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di Valeria Ballarati

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Racconti e Poesie

The making of ... la mia realtà oggi.

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Stasera sono stanca. Stanca ma contenta. Avevo anche la necessità di dirvi due parole su come prosegue la scrittura, prima di andare a dormire.

Ho terminato altri due capitoli: mi sono tanto divertita a parlare di rose e tango argentino, da un po’ non ero così appagata. Quanti capitoli mancano indicativamente alla fine? Non lo so ma controllo subito … Ne mancano otto. Potrebbero diventare anche uno o due in più, vediamo.


 

The making of ... il rush finale

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In questi ultimi giorni sono stata estremamente concentrata sulla scrittura.

E’ il rush finale, la volata.

Gli ultimi tre capitoli scritti – 15, 16 e 17 - da ieri finalmente migliorati, erano l’ultimo ostacolo da passare, la collina in salita che ora declina, l’inizio della fine. Lo scritto si avvia alla sua conclusione, lo so e lo sento.

Mancano solo gli ultimi quattro anni alla fine della storia descritta nel romanzo e vorrei aver scritto qualcosa di ampio respiro, che abbracciasse più aspetti e fosse destinato a chiunque. Non un prodotto di nicchia che fornirebbe un preconcetto al lettore, ma qualcosa d’indecifrabile che lasciasse a bocca aperta già dalla copertina e destasse alla lettura della quarta un irrefrenabile desiderio di saperne di più. La immagino già, la copertina.


 

The making of ... anno nuovo problemi vecchi

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Intanto … auguri! Buon Anno nuovo, anche se in ritardo.

Questa storia che è indispensabile prendere i fiori ogni volta prima di cominciare a scrivere sta diventando monotona. Anno nuovo, problemi vecchi: paura, non sono capace, tergiverso e non comincio. Tutto uguale identico a prima. Di conseguenza: Mimulus (paura), Larch (non sono capace), Hornbeam (tergiverso) e mettiamoci il booster Rock Rose che non fa mai male.

Il punto è sempre quello: avete preso un abbaglio. Sappiatelo. State aspettando qualcosa che forse non vi piacerà. Forse non sarà interessante. Forse nessuno di quelli a cui lo proporrò lo troverà degno di nota e voi nemmeno lo leggerete mai. La verità è che non sono capace di scrivere, non so neanche perché mi son messa in testa di farlo, forse solo perché tanto ero sicura di non riuscirci ed è ancora tutto un azzardo, come quando si bluffa a poker o così almeno mi hanno detto che fa, visto che io a poker non ci ho mai giocato. Non ne sono capace: né di giocare a poker, né di scrivere. E voi è proprio ora che lo sappiate. Sappiatelo così non rimarrete male.


 

La gioventù molesta

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Vi é mai capitata una di quelle serate in cui incontrate gente molesta? A me ieri sera.

In questo caso era una comitiva di ... pensate un po': Universitari al termine del corso di Giurisprudenza, che cominciavano un corso per diventare futuri dirigenti nella PA - Pubblica Amministrazione.

Aiuto! Se questi sono i futuri Dirigenti si salvi chi può!


 

The making of ... ultimo giorno di corso

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Ieri sera é stata l'ultima lezione del corso. Non so gli altri ma in questo ultimo appuntamento mi aspettavo di passare solo un po' di tempo insieme, magari facendo un resoconto, ricollegando gli avvenimenti, riannodando i fili come per il finale di una serie tv. E invece Salvatore ci ha fatto lavorare! Anche ieri ...

Ci ha proposto qualcosa di difficile definendolo un Master: in effetti per alcuni é stata una prova.

Presi tre noti film classici - chiunque li ha visti - e cioé Pretty Woman, Ghost, Harry ti presento Sally, dovevamo mantenere la caratterizzazione dei personaggi sviluppando una trama nuova, che a dirsi adesso sembra facile ma non lo é.

 

The making of ... Writers room 3

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Ancora una Writers Room e un compito di gruppo per noi in questa penultima lezione del corso di scrittura.

Salvatore dice che ci fa bene. Io lo trovo soprattutto divertente e ... più facile, se fatto insieme.

