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di Valeria Ballarati

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Home Racconti e Poesie Non sempre c'é un lieto fine

Non sempre c'é un lieto fine

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Adesso che mi sono riposata qualche giorno ho voglia di raccontarvi com’è andata all'ultimo esame dell’anno accademico.

Ero stravolta! Finito il ripasso avevo un mal di testa che mi si portava via, persistente dal giorno prima, e persin male agli occhi. Ho dovuto andare a dormire per qualche ora.

L’ultimo esame era Istituzioni di Filosofia Antica. Materia spettacolare.

I Filosofi antichi sono invincibili.

Hanno un fascino irresistibile (almeno per me);  sollecitano pensieri, incalzano emozioni, accelerano il cuore laddove un senso è ritrovato nei sentimenti. I Filosofi antichi ti mostrano le ragioni premendo dolcemente i tasti giusti. Come dice il Professor Forcignanò 'scrivono nell'anima' ...


Purtroppo però l’esame non è andato come m'aspettavo: non sono riuscita a dimostrare l’interesse, né l’impegno profuso. Il linguaggio filosofico di cui non ho abbastanza padronanza, l’emozione del primo esame in presenza, e un testo non adeguatamente commentato hanno influito sul risultato: 25.

Chiamo mia madre a Milano per dirglielo; lei, che non vedeva l'ora, e recitava preghiere per me dal giorno prima, sente il tono di voce dispiaciuto. 

Lei: "Sa l'é ul minim?" (quant'é il minimo)  io: 18.

"e aluà!?!  Vinticin' l'é bel: cuntentàs!" (a allora!? 25 é bello: accontentati!)

Nel suo saggio e anziano pragmatismo tutto milanese mi fa così ridere e mi riporta subito saldamente a terra.

La vita è così buffa. Se penso che é l’esame dove mi sono spesa di più, dove ho dato la maggiore attenzione e ore di studio (non che nelle altre non avessi studiato, ma qui c'era moltissimo materiale) riascoltando e addirittura sbobinando le lezioni, e nonostante tutto ho avuto il voto più basso tra gli esami sostenuti, é davvero buffo: non sempre c'é un lieto fine.

C'è da dire che le cose vanno sempre come devono andare, hanno ragione gli stoici.

Certo, mi spiace non aver preso un paio di punti in più ma pazienza, andrà bene così. Dopotutto ho 54 anni, faccio una cosa che mai avrei pensato di poter fare, la faccio al meglio che posso … direi che può bastare. Bisogna essere anche un po’ realisti. Quando ripassammo coi compagni di corso – hanno l’età di mia figlia – li ho sentiti parlare e ho visto che sono più meritevoli; hanno la padronanza dei termini filosofici, un linguaggio forbito e puntuale, sanno argomentare ricollegando argomenti, insomma: 'spade'* rispetto a me. Mi sono affezionata ad alcuni di loro: Luciano, Simone, Daniele, Vincenzino (non so se é reciproco).

La filosofia antica non è una disciplina da poco. Ci vuole impegno, forse il mio non é stato sufficiente.

A settembre ho visto che ci sarà un meraviglioso corso su Socrate e un altro su Pasolini. Chissà se riuscirò a frequentare: la faccenda del lasciapassare verde sta assumendo contorni inquietanti e se l’università dovesse davvero accettarlo, come spero non accada, sarò costretta ad abbandonare gli studi.

Non mi presterò a questa ingiustizia palese, nonostante tenga molto agli studi. Non è accettabile. Si tratta di un vero e proprio ricatto, un pessimo segnale in arrivo dalle istituzioni e bisogna assolutamente sottrarsi a questi modi che sanno di tempi bui antichi.

Al momento alcuni studenti hanno ricevuto una mail dal Professore che richiede il lasciapassare per sostenere gli esami di settembre in presenza.

Inoltre sta passando un messaggio DISTORTO, e cioè che si ha bisogno di qualcosa per certificare d’essere persona SANA. Ma da che mondo è mondo LE PERSONE SONO SANE, non hanno bisogno di dimostrarlo a nessuno. Quando invece sono MALATE accusano SINTOMI e da li cominciano una cura. Qui si cerca di far avallare l’insano tentativo di porre come condizione per la vita una qualche certificazione di sanità, sotto forma di test diagnostico o cura preventiva per chi NON E’ MALATO, e da cui ogni stortura successiva viene fatta derivare. Il test preventivo va abbandonato.

Da pochi giorni su Telegram é nato un movimento di dissenso studentesco in Sapienza, che già viene screditato da siti come Fanpage e similari. A oggi gli iscritti sono più di 8000 tra studenti e simpatizzanti, e si tratta di 32 diversi gruppi in molte università italiane. Si uniranno alle manifestazioni apartitiche di piazza del sabato, organizzate dai genitori e dai sanitari. Parteciperò anch’io, come ho fatto quattro anni fa per l’ignobile legge lorenzin.

E per il resto ricomincerò la mia vita di sempre: occuparmi della casa lasciata a sé stessa per troppo tempo, cucinare (poco e fresco), pulire il vialetto come si deve, far la spesa con cognizione di causa e non all’ultimo secondo, per ovviare al frigorifero disperato. La sera invece leggerò come al solito.

Ho cominciato Memorie di Hans Jonas, ma come potete vedere ne ho molti altri da leggere. 

Vi auguro Buone vacanze, in campana col lasciapassare.

Ci risentiamo a settembre.

V.

spade* - a Roma si dice per indicare qualcuno di veramente bravo in qualcosa.

.

"per gli umani, che accada loro quel che vogliono non é la cosa migliore"  

Stobbeo, che cita Eraclìto. Fr.59. (Nel senso che gli imprevisti, i dolori, obbligano la coscienza a un sobbalzo dall'inerzia che di solito la intrappola, e sono occasioni per evolvere)


 

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