Interessante frammento

Giovedì 18 Marzo 2021 00:00
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Per continuare la SAGA FILOSOFICA vorrei proporre la lettura dell'unico frammento di Anassimandro giunto fino a noi. 

Perché proprio questo? 

Perché é il più antico testo filosofico occidentale, da sempre oggetto di interpretazione dei filosofi, e non essendo ancora ben compreso, gli studiosi cercano una soluzione all'enigma.

Anch'io voglio cimentarmi nell'impresa, per quanto posso capire con il mio modo di vedere le cose della vita, attingendo al bagaglio che ognuno di noi, nel suo vivere quotidiano, acquisisce.

Dunque, il frammento tradotto e riportato da DAPHNET.org dice così:

12 B 1. SIMPLIC. phys. 24, 13 [cfr. A 9]. 

"Anassimandro ... ha detto ... che principio degli esseri è l'infinito... da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo"

B. FRAGMENTE [I 89. 10 App.]

12 B 1. SIMPLIC. Phys. 24, 13 [vgl. A 9] Ἀ. . . . ἀρχὴν . . . . εἴρηκε τῶν ὄντων τὸ ἄπειρον . . . . ἐξ ὧν δὲ ἡ γένεσίς ἐστι τοῖς οὖσι, καὶ τὴν φθορὰν εἰς ταῦτα γίνεσθαι κατὰ τὸ χρεών: διδόναι γὰρ αὐτὰ δίκην καὶ τίσιν ἀλλήλοις τῆς [I 89. 15] ἀδικίας κατὰ τὴν τοῦ χρόνου τάξιν.


1. L'infinito sembra essere un luogo da cui gli esseri umani provengono e a cui sono destinati al termine della vita terrena; a termine vita ci arrivano come? 

2. "secondo necessità" cioé a partire da una causa, e con gli strumenti adatti attraverso i quali conseguiranno uno scopo; potrebbe significare a seconda dell'utilità che giova all'essere, ad esempio per come l'unità individuo si é costituita nel mondo, per come ha bisogno di fare esperienze al fine di apprendere, per il modo in cui si inserisce nel mondo tra altri esseri (umani e non);

3. il seguito sembra rafforzare il precedente: "poiché essi pagano l'uno all'altro" indice di una qualche forma di rapporto e bilancio tra esseri, subordinato alla condotta in vita dell'uno verso l'altro; e come pagano?

4. "pena e espiazione dell'ingiustizia" - una volta giunti nel luogo dell'infinito la nuova condizione sembra essere in grado di riconoscere la pena altrui, una pena cagionata dall'ingiustizia (attuata nella vita appena conclusa), che viene così sentita interamente su di sé - espiazione - con questo nuovo tipo di comprensione piena ed empatica, vale a dire sentendola proprio come hanno sofferto gli altri (ma senza potervi più porre rimedio).

5. "secondo l'ordine del tempo" - l'ordine del tempo lineare in vita, dall'infanzia all'età matura.


Un passaggio nella Settima Lettera di Platone - 335a - sembrerebbe dar conforto questa teoria:

"non esiste alcun male e alcun bene che meriti di essere menzionato per chi é privo dell'anima: mentre a ciascuna anima competono male e bene, sia essa unita al corpo o separata. Bisogna realmente sempre prestare fede agli antichi e sacri insegnamenti, che ci rivelano che l'anima é immortale e che affronta giudizi e punizioni enormi, una volta che si separa dal corpo: é per questo che si deve ritenere che subire grandi torti e ingiustizie sia meglio che commetterle."

Sempreché io non sia in errore, l'anziano Platone sembrerebbe dire che subire grandi torti e ingiustizie in vita genera sofferenza, ma é nulla rispetto all'affrontare giudizi e punizioni per aver commesso cattive azioni una volta giunti nell'infinito.

E se la punizione altro non fosse che comprendere pienamente

Per chiarire cosa intendo per "senza più potervi porre rimedio" rispetto al sentimento che accompagna una comprensione piena - ma postuma - di un'azione negativa commessa verso altri, ecco un bel video:  

https://www.youtube.com/watch?v=yQQIOMubFAI

Se abbiamo qualche rimedio da porre in atto, sembra una buona idea farlo in vita: se davvero dopo ci sarà una piena comprensione, la sofferenza generata potrebbe risultare insopportabile.

Per rimediare, dopo, é troppo tardi.

V.

p.s. naturalmente prendete tutto col beneficio d'inventario.