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di Valeria Ballarati

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Buone vacanze estive!

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Buon Anno!

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Tanti auguri a tutti!

Spero che l'anno nuovo sia ricco di soddisfazioni ed empatia.


 

MT&C Medicine tradizionali e complementari

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3.2.1

Perché si ricorre alla MT&C?

(...) Sebbene sussistano aspetti comuni alla base delle ragioni che motivano le persone ad utilizzare la MT&C, si manifestano anche molte differenze tra paesi e regioni. Alcuni studi indicano che le persone scelgono la MT&C per svariati motivi, tra i quali un’accresciuta domanda di tutti i servizi sanitari, il desiderio di ottenere più informazioni per una maggiore cognizione delle opzioni disponibili, una crescente insoddisfazione verso i servizi sanitari esistenti, oltre ad un rinnovato interesse per “l’attenzione alla persona nella sua globalità” e per la prevenzione delle malattie, aspetti più spesso associati  alla MT&C.

Va aggiunto che la MT&C riconosce la necessità di puntare sulla qualità della vita quando non c’è possibilità di cura (20). Ad esempio è stato osservato che i pazienti si rivolgono al Royal London Hospital for Integrated Medicine perché altri trattamenti hanno fallito, oppure per una loro preferenza personale o culturale, oppure a causa di effetti avversi comparsi con altri trattamenti. (...)

Strategia dell'OMS per la Medicina Tradizionale 2014-2023

Pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/92455/14/9789241506090_ita.pdf


 

La responsabilità di Dio e degli Uomini

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“Devo dire che l'esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.”
Primo Levi


Lessi il suo libro quando avevo 15 anni. Era un libro di ghiaccio. Si sentiva il freddo uscire dalle pagine. Non era il ben noto freddo invernale ma piuttosto un freddo dell'Anima, un vuoto d'Anima e di Speranza. Ripensando al libro - sono passati trent'anni -  conservo questa sensazione. Se potessi dirgli due parole credo proverei a dire che non é Dio ad aver costruito Auschwitz, ma l'uomo. Non é Dio ad imprigionare e rendono schiavi altri uomini, ma l'uomo. Forse, la responsabilità non é di Dio ma degli uomini.

 

Seminare il futuro!

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16 ottobre 2016
seminiamo insieme per un'agricoltura libera

Iscriviti all'evento!
per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Perché partecipare?
Per comprendere il lavoro degli agricoltori e i valori dell’agricoltura bio! Per vivere un’esperienza semplice e indimenticabile da veri protagonisti!

Chi ci ospita?
30 aziende agricole biologiche e biodinamiche di tutta Italia, da nord a sud, aprono le loro porte per ospitare tutti noi: bimbi, genitori, nonni, giovani!

L'iniziativa
Una giornata dedicata alla semina collettiva di cereali biologici, a stretto contatto con la terra fertile che ogni anno fa crescere piante e dona frutti che sono vero nutrimento.

http://www.seminareilfuturo.it/aziende-aderenti/

 

Buona vacanza!

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Epidemia di colera a Soho nel 1854

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Nel 1854 scoppiò un'epidemia di colera nel quartiere di Soho, a Londra, proveniente dall'acqua della pompa di Broad Street. Questa fu l'epidemia peggiore e terminò quando il Dr. John Snow rimosse il manico della pompa.

A quel tempo l'Ospedale Omeopatico londinese (Royal London Homeophatic Hospital)  era l'ospedale più vicino alla pompe dell'acqua e raggiunse  un notevole successo nel trattamento delle vittime dell'epidemia: il tasso di mortalità dell'Ospedale Omeopatico fu del 16% rispetto al 53% del vicino ospedale Middlesex.

Anche allora c'era scetticismo verso l'omeopatia e nel rapporto sull'epidemia i dati del RLHH furono omessi. Vennero pubblicati solo dopo un discorso di fuoco di Lord Grosvenor, presidente del consiglio dell'Ospedale, alla camera dei Lord.

Fonte: https://www.uclh.nhs.uk/OURSERVICES/OURHOSPITALS/RLHIM/Pages/historyofrlhim.aspx

Commento:

Epidemia.
16% dei morti all'Ospedale Omeopatico
53% dei morti all'Ospedale convezionale.
Nel 1854.


 

Raccolta fondi per bloccare il piano Silletti-bis

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Ulivi da abbattere, Trepuzzi, 11 ottobre 2015

C’è da fare una premessa. Il Piano Silletti, il piano che prevede la distruzione di migliaia di Ulivi, anche secolari, anche monumentali, e che distruggerà il paesaggio, l’ambiente e la salute pubblica del Salento, è un Piano Straordinario, ossia è un Piano per cui si deroga a tantissime norme ordinarie dello Stato.
Per questo è stato approvato (e poi rinnovato) lo stato di emergenza da parte del Governo e della Protezione Civile.
In emergenza tutto può essere derogato, anche i più elementari diritti costituzionali.

La battaglia contro l’inganno Xylella è la madre di tutte le battaglie.

 

Buone Vacanze 2015

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       Ci risentiamo a Settembre.



 

La Comunità Monastica di Camaldoli

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Camaldoli, fondata mille anni fa da san Romualdo, è una comunità di monaci benedettini. Le sue due case, il sacro Eremo e il Monastero, immerse nella pace della foresta, rappresentano due dimensioni fondamentali dell’esperienza monastica, la solitudine e la comunione.

La comunità monastica vive nella ricerca di Dio, nella preghiera e nel lavoro, e si apre alla condivisione con gli uomini e le donne del nostro tempo soprattutto attraverso l’ospitalità.

La Foresteria offre uno spazio aperto a tutti, di approfondimento spirituale e culturale, di dialogo e di incontro.


“Noi non siamo migliori della gente del mondo per il fatto che siamo venuti qui e ci siamo chiusi fra queste mura; anzi, chiunque è venuto qui, proprio per il fatto di esserci venuto, ha riconosciuto di fronte a se stesso, di essere peggiore della gente del mondo… E quanto più un monaco vivrà fra le sue quattro mura, tanto più profondamente dovrà rendersene conto. Perché, in caso contrario, non valeva nemmeno la pena che ci venisse. Questa consapevolezza è il coronamento della nostra vita di monaci, e anche della vita di ogni uomo. Giacché i monaci non sono esseri diversi dagli altri; essi sono soltanto come dovrebbero essere tutti gli uomini sulla terra” (Fëdor Dostoevskij, I Fratelli Karamazov).


Commento:

era tanto tempo che desideravo andarci. Bel posto, per lo Spirito. Un luogo di pace tra gli alberi.

 

Due o Tre Croci

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Giorni addietro nel negozio dove lavoro venne un turista, un non-cliente abituale veneto.

Ci raccontò di quando era studente all'università.

Aveva un professore che entrava in classe salutandoli con "Analfabeti buongiorno!" e già come inizio non era male ... quando invece doveva far firmare gli esami chiedeva di firmare con "due croci qua, per favore".

Al termine del ciclo di studi, dopo la discussione di laurea, lo chiama nuovamente per firmare:

"Tre croci qua, per favore"
e il novello Laureato: come Prof? Ne ho sempre messe due!
E lui: "Si, ma da oggi é Dottore ... tre croci qua, grazie".

Ci siamo divertiti.

v.b.

 


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Parole per pensare

Sono ciò che penso: le mie idee creano la mia identità.

(Cit.)

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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