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di Valeria Ballarati

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Racconti e Poesie

tra l'erbe e i fiori a' freschi venti

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C’è un giardino “speciale” in un luogo speciale. Dov’è? A Campinola di Tramonti, sulle alture dell'immediato entroterra della Costa Amalfitana, a 7 chilometri dal mare e da Ravello, a 450 metri d'altitudine: è il Giardino Segreto dell’Anima.

Giardino botanico sperimentale che la famiglia Telese - De Marco ha creato per dare nuova vita al lascito ereditario e preservarne la memoria e che da quindici anni continua ad accudirlo e accrescerlo con amorevole dedizione. Ma pure per la ricreazione interiore personale, per il piacere proprio e di quanti ne condividono le emozioni che sono sempre in numero crescente, attirando l'attenzione della stampa e delle televisioni italiane ed estere.


 

Democrazia

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"Se ci assoggettiamo alla Legge ci assoggettiamo anche alla perdita di libertà. La lbertà di opprimere, per esempio. Potremmo scoprire altre libertà che ci erano sconosciute. Se aveste avuto fede nel processo democratico, per quanto frustante  potesse essere...

"Risparmateci i pietismi. Ci avete sconfitti col voto. La vostra unione si tiene col fuoco dei cannoni e la morte."

"Potresti avere ragione. Ma diciamo di aver solo dimostrato al mondo che la Democrazia non é caos, che c'é una forza invisibile grande in un popolo unito, che un popolo può sopportare un grosso sacrificio e ciò nonostante unirsi. Questo non salverebbe almeno l'idea di una Demcrazia alla quale aspirare? Della quale diventare persino degni. Tutto quanto é possibile dmostrare col sacrificio e col sangue é già stato dimostrato ormai. Allora: lo fermiamo questo bagno di sangue?"

Abramo Lincoln


 

Ritrovamento

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Ritrovamento


Non ti cerco
perché lo so che é impossibile
trovarti così, cercandoti.

Lasciarti. Ti lascerò
come dimenticata,
col pensiero ad altre cose
per non pensare più a te,
lo stesso pensando a te
in quelle, dissimulata.

Sulle labbra frasi semplici:
'Domani avrò ben da fare ...'
'Si, certo sarebbe meglio ...'
Distrazione. Tutto facile,
tutto semplice adesso, tu
dimenticata!


 

Fra cent'anni

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Da qui a cent'anni, quanno
ritroveranno ner zappà la terra
li resti de li poveri sordati
morti ammazzati in guerra,
pensate un po' che montarozzo d'ossa,
che fricandò de teschi
scapperà fòra da la terra smossa!
Saranno eroi tedeschi,
francesci, russi, ingresi,
de tutti li paesi.
O gialla o rossa o nera,
ognuno avrà difesa una bandiera;
qualunque sia la patria, o brutta o bella,
sarà morto per quella. 
 

 

Seconda stella a destra

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"Chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle, forse é ancora più pazzo di te ... "

Edoardo Bennato, L'Isola che non c'é.

 

Piccole Bugie tra Amici

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Dopo “The Artist”, trionfatore agli Oscar 2012, e “Quasi Amici”, campione d’incassi e di comicità, il cinema francese torna alla ribalta nella Rassegna Invito al Cinema grazie ad un titolo di tre anni fa, PICCOLE BUGIE TRA AMICI, solo l’anno scorso finalmente proposto nelle sale cinematografiche italiane per la presenza nel cast dei due attori principali dei film citati.

Con questo film, il terzo del 40enne attore-regista francese Guillaume Canet dopo “Mon idole” (2002) e “Non dirlo a nessuno” (2006), grazie all'impiego di tutti i migliori attori francesi della sua generazione, Canet dice la sua sul tema dell’amicizia e dell’amore.

PICCOLE BUGIE TRA AMICI o “Les Petits Mouchoirs” (I Piccoli Fazzoletti), come recita il titolo originale del film, é una commedia francese che dosa molto bene umorismo e malinconia. Da molti critici considerato un omaggio a "Il grande freddo" di Lawrence Kasdan, il film segue una trama non originale (ma sempre molto efficace) nel raccontare le storie di un gruppo di amici, quarantenni parigini, dai difetti evidenti, apparentemente affettuosi, ma in realtà ambigui, spesso bugiardi e tendenzialmente egoisti.

La consueta estate a Cap Ferret, nella grande casa sul mare, per un gruppo di amici parigini, ciascuno con il proprio stress, ciascuno con le proprie piccole bugie. Per tutti il dolore di una mancanza: l’amico Ludo (Jean Dujardin, il divo di “The Artist”) rimasto solo a Parigi in ospedale dopo un gravissimo incidente.

 

 

Cinecittà: la Fabbrica dei Sogni

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Se amate il cinema questo è uno dei luoghi che vi farà sentire felici come un bambino.

L'abbiamo visitato ieri, all’ora di pranzo, e 45 euro del Biglietto Famiglia (2 adulti 1 bambina) non potevano essere meglio spesi per una immersione pomeridiana nell’immaginario di celluloide tra cineprese, teatri di posa e set cinematografici di una delle industrie cinematografiche più importanti al mondo.

E’ la seconda volta che entro qui.

