come raffreddori e tosse, che con il passare dei giorni guarirebbero anche spontaneamente.

2.Quali sono i principi attivi di una preparazione omeopatica e qual è la loro validità rispetto ad un preparato della medicina comune? Si possono curare con l’omeopatia patologie come diabete e neoplasie?

Christian Boiron- I preparati si studiano per ogni paziente
La diagnosi in omeopatia sta nell’individuare il preparato giusto per ogni paziente. La scelta del medicamento dipende dalla reazione individuale alla malattia, anche mentale: nei farmaci omeopatici il principio attivo, presente nei farmaci tradizionali, è costituito da una quantità di molecole ottenute per diluizioni successive in acqua. Anche il premio Nobel Montagnier sostiene che le molecole hanno la capacità di mantenere inalterate le proprie capacità biologiche anche se fortemente diluite nell’acqua.

Silvio Garattini -Senza principi attivi sono acqua fresca
L’assenza di principi attivi all’interno dei farmaci omeopatici li rende simili ad «acqua fresca». Sostituendo per gioco le etichette di un certo numero di flaconi omeopatici, nessun scienziato saprebbe successivamente ricollocarle al loro posto originario: questo perché non ci sono molecole specifiche che rendano riconoscibile un prodotto rispetto all’altro. Neanche lo stesso Boiron utilizzerebbe un farmaco omeopatico per curare patologie come tumori, diabete, ma anche una più banale cervicale.

3.Quali sono le controindicazioni della medicina omeopatica? C’è il rischio che un preparato possa rivelarsi dannoso per la salute del paziente oppure la diluizione rende la medicina più tollerabile rispetto a un farmaco tradizionale?

Christian Boiron- Elimina gli effetti collaterali
La medicina omeopatica, grazie all’alta diluzione, non ha alcun effetto collaterale sui pazienti ai quali viene somministrata. I medicamenti omeopatici sono sicuri anche per bambini molto piccoli, e per le donne che ne fanno uso durante la gravidanza. Anche per questo motivo l’omeopatia si pone come una valida alternativa alla medicina tradizionale, che invece, ogni anno miete vittime per gli effetti collaterali: il numero delle morti per uso di farmaci allopatici è in crescita.

Silvio Garattini -La controindicazione è la sua inefficacia
La controindicazione della medicina omeopatica è principalmente la sua inefficacia perché, in estrema sintesi, tutto ciò che viene somministrato non contiene nulla. Rovesciando la prospettiva, è lo stesso motivo per cui i rimedi omeopatici non possono essere ritenuti dannosi. Nessuno prende un farmaco perché non «faccia male», ma piuttosto perché «faccia bene»: l’effetto collaterale dei farmaci tradizionali è compensato dalla sua scientifica efficacia.

4.Perché un preparato omeopatico può essere commercializzato senza autorizzazione dell’Emea? Dove si acquistano i farmaci omeopatici e qual è il loro costo?

Christian Boiron- In Italia li prescrivono 25 mila medici
In Italia i farmaci omeopatici della Boiron dal 1995 ottengono l’autorizzazione al commercio sulla base di una notifica al ministero. L’Emea (Agenzia Europea dei Medicinali) riceve solo le autorizzazioni «centralizzate»: noi ci preoccupiamo invece di ottenerle Paese per Paese. I farmaci omeopatici sono rintracciabili nelle comuni farmacie e il loro costo è basso. I medici che li prescrivono in Italia sono oltre 25 mila: è il terzo mercato europeo per i prodotti omeopatici dopo Francia e Germania.

Silvio Garattini -Nessuna indicazione terapeutica
In molti Paesi europei i rimedi omeopatici non possono contenere l’indicazione terapeutica, perché non sono considerati medicinali, bensì prodotti. Gli omeopati sostengono che le diluizioni sono accompagnate da «scuotimenti» della soluzione: questi scuotimenti permetterebbero alla sostanza chimica di lasciare una traccia nell’acqua in cui la sostanza è stata disciolta. È la «memoria dell’acqua», più volte smentita. Bisogna stare attenti a usare farmaci inefficaci quando la medicina ufficiale offre strumenti sicuri.

5.La medicina omeopatica ha un largo seguito tra persone di cultura medio-alta. Come si spiega questa coincidenza? Maggior informazione legata al livello d’istruzione o piuttosto una moda?

Christian Boiron- Una presa di coscienza, non una moda
Non amo definire moda, né tantomeno come uno status symbol, quella che invece mi sembra una presa di coscienza. Il nostro paziente tipo è di cultura medio-alta, ma chi ci rappresenta davvero sono le donne. Soprattutto le mamme, che dopo aver provato a curare il proprio figlio con metodi tradizionali, risolvono le ricorrenti rinofaringiti invernali grazie all’impiego dei granuli. I medicamenti omeopatici sono atossici e non posseggono additivi.

Silvio Garattini -Non c’è un’impennata delle vendite
Non credo molto alle «impennate» di vendita dei prodotti omeopatici perché mi risulta che il fatturato delle case farmaceutiche specializzate sia ancora modesto. Per quanto riguarda l’utenza, non mi meraviglia che anche una persona mediamente colta possa essere sedotta dall’idea dell’omeopatia: questo è dovuto dalla mancanza di un’educazione scientifica nelle scuole. Chi studia Giurisprudenza o Filosofia non viene mai a conoscenza della legge di Avogadro, che smantella l’intero impianto della omeopatia.

Corriere della Sera - Michela Proietti - 26 Maggio 2010

 


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Parole per pensare


«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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Fiori di Bach e Cartoni 34 Fata Madrina

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