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di Valeria Ballarati

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Pop-Hoolista: il concerto di Fedez a Roma

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C’é un incantevole cielo arancione in direzione del mare questa sera, e un grande arcobaleno che sbuca dalle nuvole dai toni grigi verso la zona dei castelli romani, mentre in auto raggiungiamo il Palalottomatica. Roma accoglie così il concerto di Fedez, ed é una pura casualità per noi essere qui stasera, all’ultimo momento e con biglietti omaggio. Non sto a raccontarvi. Mi metto in fila alla cassa accrediti ...

Due moderne e giovani ragazze mi guardano a turno ridendo del mio abbigliamento: principalmente delle mie scarpe, classiche, sicuramente non adatte all’evento, e probabilmente anche del mio non più giovanile cappottino. Vabbé, cosa importa.

C’è fila all’ingresso nonostante i tanti varchi aperti. Sono tanti questi ragazzi!  Una volta dentro al palazzetto, all’apertura della porta che da sul grande palco allestito al centro del parterre, le nostre ragazze - mia figlia Angelica e la sua amica Yasmin - hanno un’espressione indeterminabile di stupore, misto forse a gioia e incredulità per essere li: é il loro primo concerto.

Cerchiamo i posti, sono già occupati. La Signora si è sbagliata di settore, capita, è successo anche a noi poco prima di superare l’entrata adatta, le indichiamo il giusto settore per il suo biglietto. Tanti genitori come noi stasera sono venuti ad accompagnare figli giovanissimi, che indossano le fasce Fedez annodate sulla fronte, acquistate dagli immancabili venditori dall’accento napoletano nel parcheggio antistante il palazzetto. Altri hanno i cappellini Newtopia, l’etichetta discografica fondata da Fedez col suo amico J-Ax.

Un’operatrice camera fa ginnastica per le spalle davanti a noi: lo spettacolo non tarderà a cominciare. Noto gruppetti di bottiglie d’acqua sul palco e penso “vedi come cambiano le cose: agli spettacoli di Guccini c’erano i fiaschi di vino!” e ricordo anche quando entrammo qui l’ultima volta, per il concerto di Gianni Morandi: l’età media non era 13/15 come oggi bensì  65/70. “Ma qualcosa di adatto a noi?” dico a mio marito, e ridiamo.

Le ragazze sono agitatissime e felici. E’ bello vederle così di questi tempi, un periodo in cui affrontano i primi cambiamenti e ti scansano se proponi un abbraccio, sono stranamente enigmatiche, talvolta tristi e deluse, non sai mai bene cosa stanno passando.  Ma non stasera, stasera è ok!

Le luci si accendono e spengono in successione, un boato e sul palco appare lui. Jeans e una felpa Diesel sembra un ragazzo qualsiasi, é strano pensare che sia la Star. Sembra emozionato. Fa un rispettoso giro di palco per salutare tutti i settori, urlanti al suo passaggio, e ci vuole un momento prima che finisca e il suo viso scompaia dallo smisurato schermo posizionato in alto.

Parte un filmato: Fedez al leggìo come il presidente degli stati uniti d’america presenta una parodia di proposte elettorali improponibili, e a seguire il grande cantautore, che dal suo punto di vista ci spiega come può essere un artista (si potrà dire che non ce n’era bisogno?).  Alcuni noti personaggi televisivi vengono riproposti nei loro sproloqui tv sui suoi tatuaggi, modi di fare ed esprimersi. Dario Fò introduce le definizioni delle parole POPULISTA (il nome del Tour) e MERITOCRAZIA attraverso filmati dalla grafica oltremodo divertente, servendosi di un programma UINDOUS con simil-logo a quadrotti ma con in più vaso di fiori e tendine alla finestra (uindous, appunto). E’ forte chi ha realizzato questa grafica, bella scelta!

Fedez canta e suona la sua chitarra blu su un palchetto rialzato, a partire da Generazione Boh, chiedendo “Roma vai a tempo!” e vi dico che non c’era bisogno di chiedere … con Cardinal Chic mette l’immagine di un Cristo dentro a un enorme orologio Rolex sceso dall’alto - “è peggio mettere un Rolex su un cardinale” - e mentre i video lo seguono sottolineando i concetti, canta dell’amore nelle sue diverse sfumature attraverso Amore Low Cost, Voglio averti accanto (anziché su Facebook)  Olivia Oil e Amore Eternit, spiegando ai più giovani cos’è l’eternit e cosa ha significato per una generazione. Con l’arrivo di Noemi ecco apparire un enorme cuore ingabbiato e in Sirene parla delle barche, dell’immigrazione mentre in video scorrono mostri mitologici e greche.
In Non c’è due senza trash l’enorme immagine centrale di una Madonna ha la faccia di Barbara D’Urso attorniata da immagini più piccole Belen, Maria de Filippi e Zio Michele, un trionfo del nostro trash quotidiano; si traveste da assorbente femminile in Vivere in Campagna Pubblicitaria per rimarcare quanto "Product Placement" ci sia oramai anche all’interno di manifestazioni artistiche, luogo su cui non concorda e che ritiene andrebbe preservato.

Nella parte finale dello show riappare in una strepitosa tutina rosa con mantello blu da super-eroe per cantare e ballare Alfonso Signorini; i ragazzi cantano in coro anche Faccio Brutto, Come una Polaroid, Si scrive schiavitù e si legge libertà accendendo le luci dei loro cellulari nell’oscurità. E' finita l'era degli accendini.

Scherza quando dice “Adesso è il momento del pezzo che mi sta dando le maggiori soddisfazioni … come ... 30 milioni di soddisfazioni" e in Magnifico la sua voce scompare, inglobata nelle voci dei diecimila venuti a cantare con lui, sui quali scendono stelle filanti e coriandoli dorati.  Lo sente, naturalmente, e al termine osa un “Fatevi un cazzo di applauso, Roma!”

Infine la hit famosa, Cigno Nero (sentii una volta Angelica cantarla) e io cambio idea sulle luci dei telefonini che mi erano parse poco romantiche nel pezzo precedente, rispetto ai vecchi accendini. Ora sono davvero tantissime e lucenti come stelle danno origine ad una porzione di cielo stellato. Fedez si fa un video personale delle stelle: "da qui é spettacolare!".

E poi ci saluta ricordando il discorso di incoraggiamento usato negli anni scorsi a chiusura dei concerti (“se ce l’ho fatta io possono farcela tutti”) ammettendo che forse era sbagliato. Alla fine dei conti gli era parso a tratti egoista, ci aveva pensato, realizzando “non siete voi che dovete diventare come me, sono io che spero di diventare come uno di voi” e ripreso il controllo della voce alterata (commossa?) si lancia nella finale Vi porto a ballare dove a volume altissimo tutti ballano, anche i musicisti, per infilarsi subito dopo in una bolla d’aria di pvc trasparente e fare un giretto sui fans, i teenagers’ che lo tengono saldamente in alto, sorreggendolo con il loro giovanile affetto.

v.b.

 

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