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di Valeria Ballarati

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Home Racconti e Poesie Alla fine, tutto bene

Alla fine, tutto bene

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La vita é un grande Luna Park.

Sei su un trenino che lento lento ti porta sù sù e il secondo dopo ti scaglia a tutta velocità in una discesa mozzafiato, dentro a curve paraboliche dove ti reggi a fatica, lo stomaco si chiude, e un groppo strozzagola ti chiude le vie respiratorie.

Ne esci vivo ma sconvolto.


Non é per la presentazione che parlo così: la Presentazione N. 1 é andata benissimo!

Molte persone - un centinaio - una giornata spettacolare, musica bellissima, buon cibo ... tutto veramente perfetto. E' che il giorno prima mia madre e mia sorella mi fanno una sorpresa: le trovo sorridenti con grandi mazzi di fiori davanti al cancello. Erano venute in aereo da Milano per assistere alla presentazione. Che gioia! La felicità proprio. Ma sabato mattina ecco il guaio: mia madre ha un malore, cade in cucina e si rompe femore e collo dell'anca. Chiamiamo l'ambulanza. Passiamo la vigilia della presentazione in Pronto Soccorso.

Il Pronto Soccorso di Anzio é l'inferno Dantesco.

Dante deve aver avuto una visione del PS di Anzio quando l'ha scritto ... tutte le sale visita da 1 erano al limite del collasso e ognuna conteneva almeno 4 persone doloranti per mergenze di tipo diverso: fratturati, incoscenti, sanguinanti, assenti da rianimare, impasticcati, piangenti dal dolore e dal bisogno di conforto perché avevano perso la mamma ...  nella sala visita di mia madre, 4 mt x 4 mt, cinque barelle di Esseri doloranti una sull'altra. Ora li sposteranno, penso io. No. Lei passa li due giorni interi, non c'é posto in reparto.  Scrivo sulla pagina FB del Ministro Speranza: almeno racconto cosa succede.

L'organizzazione del Ps é tanto carente quanto la gentilezza del personale. Nessuno ti dice niente di cosa sta succedendo al tuo caro e tu vai mendicando informazioni a chiunque indossi una divisa da medico, e magari non c'entra niente perché era li di passaggio, cosicché davvero gli rompi le scatole inutilmente e involontariamente. Manca totalmente lo spazio, l'aria, e l'informazione medico-paziente. E' il caos più totale. La disorganizzazione più totale. Ma perché? Chi può sistemare questa faccenda? L'avevo sentito dire, ma a passarci é lampante.

Diversa la situazione al reparto ortopedico e in chirurgia, dove ho trovato tutti e quattro i chirurghi gentili, pronti a rispondere, e una Caposala comprensibilmente rigida ma gentile con la mamma e attenta a fare il suo dovere.

Il Dott. Vincenzo Castelli é stato il più paziente di tutti. Si é seduto con me fuori dalla sala operatoria, mi ha speigato per bene cosa s'era fatta la mamma - l'apprendevo in quel momento! - precisando che l'avrebbe operata di li a un'ora, nel pomeriggio, perché era un intervento lungo, e anche se era in servizio dal primo mattino. E' uscito dalla sala opertoria tutto sudato ...  Attendevamo notizie dell'intervento dalla mattina alle sette e mezza, perché così ci avevano detto in Ps; quando s'é seduto con me erano già le due e mezza, il primo turno era finito, i chirurghi del mattino, gli strumentisti, gli infermieri se n'erano andati e mamma ancora non saliva ... immaginate la preoccupazione. Non é giusto lasciare le persone senza informazioni così.

Va da sé che con questa esperienza non ho più pensato alla mia presentazione ... solo il giorno dopo, quando l'ho rivista, e ho capito che di notte aveva dormito grazie all'antidolorifico - nonostante il casino - ho ripensato all'evento. All'arrivo a l'Abbraccio ho cercato di essere calma, e ho preso il Rescue. La mia difficoltà principale era prestare attenzione alle domande; ero come soprapensiero e quando mi son resa conto mi son messa d'impegno.

Dai commenti ricevuti sembra essere andato tutto bene.

Valentino Lupo ha suonato con la sua chitarra i Pink Floyd e Massimiliano ha cantato T'aggio vuluto bene a te e My Way.

Anche questa corsa sulle montagne russe é finita. Alla fine, tutto bene. Sono sempre nel Luna Park ma d'ora in avanti, se non é chiedere troppo, preferirei provare la giostra per bambini.

Credo mi piacerà di più.

V.



 



 

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Parole per pensare

Anton Egò:
Non ricordol'ultima volta
che ho chiesto di porgere i miei complimenti allo Chef;
e ora mi trovo nella straordinaria circostanza
che il mio cameriere ...
é il mio Chef!

Linguini:
Grazie ma questa sera sono solo il suo cameriere.

Egò:
Allora chi ringrazio per la cena?


«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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