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di Valeria Ballarati

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Home Racconti e Poesie The making of ... una storia nella storia.

The making of ... una storia nella storia.

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The making of … è una storia nella storia, la nascita e la crescita del romanzo che scrivo.

Sono sempre un po’ lenta a partire, non so come mai, dev'essere l'indecisione.

L’inizio di questo libro era stato programmato per il gennaio 2017, dopo aver deciso nell’estate 2016 a seguito del buon consiglio di un esperto. Andò così:

Lui: perché non ne fai un romanzo?

Io: ma non so neanche da che parte si comincia un romanzo!

Lui: tu fallo, poi vediamo.

Credeva in me. Credeva nelle mie possibilità. E alla fine ci ho creduto anch'io. Il libro è la trasposizione di una sceneggiatura, un’idea balzana costata dieci anni di scrittura lenta e notturna, ritagliata nei tempi possibili, comprensiva di molte revisioni per ottenere qualcosa di passabile per chi é del settore. Figuriamoci quanto potrei metterci con un libro! Ho idea che ci terremo compagnia per un po’.

Scrivere é sempre stata la mia passione. Almeno quanto leggere.


In tempi equilibrati sono così felice di scrivere che mi sbrigo con le faccende per mettermi seduta al più presto nel mio spazio, alla mia luminosa scrivania al piano di sopra, e dar sfogo ai pensieri e alle idee che altrimenti non saprebbero dove andare, col rischio di farmi apparire distaccata o all’interno di una vita sognata più che reale.

Il compito non è sempre così gioioso. La scrittura è fisica, chimica e sentimenti. A volte non ce la fai a scrivere per quanto stai male, per la tensione al collo e alle spalle, per la morsa allo stomaco e un senso di smarrimento che sbilancia e deprime allo stesso tempo. Non sai come uscirne. Io di solito mi fermo. Mangio, mi faccio una doccia, piango, vado a far compere e così via … tutto può servire.

Ho deciso di tenere un diario del making perché penso sia interessante. Sapere a quali emozioni va incontro qualcuno mentre scrive, quali passioni, gioie, sofferenze può essere … istruttivo? E’ un buon termine? Vedremo.

Mi sentirò intanto meno sola parlando a profusione dell’argomento che mi fa felice, senza rischiare di rompere a chi non interessa. Qui infatti si può scegliere: ti fermi, leggi. Non ti interessa? Passi oltre e nessuno rimarrà scontento. Una situazione idilliaca.

Perché la scrittura, alla fine, ti rinchiude nella prigione dorata e ti fa sentire anche un po’ solo. Chi scrive ha bisogno di sapere che razza di scritto può aver generato e una voce che non sia quella del genitore é sicuramente più obiettiva. Ma la scrittura in nuce non è materia che interessa. A parte le poche attenzioni e le rassicurazioni superficiali dei familiari, chi scrive un romanzo viene bellamente snobbato sino al termine del libro e ciò è banalmente frustrante.

Il confronto mentre si scrive per altri é necessario, direi vitale. Sapere se un paragrafo è interessante o insulso serve al suo miglioramento. Condividere ciò che giornalmente nasce nello scritto e nei pensieri é un invito a prender parte al progetto, rende tutti maggiormente coinvolti. Ma poiché nessuno è realmente disposto a parte gli addetti ai lavori, ecco che la soluzione appare ovvia: buttare di nuovo tutto in scrittura.

Spero sarà divertente. Cullo l’illusione che altri si divertano a leggere almeno quanto me a scrivere.

Se volete seguire passo passo quel che succede mentre un tentativo di romanzo viene scritto da una persona qualsiasi, vi prego, fatevi avanti e non  siate timidi: vi stavo aspettando. Un solo avvertimento: non sarà un best seller. Scrivere é una passione ma questo solo un modo per tenerci compagnia e scrivere ancora. Ciao,

V.

"Dietro questa mia domanda c'é il nucleo profondo della scrittura, c'è quel bisogno di raccontare, di mettere sulla carta storie che aggiungano storie alla vita, pagine ai giorni, che possano arrivare agli altri, e aprire significati, possibilità, e persino incanto o magia." Roberto Cotroneo

 

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"Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte."

Kahlil Gibran

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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