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di Valeria Ballarati

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Un incubo

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E' un po' che non ci sentiamo e c'è un motivo.

A Roma si direbbe che 'non so più a chi dare i resti', è stato un ottobre piuttosto intenso.

Sono ricominciati i corsi all'università e dunque appunti da sistemare e studiare, libri da leggere, e in più la raccolta firme per il referendum abrogativo del green pass, che mi ha occupato ogni sabato pomeriggio e domenica mattina, momenti che avrei da dedicato alla casa, a ripassare, riordinare le idee.

Non è stato proprio facile seguire tutto, resto pur sempre l'AD di questa Family Company, e non è poco a incombenze neanche questo. E' stata tutta una corsa, tutta un'organizzazione, e solo così mi sono destreggiata - come un equilibrista sul filo - tra l’ascoltare una lezione a distanza e infornare una torta salata, ripassare Marx giovane e piegare i panni asciutti, ritrovare cosa aveva detto Wittgenstein a Filosofia della scienza per paragonarlo a quanto spiegato a Estetica del Prof. Marchetti [mentre facevo spesa], e soprassediamo sui panni da stirare. Aspetteranno tempi migliori.


Oltre ai 4 corsi che avevo deciso di seguire quest’anno ce n’è un altro iniziato l’anno scorso, multidisciplinare sull'agenda 2030, altrettanto impegnativo in ore di webinar. Per non parlare di STORIA GRECA, che ho dovuto abbandonare, decisione sofferta e recente.

Mi rendo conto che riesco a prendere le decisioni giuste per me, ma mi porto inevitabilmente dietro i postumi della sofferenza relativa alla scelta. Infatti questa notte ho avuto un incubo.

Ero a un esame.

Una giovane e ben disposta Prof di Filosofia antica affiancava il noto e amato professore che presenziava con piglio severo. Iniziavo a rispondere ai quesiti ma ero insicura e alla seconda domanda avevo una sorta di vuoto completo, non ricordavo nulla, non riuscivo a spiegarmelo né sapevo come fare. Rispondevo poi a una terza domanda ma l'esame era ormai compromesso nella valutazione. Dopo un breve consulto tra loro ricevevo il mio voto, basso, troppo basso, e stava dunque a me decidere se accettarlo o rifiutarlo. L'indecisione era tra accettare uno standard inferiore e proseguire negli studi, oppure fermare la tabella di marcia e ricominciare a studiare nel tentativo di avere un voto migliore. Un intoppo in ogni caso. Mi sono svegliata per l'agitazione ... senza aver deciso.

E' bella storia greca, mi piace, ma darò l’esame solo dopo aver letto Iliade e Odissea a cui il Professor Guizzi sembra tenere particolarmente. Li ho trovati usati al mercatino delle pulci che si tiene ad Anzio ogni ultimo sabato del mese. Ho trovato anche l’Eneide di Adriano Bacchielli, edizione Paravia 1963, e un ‘Romanzo dell’archeologia sulle civiltà sepolte’ - 1961 – scritto da un giornalista, con una prefazione di Ranuccio Bianchi Bandinelli, archeologo e storico dell’arte, che lo definisce "libro di piacevole divulgazione, che attira il lettore con quel tanto di avventuroso che accompagna ogni grande scoperta del passato".

Credo siano stati buoni acquisti per l’esame di storia greca, li leggerò in estate.

Incubi a parte va tutto bene, sono solo un po' stanca e indietro con gli appunti: conto di recuperare pian piano nel dopocena e nel fine settimana.

Le lezioni su MARX del Professor Mustè sono deliziose. All’inizio dell’anno accademico ci ha riferito un concetto che mi è particolarmente piaciuto: laddove esiste un errore, là c'è una possibilità di miglioramento. E’ così vero. Per molto tempo nella mia vita non mi sono concessa di sbagliare. Da bravo Larch pensavo di valere meno di altri e con la prospettiva del fallimento non provavo nemmeno a fare cose. Non facendole non mi davo neanche la possibilità di sbagliare, di imparare, e invece si procede proprio per errori. Non è un disvalore, è una possibilità, ed è bello sentirlo dire.

Le lezioni del Professor Gensini di filosofia del Linguaggio sono gradevolissime, ricche, ancor più interessanti mescolate ai concetti di Wittgenstein sul linguaggio. Mi spiace davvero di non poter partecipare in presenza alle sue lezioni, per via del green pass. A lezione chiama i dissidenti vaccinali 'novax', uno stigma, un'etichetta come tante altre - frocio, negro - ed è singolare sentirlo da un linguista, vale a dire qualcuno che conosce bene l'uso delle parole ... ma soprattutto perchè noi dissidenti spieghiamo bene le nostre ragioni ponendo alcune lecite domande su questi nuovi farmaci, terapie geniche ostinatamente chiamate 'vaccini' quando non lo sono. 

Infine, studio da me il corso su Hegel del Professor De Fiore, mentre ho ascoltato le prime lezioni del suo nuovo corso su Pasolini che non conoscevo. Trovo creativi i suoi corsi, ha un modo multimediale di fare lezione, integrando tecniche, testi e strumenti diversi per far comprendere gli argomenti.

Come potete intuire è tutto molto impegnativo dal punto di vista della vita e dello studio ma, del resto, perché uno si iscrive a Filosofia, cos’è in ultima analisi la filosofia ? Un amore disinteressato per la conoscenza e il ricercarla per colmare ciò che non possiedi, senza curarti della fatica essendo proprio ciò che vuoi. Devo solo stare attenta a non esagerare.

A presto,

V.

P.S. mi farò un nuovo mix, credo d'aver bisogno di ELM IMPATIENS e AGRIMONY 

 

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Fiori di Bach e Cartoni 14 Ciuchino


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