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di Valeria Ballarati

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Quanti stecchiti dalla chemio. E dai giornalisti ignoranti.

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Il Lancet, una delle più stimate riviste mediche, “Giorni fa ha pubblicato un lavoro firmato dal Public Health England e Cancer Research Uk, condotto su 23,000 donne con cancro al seno e circa 10.000 uomini con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 9.634 sono stati sottoposti a chemioterapia nel 2014 e 1.383 sono morti entro 30 giorni.

«L’indagine ha rilevato che in Inghilterra circa l’8,4% dei pazienti con cancro del polmone e il 2,4% di quelli affetti da tumore del seno sono deceduti entro un mese dall’avvio del trattamento. Ma in alcuni ospedali la percentuale è di molto superiore alla media riscontrata.  «Ad esempio, in quello di Milton Keynes il tasso di mortalità per chemioterapia contro il carcinoma polmonare è risultata addirittura del 50,9%. …. Al Lancashire Teaching Hospitals il tasso di mortalità a 30 giorni è risultato del 28%» *

«Per la prima volta i ricercatori hanno esaminato il numero di malati deceduti entro 30 giorni dall’inizio della chemioterapia, cosa che indica che i medicinali hanno provocato la loro morte, piuttosto che il cancro».

 

Acqua: possiede una memoria? La scienza nega, ma la ricerca prosegue.

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Ho scritto questo articolo con il contributo di Valeria Ballarati, cara amica nonché consulente certificata (BFRP) dalla Dr. Edward Bach Foundation: grazie Valeria, come sempre hai dimostrato con la tua umiltà e semplicità di essere in grado di entrare nel cuore di tutti. Buona lettura… Simone Quagliata

“Ni”, una via di mezzo fra il “sì” ed il “no”. Questa sarebbe la dicotomica frase che vi sentireste rispondere dalla scienza alla domanda: “l’acqua possiede una memoria?”. Eppure, come spesso accade, la stessa non ha mai deciso di archiviare il quesito e a dimostrazione di questo vi sono centinaia di scienziati in giro per il mondo impiegati nel tentativo di scovare delle evidenze. In realtà vi è una doppia divisione: chi spera nel riuscire a tenere buona l’idea della bufala e chi invece di scovare prove tangibili e ripetibili del fatto che “si, l’acqua possiede una propria memoria”.

Ma che cos’è la memoria dell’acqua? Si definisce tale la presunta proprietà dell’acqua di mantenere un “ricordo” delle sostanze con cui è entrata in contatto, tutto qui. Niente di più “semplice”.

 

Contro disoccupazione e povertà serve la formazione in campo ambientale ed energetico

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Che i settori lavorativi con un reale futuro siano quello ambientale ed energetico rinnovabile lo capirebbe chiunque. Infatti su cosa altro potrebbe puntare il “Paese del sole”, con un patrimonio edilizio che spreca energia da tutte le parti, se non puntare al risparmio energetico e idrico, all’uso razionale dell’energia e delle energie rinnovabili?
di Paolo Ermani - 22 Luglio 2016

Questi settori hanno il maggiore potenziale di intervento e di diffusione assieme a quelli dell’agricoltura biologica e della tutela ambientale. Puntandoci, si assorbirebbe velocemente la disoccupazione attuale e si darebbe da lavorare e un futuro dignitoso alle persone indigenti o in difficoltà economiche. Pensare che oggi chi è in difficoltà o senza lavoro possa trovare occupazioni o riprendersi attraverso settori saturi o di nessuna prospettiva, è pura utopia e non fa che mantenere queste persone nella loro condizione.

 

Buona vacanza!

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Pensate di essere rimasti indietro? Rallentate e datevi il tempo per capire

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Vuole venti euro. Mia figlia vuole venti euro per andare al cinema con gli amici. La proiezione del film inizia alle 20:30.
“Ma prima andiamo a cena…” – mi dice con aria complice.
Guardo l’orologio: sono le 19:40. Per arrivare al multisala a piedi occorrono almeno quindici minuti, quindi mi chiedo – e le chiedo – come diavolo possano, lei e il gruppetto di coetanei, trovare il tempo di andare a cena “prima”.
Mi guarda come se fossi un reperto archeologico e m’informa che nel multisala ci sono ben due “fast food”.
“Dieci minuti, una quarto d’ora al massimo e abbiamo cenato.”
Ora, io so benissimo che nel multisala ci sono due fast food. Però mi ostino a rimuovere la cosa. Detesto mangiare in fretta, anzi detesto la fretta tout court.
Così, mentre sgancio i venti euro e mia figlia sgancia a sua volta un bacetto di gratitudine prima di involarsi verso l’uscita, ripenso alla mia infanzia…

 

Il cielo é di tutti

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Il Comune di Torino promuove la dieta vegetariana e vegana

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Dopo il comunicato SSNV, il trafiletto del quotidiano diretto da Angelo Frigerio, a supporto di chi sfrutta gli animali per profitto. Quanta malcelata paura di perdere guadagni, a discapito di un'alimentazione sana e senza sofferenza per gli animali.


