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di Valeria Ballarati

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Home Racconti e Poesie The making of ... ma il romanzo, che fine ha fatto?

The making of ... ma il romanzo, che fine ha fatto?

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Oggi ho avuto bisogno di nuovi Fiori di Bach. Poco fà ho preso Hornbeam, Mimulus, Larch e Clematis.

Hornbeam: per smetterla di rimandare e cominciare a scrivere, da giorni vorrei ma non succedeva;

Mimulus: per la mia paura di cominciare;

Larch: perché temo che il non cominciare possa riferirsi alla scarsa fiducia nelle mie capacità, e al dubbio di fallire;

Clematis: per calare il sogno nella realtà, per farlo approdare in questo preciso istante e riuscire a metterlo su carta, oltre che a immaginarlo.

Pare stiano già funzionando: ho un'immediata voglia di raccontarvi cosa succedeva in questi giorni di silenzio e assenza ...


La scorsa settimana ero quasi giunta al termine della rilettura generale del romanzo: dal capitolo sedici mi mancavano solo quattro pagine e avrei dovuto ricominciare a scrivere. Mentre leggevo, forte delle successive quattro pagine ancora da leggere, trovavo spunti interessanti ed aggiungevo paragrafi. Arrivata al termine del capitolo mi accorgo però che le successive non sono più il romanzo bensì una semplice cronologia. Qualche giorno prima avevo aggiunto una Timeline degli eventi, mi sembrava una buona idea oltre che una comodità per il lettore, e me ne ero completamente dimenticata! Non avevo nient'altro di scritto! Panico.

Nient'altro da leggere?! Tutto nuovamente da creare!! La serenità di poco prima e la piacevolezza dell'integrare l'esistente, senza pensieri, é sparita d'un lampo e così, mentre tentavo di rassicurarmi senza riuscirci, mollavo il colpo. Pazienza. Faccio altre cose e in serata racconto l'episodio a una collega dei Fiori. Lei mi suggerisce di vagliare anche il rimedio Rock Rose - il fiore del terrore - per come lo raccontavo. Ma era più una sorta di sorpresa che non di spavento ... o forse ero spaventata ma non lo realizzavo: il punto é che fino a quando sapevo di avere pagine già scritte (e solo da sistemare) ero serena, e poco dopo non lo ero più.

La serenità é davvero qualcosa di relativo alla mente, alle emozioni, ai pensieri.

Basta un niente per scalfirla.

L'ho raccontato anche a mia figlia, la quale mi ha detto una cosa talmente ragionevole - "Mamma, ma anche quello che rileggevi era stato scritto DA TE" - da lasciarmi senza parole. Ha ragione. E' così. Di cosa ho paura?

Di conseguenza ho ripreso i fiori per farmi passare queste emozioni negative e adesso proseguo con la scrittura.

A presto,

V.

P.s. Lo scorso lunedì il corso non c'é stato, Salvatore aveva la febbre. Oggi nemmeno ci sarà: mancano solo le prossime due lezioni. Con tutta probabilità visiteremo una  produzione: non vedo l'ora.

"Il bello della scrittura é che si imparano molte cose nuove: su se stessi e sul mondo. Finisce sempre che alla fine sei cambiato tu, ed é cambiato il mondo attorno a te. Per questo la tentazione di diventare romanzieri é irresistibile." Roberto Cotroneo, Il Sogno di scrivere

 

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Parole per pensare

Sono ciò che penso: le mie idee creano la mia identità.

(Cit.)

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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