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di Valeria Ballarati

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Fatti

Cicatrici

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È accaduto così quel giorno. Sono i cosiddetti ricordi indelebili. Entrano direttamente nella memoria a lungo termine più importante, quella storica. Ero preparato, avevo pensato a quel momento da tanto. Sapevo che sarebbe arrivato. Prima mai. Di quel pericolare periodo intendo. Perché per arrivare a quel punto di non ritorno ti devi macchiare di infamia. E questo per il mio carattere, per il mio "essere" non è contemplato. Per primo ho messo sul tavolo le manette, quasi contemporaneamente le chiavi. Chi era davanti a me non parlava. Mi ha accolto nel suo ufficio con uno sguardo che dice tutto. Quei silenzi che parlano. Anche l'atmosfera parlava. Si respirava. Una bolla emotiva. Solo chi ha una sensibilità particolare mi può capire. Gli altri non mi interessano. Non mi sedetti. Restai appositamente in piedi. Il secondo fu il tesserino. Ci mise un po' ad uscire dalla custodia, come in un romanzo quando le istituzioni, per mezzo dei suoi esecutori, portano via i bimbi ai genitori e loro si attaccano disperatamente alla porta. Un vano tentativo che però è anche un bellissimo gesto d'amore. Poi è toccato al distintivo. L'occhio si è concentrato subito sul simbolo principe, la stella che rappresenta lo Stato. Già lo Stato. Quello per cui ho dedicato quasi una vita intera. Ma il passato non conta. C'era il "qui e ora". Per ultimo l'arma. La sicura inserita. L'estrazione del caricatore. Poi come da manuale: "arma in sicura e priva di caricatore (doppio scarrellamento con arma puntata verso un punto sicuro) arma scarica". Il suono metallico echeggiava ancora quando misi l'arma sulla scrivania. Poi le firme e il saluto. Non si mosse chi era dall'altra parte. Mi vennero in mente le parole di una bellissima canzone

<<Spesso gli sbirri e i carabinieri Al proprio dovere vengono meno.

Ma non quando sono in alta uniforme.

E l'accompagnarono al primo treno.>>

Poi uscii. Non parlai con nessuno. Solo un abbraccio con un paio di colleghi, un attimo eterno. (...)

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Ambientalismo e Chico

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Con uno sparo, come uno sparo, scoppiò in faccia al mondo il problema della deforestazione in Amazzonia.

Così la storia di Francisco Alves Mendes Filho, o Chico Mendes, comincia, a partire dall’alba della sua attività in difesa dei seringueiros, i “raccoglitori di gomma” di caucciù. Gente che viveva nella foresta da oltre cent’anni, una vita di sussistenza serena garantita dalla raccolta di lattice, di noci brasiliane e altre attività pienamente sostenibili.

Alle prime avvisaglie di aggressione alla foresta, Francisco Alves Mendes Filho, estrattore di caucciù fin dalla nascita, formò un’unione dei seringueiros portandoli a battersi contro la devastazione e per creare aree protette, “riserve estrattive” gestite da comunità locali. Seppe unire contadini, indios, sindacalisti, preti e politici attorno a un’idea rivoluzionaria di foresta: un luogo senza padroni, in cui alberi e uomini possano vivere e crescere insieme, gli uni custodi degli altri.

Dedicò praticamente tutta la sua vita alla difesa dei lavoratori e dei popoli della foresta. Partecipò alla fondazione del Sindacato dei Lavoratori Rurali di Brasiléia e Xapuri, oltre alla fondazione del Partito dei Lavoratori dell’Acre e del Consiglio Nazionale degli estrattori di caucciù.

Nella sua lotta fuse il lavoro sindacale, la difesa della foresta e la militanza partigiana. Il suo lavoro fu riconosciuto internazionalmente, essendo stato premiato varie volte, anche dalle Nazioni Unite, che nel 1987 lo riconoscono come uno dei più influenti difensori della natura, conferendogli a Washington il premio Global 500 dell’Unep, agenzia dell’Onu per la tutela dell’ambiente.

