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di Valeria Ballarati

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Vaccinazioni Pediatriche: Lettera aperta al Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità

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Vaccinazioni Pediatriche: Lettera aperta al Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità
di Roberto Gava, Eugenio Serravalle


Ill.mo Prof. Ricciardi,


le Sue recenti prese di posizione pubbliche in merito alle vaccinazioni pediatriche ci inducono a scriverLe per chiarirLe alcuni aspetti che meritano un approfondimento e una riflessione serena.

Oggigiorno, un qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche e infatti conosciamo tutti l'utilità di questa pratica sanitaria.

Molti anni di studio quotidiano della letteratura scientifica, con la quale abbiamo sempre documentato le nostre affermazioni e pubblicazioni sia scientifiche sia divulgative, ci hanno permesso di conoscere a fondo l'utilità ma anche i limiti delle vaccinazioni, che all'inizio noi sostenevamo e che molto frequentemente anche praticavamo. Però, questi 35-40 anni di pratica medica specialistica accanto al bambino malato, non frettolosa ma fatta di osservazione e di ascolto, di considerazione di quello che lui ci comunica e subliminale e di quello che i genitori raccontano, ci ha aperto gli occhi sulla realtà delle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni pediatriche.

Ci siamo infatti accorti che, dopo un'osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati, questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani, meno soggetti alle patologie infettive, specie delle prime vie aeree, meno soggetti ai disturbi intestinali e alle patologie croniche, meno soggetti a patologie neurologiche e comportamentali e scarsi consumatori di farmaci e di interventi sanitari. Può capire, quindi, che la nostra osservazione non è rivolta solo alle patologie specificatamente interessate dalle vaccinazioni, ma alla salute globale del bambino, perché crediamo che questa sia la finalità e il dovere di ogni Medico. Certo, è un dato che nasce dall'esperienza clinica quotidiana ma siamo disponibili a partecipare a un'indagine organizzata dal Suo Istituto che confronti nel modo più rigoroso lo stato di salute dei bambini completamente vaccinati con quella dei bambini mai vaccinati.

 

Consigli di Ennio Flaiano

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Chi apre il periiodo, lo chiuda.

È pericoloso sporgersi dal capitolo.
Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi.
Lasciate l’avverbio dove vorreste trovarlo.
Chi tocca l’apostrofo muore.
Abolito l’articolo, non si accettano reclami.
La persona educata non sputa sul componimento.
Non usare l’esclamativo dopo le 22.
Non si risponde degli aggettivi incustoditi.
Per gli anacoluti, servirsi del cestino.
Tenere i soggetti al guinzaglio.
Non calpestare le metafore.
I punti di sospensione si pagano a parte.
Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata.
Per le rime rivolgersi al portiere.
L’uso del dialetto è vietato ai minori di 16 anni.
È vietato servirsi del sonetto durante le fermate.
È vietato aprire le parentesi durante la corsa.
Nulla è dovuto al poeta per il recapito.

Ennio Flaiano, L’uovo di marx, Libri Scheiwiller, Milano 1987

(grazie a Fabrizio Natalini)
 

Marcia Nazionale degli Alberi - Ostia 25 Ottobre h.10.30

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Approfondimento clicca qui

 

Jadav Molai: l'uomo che da solo piantò una foresta intera

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Trent’anni fa un episodio segnò la sua vita. Da allora ha dedicato tutta la sua energia a piantare alberi su un banco di sabbia dimenticato dall’uomo e abbandoanta dagli animali. Il risultato è un vero è proprio miracolo: è riuscito a creare un vero e proprio ecosistema, una foresta tropicale di più di 1200 ettari ricca di piante e animali in via di estinzione. Un uomo, con le sue mani, partendo dai semi è riusciuto con le sue sole forze ha creare una meraviglia per questo pianeta.

Il suo nome è Jadav “Molai” Payeng, 47enne originario di Assam, regione dell’India settentrionale. Qui, nell’arco di tre decadi, è riuscito a rimboschire una superficie di 550 ettari e oggi la sua foresta, conosciuta in tutto il mondo come “Mulai Kathoni”, ospita centinaia di cervidi, conigli, scimmie e tantissime varietà di uccelli. Addirittura si è formata una piccola comunità di tigri reali del Bengala, che ha visto da poco aumentare il suo numero grazie alla nascita di due cuccioli.

 

BRUCIATO

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"MI AVETE BRUCIATO VIVO NONOSTANTE IL MIO RAMOSCELLO DI ULIVO APPENA RINATO..."

A giorni avrei compiuto 315 anni ma voi uomini malvagi vi siete inventati che mi sono infettato di xylella e mi avete dapprima capitozzato eppoi, a distanza di un mese, mi avete bruciato vivo nonostante, lo potete vedere tutti, in alto sul mio ramo a destra, avessi ripreso a vegetare..

IN PUGLIA DAL 2012 AL 2014 AVETE RASO AL SUOLO 280.000 ULIVI "SANI" PER LA VOSTRA LUSSURIA

Nella Terra in cui sono nato, la Puglia, per costruire Resort, Alberghi, Piscine, Strade, Centri Commerciali, etc avete eradicato centinaia di migliaia di Ulivi che per secoli vi hanno ossigenato... ABBIATE ALMENO PIETÀ PER GLI ALTRI NOSTRI FRATELLI.

