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Parole per pensare

 

"Come fa a descrivere le donne così bene?"
"Penso ad un uomo, e gli tolgo razionalità e affidabilità"

Melvin (Jack Nicholson)  in

Qualcosa è cambiato

 

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Racconti e Poesie
Reciprocità PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Aprile 2012 07:53

 

Ci sono cataloghi di cataloghi.
Poesie su Poesie.

Ci sono drammi su attori recitati da attori.
Lettere in risposta a lettere.
Parole che spiegano parole.
Cervelli impegnati a studiare il cervello.
Ci sono tristeze contagiose come il riso.
Carte nate da carte macerate.
Sguardi venduti.
Casi declinati da casi.
Fiumi grandi per il copioso contibuto dei piccoli.
Foreste infestate da foreste.
Macchine destinate a produrre macchine.
Sogni che all'improvviso ci destano da sogni.
Una salute di ferro necessaria a riacquistare la salute.
Scale che portano giù come portano su.
Occhiali per cercare occhiali.
L'inspirazione e l'espirazione del respiro.
E ci sia anche, almeno di tanto in tanto, l'odio dell'odio.
Perché alla fin fine c'é l'ignoranza dell'ignoranza.
E mani ingaggiate per lavarsene le mani.

Una delle ultime poesie a cui Wislawa Szymborska lavorava.

Ciao, a lunedì!

 
Tutte le lettere d'amore PDF Stampa E-mail
Sabato 31 Marzo 2012 00:00

Tutte le lettere d'amore, di Fernando Pessoa


Tutte le lettere d'amore
sono ridicole.
Non sarebbero lettere d'amore
se non fossero ridicole.

Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre,
ridicole.

Le lettere d'amore
se c'è l'amore,
devono essere ridicole.

Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d'amore
ridicole.

La verità é che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole
come tutti i sentimenti sdruccioli
sono naturlamente ridicole)

Ascolta Todas las cartas de amor ... di Roberto Vecchioni

Arrivederci Professor Tabucchi!
 

 
E' primavera! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Marzo 2012 00:00

 

.

Non ti porterò dei fiori

ma ti prenderò per mano e ti porterò dai fiori.

Non un mazzolino di fiori, ma un bosco

macchiato dalle primule, ombreggiato dalle viole.

Ti donerò la primavera.

 Pam Brown, 1928

(scrittrice e poetessa australiana)

 
Autogrill PDF Stampa E-mail
Martedì 20 Marzo 2012 00:00

La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-up,
e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità,
come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill,
mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR...

Bella, d'una sua bellezza acerba, bionda senza averne l'aria,
quasi triste, come i fiori e l'erba di scarpata ferroviaria,
il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere
che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere...

Basso il sole all' orizzonte colorava la vetrina
e stampava lampi e impronte sulla pompa da benzina,
lei specchiò alla soda-fountain quel suo viso da bambina
ed io.... sentivo un' infelicità vicina...

 
I Giusti PDF Stampa E-mail
Sabato 03 Marzo 2012 00:00

I GIUSTI (di George Louis Borges)

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla Terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla Terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

 

 

 
Ci piace che tu sia diversa PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Febbraio 2012 00:00

(...) Lì li per scoppiare a piangere, Fortunata gli riferì tutto quello che Mattia (lo scimpanzè, n.d.r.) gli aveva strillato. Zorba le leccò le lacrime e all'improvviso si sentì miagolare come non aveva mai fatto prima.

"Sei una gabbiana. Su questo lo scimpanzé  ha ragione, ma solo su questo. Ti vogliamo tutti bene Fortunata. E ti vogliamo bene perché sei una gabbiana, una bella gabbiana. Non ti abbiamo contraddetto quando ti abbiamo sentito stridere che eri un gatto, perché ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa. Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te si. Ti abbiamo protetta fin quando sei uscita dall'uovo. Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto. Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed é bene che tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. E' molto facile accettare e amare chi é uguale a noi, ma con qualcuno che é diverso é molto difficile, e tu ci hai aiutati a farlo. Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare. Quando ci riuscirai, Fortunata, ti assicuro che sarai felice, e allora i tuoi sentimenti verso di noi e i nostri verso di te saranno più intensi e più belli, perché sarà l'affetto tra esseri completamente diversi"

 
La catena del segreto PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Febbraio 2012 00:00

Una delle più gran consolazioni di questa vita é l'amicizia; e una delle consolazioni dell'amicizia è quell'avere a cui confidare un segreto.