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Gli antinfiammatori andavano bene!

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10 Volte Meglio, UCDL e il partito Animalista - Cambio d'ariaE’ su tutti i giornali, solo oggi, la notizia relativa all’utilizzo degli antinfiammatori per la cura precoce del Covid.

Lo conferma uno studio di 'The Lancet’, la prestigiosa rivista scientifica internazionale che riassume i risultati delle ricerche del Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

“La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90%”, afferma la rivista. Due anni e mezzo dopo, finalmente, quello che i medici del Comitato Cura Domiciliare Covid-19 dicono dal marzo del 2020 è finalmente scolpito nella pietra.

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E' caduto il governo 'dei migliori'

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E' caduto il governo. 

"Dei migliori" dicevano ma, a me, tutta 'sta miglioria, non m'é parso proprio di vederla. Invece mi sembra di aver visto bene il contrario, e cioé l'inizio di una dittatura mascherata da democrazia.

Intanto ci hanno tolto DIRITTI da due anni a questa parte, con una serie di misure che ricordano tanto il fascismo, a partire da quel documento là, che sembrava divenuto necessario per compiere i normali gesti della vita quotidiana: il Green Pass, una tessera fascista 3.0.

Il governo dei migliori ha ricattato e impedito alle persone di lavorare quando l'art.1 della nostra Costituzione recita: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro." Se abbiamo disatteso l'art. 1, figuriamoci cosa può esser successo dopo ... vediamolo brevemente.

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Un'importante sentenza

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Dopo tanto buio, finalmente un po' di luce ...

Il 6 luglio 2022 diventerà una data importante. Il tribunale di Firenze ha approvato una sentenza che annulla il provvedimento preso dall’Ordine degli Psicologi della Toscana nei confronti di una dei suoi iscritti, il motivo: “la sospensione dell’esercizio della professione rischia di compromettere beni primari dell’individuo quale il diritto al sostentamento e il diritto al lavoro”Dopo due anni di lotta – in cui sono stati in molti a combattere per difendere la propria libertà e i propri diritti – “una grande giudice e una grande sentenza” aprono un nuovo spiraglio e danno un po’ di speranza.

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La strategia psicologica del totalitarismo, la sua ossessione del controllo delle masse e il transumanesimo.

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COVID-19 y el totalitarismo venezolano - EsLibertad“Prendo spunto da una recente intervista del Prof Mattias Desmet, psicologo, apparsa sui social media durante la quale ha analizzato il processo di formazione delle masse per proporre una riflessione che giudico importante e attuale.

Oggigiorno la nostra vita quotidiana è frenetica per la quantità crescente di scadenze lavorative e burocratiche da ottemperare. Una vera e propria catena di montaggio in termini di assorbimento e dispendio di energie.

Questa condizione, ormai, ci costringe ad analisi spesso superficiale e sbrigativa su molti temi e allora si tende ad affidarsi ai “main stream media” (MSM). Spesso i MSM però ci propongono analisi parziali, che tendono a imporci un punto di vista parziale che ci preclude la possibilità di sviluppare un punto di vista più ampio. Quasi sempre, infatti, i fenomeni sociali sono interconnessi e coinvolgono diversi piani, generando progressivamente l’effetto e l’impatto complessivo sulle nostre vite.

I piani sono spesso molteplici e possono sembrare distaccati se l’analisi e sbrigativa, quali: il piano scientifico, quello medico-sanitario, sociale, psicologico ed antropologico che invece spesso si intersecano e molto frequentemente sono interdipendenti.

Quindi, quando si parla troppo e solo di virus e/o di pandemia in realtà spesso si tratta di un banale stratagemma per distogliere le coscienze dai veri obiettivi che si stanno perseguendo. Un po' come si fa con il sonaglio dei bambini.

I totalitarismi moderni, infatti, hanno ormai dismesso l’uniforme e le parate militari, si sono evoluti adeguandosi ai tempi.