Torino – La diffusione della dieta vegana e vegetariana sarà uno degli obiettivi del Comune di Torino. All’interno del Programma di governo 2016-2021, approvato ieri dalla nuova giunta guidata dal sindaco Chiara Appendino (nella foto), uno specifico capitolo è infatti dedicato alle iniziative in tema di tutela dell’ambiente e degli animali. Tra queste è prevista anche la “Promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale, come atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali attraverso interventi di sensibilizzazione sul territorio”, come si legge a pagina 26 del Programma. Non si specificano quali saranno gli effetti concreti, anche se il passaggio citato ricade sotto il capitolo “Azioni di breve periodo – Fondi europei”, il che lascia supporre tempi ristretti e l’utilizzo di risorse pubbliche. Sulle pagine del Corriere della Sera, l’assessore all’Ambiente e alla Tutela degli animali, Stefania Giannuzzi, che si dichiara vegetariana, assicura che non ci saranno contrapposizioni con il settore della carne e che non verranno danneggiate le piccole botteghe, ma verrà valorizzato il patrimonio enogastronomico piemontese. Quindi anche quello delle carni, settore centrale nella zootecnia regionale. Riesce difficile pensare a come si possa promuovere una dieta senza carne da un lato e valorizzare una tradizione gastronomica che conta anche bolliti, battute di fassone, girello, prosciutto cotto, salame Piemonte e così via. Ma c’è un altro aspetto del Programma che suscita qualche perplessità. Tra le azioni previste al capitolo Benessere e tutela degli animali si legge infatti: “Istituire progetti didattici nelle scuole sulla tutela, sul rispetto degli animali e sulla corretta alimentazione in collaborazione con le associazioni animaliste, medici nutrizionisti, organi di polizia ed esperti di settore”. Va benissimo che si tratti il tema della corretta alimentazione nelle scuole, ma auspichiamo che non ci sia confusione nei ruoli e che siano solo i nutrizionisti qualificati a farlo.

Fonte

 

Dieta Vegana sotto accusa? Assolta!

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DIETA VEGANA SOTTO ACCUSA? ASSOLTA!
DA CONDANNARE INVECE CHI STUDIA A TAVOLINO CAMPAGNE DENIGRATORIE E ANTISCIENTIFICHE.
18 luglio 2016

L'incessante tam-tam mediatico sui bambini fatti passare per "malnutriti in quanto vegani" che finiscono in ospedale è piuttosto sospetto, e difficilmente frutto di buonafede. Vediamo perché.

Nei Paesi ricchi, ai quali appartiene anche l'Italia, la principale causa di malattia e morte non è la malnutrizione in difetto, ma la malnutrizione in eccesso: se la prima è causa di rare carenze (soprattutto di vitamina B12 e, in tutta la popolazione, non certo in quella vegana, di ferro), che si manifestano nel breve termine e sono facilmente collegabili alla causa che le ha provocate e facilmente correggibili, la malnutrizione in eccesso ha conseguenze ben più gravi, che si manifestano nel medio-lungo termine.

E' ormai dato arcinoto che una dieta squilibrata a base di cibi animali (malnutrizione in eccesso, che penalizza inoltre l'assunzione di cibi vegetali protettivi) è un fattore di rischio delle principali malattie cronico-degenerative (sovrappeso-obesità, diabete, ipertensione arteriosa, dislipidemia, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore). Una dieta a base vegetale, al contrario, è un elemento di protezione importante nei confronti di queste stesse malattie, prima causa di morte nei paesi occidentali.

Fatta questa doverosa premessa, ritorniamo ai bambini e vediamo alcuni dati, che abbiamo derivato dal sito dell'Ospedale Gaslini di Genova da quello del Ministero della Salute.

 

Eravamo fruttariani

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"Studi preliminari sui denti fossili hanno portato un antropologo alla sorprendente suggestione che i primi antenati umani non sono stati prevalentemente mangiatori di carne o di semi, germogli, foglie o erbe. Né erano onnivori. Invece, essi sembrano aver vissuto principalmente con una dieta di frutta."

Che notizia interessante. Una vecchia notizia, tra l'altro.


Teeth Show Fruit Was The Staple - (I denti mostrano che la Frutta fu l'alimenazione base)

By BOYCE RENSBERGERMAY 15, 1979

The article as it originally appeared.
May 15, 1979, Page 1 The New York Times Archives

PRELIMINARY studies of fossil teeth have led an anthropologist to the startling suggestion that early human ancestors were not predominantly meat eaters or even eaters of seeds, shoots, leaves or grasses. Nor were they omnivorous. Instead, they appear to have subsisted chiefly on a diet of fruit.

 

Sweet Chestnut (Castagno) - Disperazione estrema

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"Per quelle persone nelle quali in certi momenti l'angoscia diventa tanto forte che sembra loro insopportabile. Quando sembra che la mente o il corpo abbiano raggiunto il limite estremo della sopportazione e che debbano cedere. Quando sembra apparentemente che ci sia solo la distruzione e l'annientamento da fronteggiare."

Questa é la definizione originale lasciata dal Dr Bach. Il fiore si colloca nella categoria Scoraggiamento e Disperazione. Nome Botanico: Castanea sativa

Tutti abbiamo provato questa orribile sensazione almeno una volta nella vita: solitamente in occasione di un lutto, quando una persona che amavamo se n'é andata improvvisamente o dopo una lunga/breve malattia. Oppure avendo vissuto in condizioni avverse per molto tempo.

Ad un certo punto ci siamo resi conto di essere così tristi e abbandonati dal mondo da non trovare più validi motivi per vivere. Non abbiamo pensato al suicidio ma senza più forze, e svanita la capacità di reagire agli eventi, eravamo incapaci di trovare un appiglio, una luce, qualcosa in grado di portarci fuori dalla sensazione di angoscia profonda. Abbattuti, distrutti, immobili nel nostro dolore sempre presente e senza prospettiva alcuna.

Personalmente ho chiamato questa sensazione "la stanza buia". E chi é in grado di spalancare la finestra quando la stanza é totalmente al buio? Sweet Chestnut, l'albero di castagno dolce.

 


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Parole per pensare

Sono ciò che penso: le mie idee creano la mia identità.

(Cit.)

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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