Come dice il Prof. Pietro Perrino, questa eradicazione è una pura "follia umana"..
E tu che mi leggi, non essere complice e almeno. PASSA ... PAROLA..

Donato Cippone

 

Della vaccino-mania ... e dell'esser coscienti.

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In questi giorni assistiamo a una propaganda mediatica pro-vaccino senza precedenti.

Il tono è allarmistico-aggressivo-offensivo-autoreferente-assolutistico. “Al rogo!” tutti coloro che pongono domande sull’utilità, le modalità, gli effetti collaterali e le ricerche indipendenti!

Nell’arena mediatica sempre affamata sono ammesse solo due squadre: quella Pro-vaccino e quella Contro-vaccino.

Ma non assistiamo mica a una partita di calcio!

E se facessimo il medesimo can-can sulle innumerevoli malattie in continua e preoccupante crescita nell’infanzia, come asma-allergie-sindromi neurologiche (sempre più varie)- diabete-tumori-spettro autistico-sindrome di iperattività e di disattenzione-cefalee-ansia e perfino depressioni?

E se ci fosse (e non c’è dubbio che ci sia) un rapporto stretto fra la massiccia soppressione delle malattie infantili febbrili, stili di vita assurdi, ben poco adatti a un sano apprendimento, alimentazione e l’insorgenza delle malattie croniche, mai viste in tale misura fino a pochi decenni or sono?

 

MUSTARD (Senape) - Tristezza senza un perché

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Per quelli che sono soggetti a periodi di malinconia o anche di disperazione, come se una scura e fredda nube li avviluppi e tolga loro la gioia di vivere.
Non é possibile dare una spiegazione per queste crisi o attribuire una causa a questi attacchi. In queste condizioni é quasi impossibile apparire felici o gai.


Questa é la definizione originale scritta dal Dr Bach nel suo libro Guarire con i Fiori.
Mustard si colloca nella categoria dell' insufficiente interesse per il presente
Nome botanico: Sinapis Arvensis.

Lo stato Mustard é come un temporale estivo: arriva senza preavviso.

Questo stato é causa di una profonda malinconia della quale non riconosciamo l'origine o la motivazione immediata, eppure ci fa sentire inspiegabilmente infelici.
A volte non sembrano nemmeno esserci motivi di tanta immediata tristezza.
Come "una nuvola nera che ci avvolge" dice il Dr. Bach nella sua definizione.
Come se tutto attorno a noi non avesse più senso e niente sembra più interessarci.

 

Vaccini si, Vaccini no

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In questi giorni assistiamo alla messa in evidenza del costante calo della pratica vaccinale nella popolazione italiana. Sempre più persone hanno scelto di non vaccinare i propri figli convinti che le vaccinazioni non siano la panacea di cui si narra, e così negli anni alcune regioni del Nord hanno abolito l'obbligo. La scelta é stata lasciata alla famiglia anche a seguito dei numerosi e documentati casi di pesanti effetti collaterali, causa di disabilità in bambini sani prima della  vaccinazione. Ma i medici pro-vaccino non sono d'accordo e hanno la singolare tendenza a colpevolizzare chi la vede diversamente e chi preferisce la libertà di cura. 

 

Adotta un nonno

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Approvato nel capoluogo umbro il progetto “Adotta un nonno” presentato dall’Enpa.

Terminare i propri giorni in una gabbia, senza conoscere l’affetto di una famiglia e la sicurezza di una casa. È questa la sorte di migliaia di cani anziani destinati a rimanere in canile per sempre.

Adottare un animale anziano può sembrare difficile, sai già che la sue esistenza sarà troppo breve, non ha l’ammaliante bellezza di un cucciolo, eppure l’amore che è in grado di donare è enorme, direttamente proporzionale agli anni di prigionia, senza contare la maturità e l’esperienza che contraddistinguono gli animali adulti.

 

Elm (Olmo Inglese) - Carichi di lavoro eccessivi

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Per quelli che hanno un buon lavoro, seguono la loro vocazione e sperano di fare qualche cosa di importante a beneficio dell'umanità.
Nello stesso tempo possono attraversare periodi di depressione quando sentono che l'impresa in cui sono impegnati é troppo difficile e al di là del potere dell'essere umano.


Questa é la definizione originale scritta dal Dr Bach nel suo libro Guarire con i Fiori.
Elm si colloca nella categoria scoraggiamento o disperazione
Nome botanico: Ulmus Procera.

Elm é il fiore di chi ha a cuore gli altri.
E' il fiore adatto ai medici e ai terapisti quando hanno dato molto e si sentono momentaneamente giù e a corto di energie; é il fiore per gli insegnanti, che si prendono su di loro tante responsabilità e dopo un po' si sentono oberati; é il fiore di tutti coloro che fanno un lavoro importante a beneficio dell'umanità e non riuscendo a conseguire i risultati sperati cominciano a dubitare delle proprie forze.

 


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L'ingresso della casa di Londra di Millicent Garrett Fawcett


Parole per pensare

E la ragione le disse: Silenzio! Che cosa senti?

E lei rispose: Sento il rumore di passi. Miriadi di miriadi, migliaia di migliaia, e vengono da questa parte.

Sono i passi di quelli che ti seguiranno. Guidali

Suffragette, di Sarah Gavron


«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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