Immaginare le personalità - non la trama - di un gruppo di adolescenti dal 16 ai 19 anni con le loro famiglie é stato come sempre appassionante. Caratteri, ambizioni, difficoltà, innamoramenti e sotterfugi sono questa volta scaturiti da Marco, Aisha, Federica ed io: il nostro gruppo. Ci mescoliamo ogni volta come un mazzo di carte: sempre persone diverse nei gruppi che si formano.


 

The making of ... ma il romanzo, che fine ha fatto?

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Oggi ho avuto bisogno di nuovi Fiori di Bach. Poco fà ho preso Hornbeam, Mimulus, Larch e Clematis.

Hornbeam: per smetterla di rimandare e cominciare a scrivere, da giorni vorrei ma non succedeva;

Mimulus: per la mia paura di cominciare;

Larch: perché temo che il non cominciare possa riferirsi alla scarsa fiducia nelle mie capacità, e al dubbio di fallire;

Clematis: per calare il sogno nella realtà, per farlo approdare in questo preciso istante e riuscire a metterlo su carta, oltre che a immaginarlo.

Pare stiano già funzionando: ho un'immediata voglia di raccontarvi cosa succedeva in questi giorni di silenzio e assenza ...


 

The making of ... la Writers room 2 e grazie

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Lunedì al corso abbiamo nuovamente lavorato in gruppo.

Questa volta non su una trama ma delineando le caratteristiche di cinque personaggi per una fiction tv: un serial killer, un commissario e vice più due poliziotti. Salvatore ci ha spiegato che lavorando bene sui personaggi la trama può anche venire da sé, ed é stato proprio così.


 

The making of ... la Writers room

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Il Lunedì resta il giorno della settimana che preferisco. E' il giorno del corso di scrittura.

Ieri sera Salvatore Basile ha organizzato per noi una Writers Room. Abbiamo sperimentato il lavoro di gruppo, proprio come si fa in Rai per realizzare trame e sceneggiature.

Prima di iniziare ci ha spiegato cos'era una Writers room.

Ne avevo già sentito parlare. L'ho imparato mentre provavo a spedire la mia sceneggiatura alla BBC: sul loro sito c'erano indicazioni precise per partecipare alla loro "stanza della scrittura", aperta solo in alcuni periodi dell'anno e durante i quali gli esordienti potevano inviare i loro lavori. Peccato si possa usufruirne solo se residenti Uk e Ireland: in Italia non c'é niente del genere.


 

The making of ... che-cosa vuoi farne?

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Più vado avanti e più il disegno si fa chiaro: questa é la premessa di oggi e ora vi dico perché.

Anche lunedì scorso le tre ore di corso sono "volate" tra letture di progetti e chiacchiere tra noi che oramai siamo una piccola comunità, anche su Wapp.

Era il turno della prima lettura delle bozze dei nostri lavori, i progetti per i quali siamo al corso, ai quali l'insegnante voleva trovare un giusto indirizzo e ragion per la quale alla fine di ogni lettura chiedeva: "Allora, che cosa vuoi farne?"

Come al solito ha tirato fuori la competenza d'ordinanza trovando soluzioni adatte a ogni singolo lavoro, in accordo con il padre/la madre dello scarrafone. Per Enzo era una raccolta di racconti brevi, una commedia per Aurora, il suo viaggio a Ustica e l'uomo degli asparagi, un bel romanzo per i flussi sulla delusione di Sara, una Sit-Com per il simpatico lavoro di Cupido e così via.


 

The making of ... in pausa.

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Ciao, volevo solo dirvi che non vi ho abbandonati!

Sono soltanto un po' presa dalla scrittura, dalle ricerche e dalle corrispondenze di alcuni avvenimenti da verificare.

Ho ricominciato a rileggere a pieno ritmo perché adesso mi sento più sicura.

Avrei anche da raccontarvi sul corso di lunedì scorso. Appena ho un attimo torno. Magari anche stasera.

A presto,

V.

 
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Parole per pensare

Sono ciò che penso: le mie idee creano la mia identità.

(Cit.)

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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