Ora, gli amici non sono a due a due, come gli sposi; ognuno, generalmente parlando, ne ha più d'uno: il che forma una catena di cui nessuno potrebbe trovar la fine.

Quando dunque un amico si procura quella consolazione di deporre un segreto nel seno d'un altro, dà a costui la voglia di procurarsi la stessa consolazione anche lui. Lo prega, é vero, di non dir nulla a nessuno; e una tal condizione, chi la prendesse nel senso rigoroso delle parole, troncherebbe immediatamente il corso delle consolazioni. Ma la pratica generale ha voluto che obblighi soltanto a non confidare il segreto, se non a chi sia un amico ugualmente fidato, e imponendogli la stessa condizione.

Così, d'amico fidato in amico fidato, il segreto gira e gira per quell'immensa catena, tanto che arriva all'orecchio di colui o di coloro a cui il primo che ha parlato intendeva appunto non lasciarlo arrivare mai. (...)

Capitolo XI - I Promessi Sposi

 

Commento:

Lo sto leggendo.

Caro Fruttero, Lei aveva ragione quando diceva che il Manzoni bisogna assolutamente leggerlo.

 
Il mio amante PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Gennaio 2012 00:00

E ora parlerò del mio amante, che rimarrà senza nome.
Perché a 49 anni sa fare il rumore di cinque diversi tipi
di camion che cambiano le marce in salita.
Perché a volte lo fa sulle scale del posto dove lavora.
Perché poi si vergogna quando gli altri lo sentono.
Perché sa anche imitare almeno tre tipi diversi di treni.
Perché questi includono: la metropolitana di Londra,
il treno a vapore e il trenino elettrico
delle Ferrovie Meridionali. (...)

 
I poeti lavorano di notte PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Gennaio 2012 00:00

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.


Alda Merini, Testamento
a cura di Giovanni Raboni
Crocetti Editore 1988

 

 
Io vulesse truva’ pace PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Gennaio 2012 00:00

Io vulesse truva’ pace;
ma na pace senza morte.
Una,‘mmiez’a tanta porte,
s’arapesse pe’ campa’!

S’arapesse na matina,
na matin”e primmavera,
arrivasse fin”a sera
senza di’ : “nzerrate lla!”

 
Il tuo corpo ha bisogno di acqua PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Gennaio 2012 00:00

Molte malattie che attualmente affliggono milioni di persone in tutto il mondo, derivano da una semplice causa non riconosciuta: non beviamo acqua a sufficienza! Quando il nostro corpo di tanto in tanto protesta atraverso il dolore, noi chiamiamo questi disperati segnali di sete (disidratazione) asma, diabete, artrite, agina, obesità, morbo di Alzheimer, alto tasso di colesterolo, ipertensione e così via. 

Dopo il mio apprendistato presso l'Ospedale St. Mary, scuola medica dell'Università di Londra, e dopo aver avuto l'onore di essere stato scelto come uno dei dottori residenti, tornai in Iran, dove sono nato, per aprire centri medici e cliniche per i bisognosi. Questo sforzo ebbe molto successo finché il vulcano politico non esplose e delle masse inferocite non abbatterono lo scià ed il governo iraniano. Ci fu poi un risvolto tragico di questo storico evento. Quasi tutte le persone dotate di capacità professionale e creativa che si trovavano nel paese furono condotte in prigione per essere indagate, processate ed eliminate nel più breve tempo possibile. Alcuni vennero fucilati nel giro di alcuni giorni.  I processi rivoluzionari  consistevano semplicemente nell'identificazione, nella dichiarazione di colpevolezza seguita dalla sentenza. Il processo non durava più di dieci minuti. Ad alcuni era concesso un po' più di tempo prima di essere "processati" ed io fui così fortunato da ritrovarmi in questo secondo gruppo.

Ritengo che il ritardo con cui fui sottoposto a giudizio fu dovuto al fatto che le mie capacità di medico erano utili ai dirigenti della prigione.

 
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