Mangiabiologico.it

di Valeria Ballarati

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Racconti e Poesie The making of ... piccoli aggiustamenti

The making of ... piccoli aggiustamenti

E-mail Stampa PDF

Piccoli aggiustamenti si susseguono durante la scrittura.

Sono migliorativi della forma espressa grammaticalmente, che all'inizio sembra andare bene ma riletta in seguito può sempre essere migliorata. La soluzione diversa esistente, un modo che non avevi visto prima, emerge solo alla rilettura.

Piccoli aggiustamenti si susseguono anche nell vita.

Da un giorno e mezzo non riuscivo più a scrivere a causa di una faccenda relativa ai Counselor che si protraeva da anni. Mi aveva dato da pensare il recente parere del Ministero della Salute che riteneva i Counselor fuorilegge, supportando la teoria dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

Il Consiglio di Stato ha invece confermato ieri che la professione di Counselor non solo ci sta a cecio nella legge 4-2013 ma ha dichiarato che l’iscrizione al Mise di Assocounseling, l’Associazione di categoria, era completa nella documentazione  e nelle procedure necessarie all’iscrizione, e pertanto correttamente ammessa, dando torto all’Ordine degli Psicologi che intentava causa sostenendo una sovrapposizione di ruoli, su cui perlatro non si sono pronunciati, non essendo questo di loro competenza. Se uno sconfina in abusi ci sono ben altri Organi competenti ...


La faccenda era preoccupante per via di ciò che facciamo anche noi, Consulenti di Fiori di Bach, che operiamo sotto l’egida della stessa legge.  Il lavoro di un BFRP consiste esclusivamente nell’individuare il rimedio da associare all’emozione raccontata da colui che vuole imparare il metodo, in accordo con la persona stessa. Il nostro ruolo è semplicemente insegnare il metodo originale dei Fiori di Bach e spiegarne le teorie: niente di più e niente di meno. Ci sono libri che ne parlano e ci siamo noi. Non ci teniamo a sovrapporci a nessuno: né al Medico, né allo Psicologo, né al Counselor. A un certo punto della nostra vita ci é piaciuta l’idea del Dottor Bach (avendola provata) abbiamo deciso di frequentare i Corsi internazionali della Fondazione (uguali in tutto il mondo) e portare avanti il suo ideale così come lo aveva lasciato per iscritto, senza cambiare, togliere o aggiungere (il metodo originale). Anche i suoi collaboratori di allora non erano laureati e ugualmente noi oggi siamo persone di ogni estrazione sociale.

"Non c'è bisogno di nessuna Scienza, nessuna conoscenza

al di fuori dei semplici metodi descritti nel libro."

Questa durezza degli psicologi e il tentativo di far passare i colleghi come quelli che svolgono abusivamente la professione medica senza averne titolo mi disturbava profondamente, non era così, nessuno di noi fa diagnosi o si occupa di malattie mentali.

Non riuscivo più a scrivere pensando alla deriva che la situazione poteva portare e l'ha resa bene Valleri nella sua lettera al Direttore di Quotidiano Sanità:

"Non tutto quello che attiene al tema del benessere, delle relazioni, del potenziamento delle risorse personali, delle modalità con cui affrontare un disagio può essere ricondotto all’ambito sanitario, non tutti i rapporti tra gli esseri umani possono essere “patologizzati”.

Non si capisce manco perché dovremmo considerarli patologia.

Vi racconto un aneddoto. Quando lavorai al Libro Bianco per la Sanità del Lazio conobbi l’ideatore della bella trovata della sovrapposizione di ruoli, il quale non mi stringeva nemmeno la mano avendo saputo che ero un Consulente di Fiori di Bach. Quando parlai brevemente della teoria del Dr Bach, che include le semplici emozioni umane, quelle che chiunque prova nella vita di tutti i giorni, s’alzò apostrofandomi con: “Eh no! Le emozioni sono competenza nostra!” Risposi semplicemente: “le emozioni sono di chi le prova”, e ancora oggi non capisco il senso di quell'affermazione. Di cosa si sarà sentito defraudato?

Oggi poi un’altra bella notizia. I Fiori di Bach originali cambiano di classificazione e come nel resto d’Europa diventano “Alimenti”, saranno cioé di libera vendita, proprio come avrebbe voluto il Dr Bach:

"Sono affamato, vado nell'orto e raccolgo le foglie per il mio thé.

Sono spaventato e malato, prendo una dose di Mimulus."

E’ come se si aprisse un cassetto della memoria e finalmente saltassero fuori forme e costruzioni note, già sentite, già utilizzate. Una specie di bagaglio dimenticato che riaffiora, come i ricordi e le competenze provenienti dalle molte letture degli anni precedenti la scrittura, che permettono in seguito l’utilizzo di un linguaggio appropriato.

A questo proposito pensavo che con l’avvento della rete scrivere oggi è diventato molto più facile. Quando cerchi una notizia o un riscontro lo trovi immediatamente. Tutto arriva velocemente in più contenuti ed è meraviglioso quanto il proprio bisogno ne esca soddisfatto. La rete fornisce spunti, parole, una narrazione che non avevi considerato mentre ci pensavi da solo.

Comunque, tutto è bene ciò che finisce bene: i Counselor, I Fiori e anche la scrittura.

Essendo più tranquilla ho ricominciato a scrivere. Revisiono il capitolo 22, da pagina 100 in poi.

“Habent sua fata libelli”. Ogni libro ha il suo destino. E’ cioé predestinato indipendentemente dal merito, oppure presto o tardi verrà dimenticato. Mi vanno bene entrambe le definizioni.

L’importante è averlo scritto, finirlo, e ... ci sono quasi.

V.



 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna



Parole per pensare

Anton Egò:
Non ricordol'ultima volta
che ho chiesto di porgere i miei complimenti allo Chef;
e ora mi trovo nella straordinaria circostanza
che il mio cameriere ...
é il mio Chef!

Linguini:
Grazie ma questa sera sono solo il suo cameriere.

Egò:
Allora chi ringrazio per la cena?


«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

- See more at: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/la-pazza-gioia-paolo-virzi.html#sthash.F3ffjhMI.dpuf

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

- See more at: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/la-pazza-gioia-paolo-virzi.html#sthash.F3ffjhMI.dpuf

Fiori di Bach e Cartoni Animati 8


LARCH

Quando non credi abbastanza

nelle tue possibilità