Sembrerà singolare ma non avevo mai realizzato che il luogo si potesse visitare anche “da turista” e anni fa, per riuscire a entrare in un studio televisivo e vederne la magia, mi aggregai ad un pullman di signore di mezza età che assistevano a una puntata di C’è Posta per Te realizzata nello studio Uno. Fu abbastanza divertente: mi resi finalmente conto di come funzionava il back stage di una trasmissione televisiva registrata.

Il cinema però è un’altra cosa e oggi l’abbiamo visto.

 

 

La Luce dell'Est

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La nebbia che respiro ormai
si dirada perché davanti a me
un sole quasi bianco sale ad est

La luce si diffonde ed io
questo odore di funghi faccio mio
seguendo il mio ricordo verso est
Piccoli stivali e sopra lei
una corsa in mezzo al fango e ancora lei
poi le sue labbra rosa e infine noi
Scusa se non parlo ancora slavo
mentre lei che non capiva disse bravo
e rotolammo fra sospiri e "da"

Poi seduti accanto in un'osteria
bevendo un brodo caldo che follia
io la sentivo ancora profondamente mia

Ma un ramo calpestato ed ecco che ritorno col pensiero.

E ascolto te , il passo tuo,  il tuo respiro dietro me ...

 

 

Una poesia e un Racconto

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Una Poesia

Una poesia non deve magari raccontare una storia che ha un inizio, una parte centrale e una fine, ma per me deve muoversi, mantenere un passo vivace, emettere scintille. Può muoversi in qualsiasi direzione: indietro nel tempo, nel futuro più remoto, oppure deviare per qualche sentiero non battuto. Può addirittura smettere di essere legata alla terra e andare a cercare casa tra le stelle. Può parlare attraverso una voce dall’oltretomba o viaggiare in compagnia dei salmoni, delle anatre selvatiche  o delle cavallette. Ma non è mai statica: si muove. Si muove e, anche se può avere qualche elemento misterioso che pulsa la suo interno, il suo sviluppo è intrinseco, una cosa ne suggerisce un’altra. S’irradia – o perlomeno spero tanto che s’irradi.

Un Racconto

La definizione di racconto, secondo V.S. Pritchett,  è “qualcosa di intravisto con la coda dell’occhio, di sfuggita”. Prima c’è qualcosa di intravisto. Poi quel qualcosa vien e dotato di vita, trasformato in qualcosa che illumina l’attimo e forse finirà con l’insediarsi indelebilmente nella coscienza del lettore. Cercate di farlo diventare parte dell’esperienza stessa del lettore, come ha ben detto Hemingway. Per sempre, lo scrittore spera. Per sempre. Se siamo fortunati, tanto come scrittori che come lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e resteremo poi seduti un momento o due in silenzio”.

 

 

"Posso dirle ciò che ho imparato circa gli aborti?"

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(...)  "Non é tutto" aggiunse Pedro cupamente

"Lei ... rimase incinta. Abortì. I miei genitori non sanno niente di tutto questo".

Teneva gli occhi bassi. Si vergognava ancora e si sentiva colpevole, ad anni di distanza da quella vicenda e dall'aborto.

"Capisco" gli dissi.

"Posso dirle ciò che ho imparato circa gli aborti?"

"Un aborto, o interruzione di gravidanza che dir si voglia, comporta di solito un accordo tra la madre e l'anima destinata ad entrare nel bambino. Può accadere che il corpo del bambino non sia abbastanza in salute per condurre a termine i compiti previsti nella vita a venire o che il tempo non sia giusto per le sue finealità, oppure ancora che la situazione esterna sia cambiata, come per esempio in caso di diserzione del padre quando le prospettive della madre o del bambino richiedono una figura paterna. Mi sono spiegato?"

"si", sussurrò e annuì col capo, ma non mi sembrava convinto.

Sapevo che la sua rigida educazione cattolica poteva rendergli più difficile superare il senso di colpa e la vergogna. Talvolta le nostre convinzioni consolidate si frappongono all'acquisizione di nuove conoscenze.

Tornai ai fondamenti ...

 

 

Hugo Cabret

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Hugo:

Ogni cosa ha uno scopo, perfino le macchine. Gli orologi ti dicono l'ora, i treni ti portano nei posti. Fanno quello che devono fare, come il Sig. Lavisse. Forse é per questo che i meccanismi rotti mi rendono triste: non possono più fare quello che dovrebbero. Forse é lo stesso con le persone: se perdi il tuo scopo é come se fossi rotto.

Isabelle: E' questo il tuo scopo? Aggiustare le cose?

Hugo:   Non lo so. Mio padre lo faceva.

Isabelle: Mi chiedo quale sia il mio scopo. Non lo so, forse se avessi conosciuto i miei genitori lo saprei ...

Hugo:    Vieni con me.

Subito dopo la morte di mio padre venivo sempre quassù.*  Immaginavo che tutto il mondo fosse un enorme meccanismo. Le macchine non hanno mai dei pezzi in più, hanno sempre l'esatto numer che serve.  Così ho pensato che se tutto il mondo é un'enorme macchina, io non potevo essere in più, dovevo essere qui per qualche motivo.

E questo deve valere anche per te.

 

Dal Film di Martin Scorsese, tratto dal Libro di Brian Selznick La straordinaria invenzione di Hugo Cabret

*sulla torre dell'orologio della stazione di Montparnasse, a Parigi

 

 


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Parole per pensare

Sono ciò che penso: le mie idee creano la mia identità.

(Cit.)

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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