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L'indirizzo della Sapienza

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Negli stessi giorni in cui gli italiani che hanno legittimamente scelto di non vaccinarsi stanno ricevendo i primi avvisi relativi alle inique sanzioni, l’Università di Roma La Sapienza organizza per i suoi studenti una Lectio Magistralis del Presidente della Corte Europea dei diritti dell’uomo, intitolata “Diritti umani e persone vulnerabili”.

All’incontro parteciperanno il Presidente della Corte costituzionale e altri eminenti giuristi. Naturalmente vorrei partecipare anch’io: chi non sarebbe lieto di sentir parlare di diritti umani, di questi tempi?

Ma purtroppo non mi è possibile: come già accaduto per le celebrazioni della Festa della Donna, l’8 marzo scorso, la Sapienza subordina la partecipazione all’esibizione dell’inutile Green Pass e assegna 0,5 crediti formativi agli studenti che partecipano “in presenza” (e quindi con il Green Pass), ma non a quelli che partecipano “da remoto”.

Come è possibile che la Rettrice della Sapienza o il Presidente della Corte costituzionale o lo stesso Presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo non si rendano conto della macroscopica contraddizione che esiste tra organizzare una Lectio Magistralis sui diritti umani, e consentire la partecipazione alla stessa a una sola categoria di studenti? E come è possibile che non se ne rendano conto gli stessi studenti?


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il sistema cinese IDPay italiano

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Il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale Vittorio Colao ha dichiarato:

"Stiamo elaborando una piattaforma per l'erogazione di tutti i benefici sociali, il nome è IDPay, dove avverrà tutto direttamente in digitale. Già nel mese di Aprile ci sarà l'avvio della «piattaforma dell’INTEROPERABILITÀ» dove alcune grandi pubbliche amministrazioni come l'AGENZIA DELLE ENTRATE, l’ANAGRAFE, il MINISTERO DELL’INTERNO e l'INPS AGGANCERANNO I PROPRI DATI. In questa piattaforma sarà presente ANCHE il FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO di ogni cittadino, “al fine di avere anche sul piano sanitario la possibilità di teleconsulto, tele-monitoraggio e gestione da remoto”. 

Vogliamo provare a ipotizzare uno scenario?

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Art. 32

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Art. 32

«La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».


(...) L’azione del Governo prefigura possibili violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali garantiti dall’ordinamento italiano, con specifico riferimento al diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione, che antepone, sul piano sistematico, il diritto individuale all’interesse collettivo («La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività»: e non viceversa).


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Inghiottiti dal metaverso: i rischi di un mondo visto con gli occhiali “intelligenti”

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Attraverso gli smart glasses molti stanno pensando di leggere la meta a cui stiamo tendendo: il metaverso: qualcosa in più di un mondo virtuale, una realtà estesa, un cyberspazio comune in cui balzare da un’attività all’altra muniti solo di avatar. Quali sono i rischi?

La notizia della collaborazione tra Facebook e Luxottica ha rimbalzato ovunque, non tanto per il prodotto in sé, quanto più per la direzione che il prodotto annuncia. Con i Ray-Ban Stories puoi scattare foto (di qualità molto discreta) e condividerle direttamente sui social. È, inoltre, possibile ascoltare musica, comunicando con l’oggetto tramite assistente vocale.

È evidente che non siano propriamente rivoluzionari. Allora perché hanno fatto tanto parlare di sé? Attraverso gli smart glasses molti stanno pensando di leggere la meta a cui stiamo tendendo: il metaverso, progetto già da tempo svelato da Zuckerberg. Non solo i Ray-Ban, ma tutto quanto sembra suggerirci un futuro tecnologico simile. La vita intera finirà per assumere i connotati della gamification? In questo articolo descriverò alcuni prodromi del metaverso e le sue possibili conseguenze.

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Romanzo

La storia dell'uomo e
della scoperta
dei Fiori di Bach.

Booktrailer



Fiori di Bach e Cartoni 21 Gobbo

CRAB APPLE

Per accettarsi maggiormente nell'aspetto fisico

o per un bisogno di pulizia interiore