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di Valeria Ballarati

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I misteri di Borgo Montello

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Le recenti crisi dei rifiuti a Napoli hanno portato alla ribalta il problema della gestione dell'immondizia e del connesso business da parte delle ecomafie. E' una questione che interessa anche Anzio e Nettuno, che conferiscono i rifiuti nella discarica di Borgo Montello.

Il sito è gestito dalla Società Indeco srl, che appartiene al gruppo Green Holding S.p.A. controllato da due finanziarie lussemburghesi Double Green SA e Adami SA, oltre a Ecoambiente Srl. In realtà dietro le scatole cinesi della Green Holding si cela Giuseppe Grossi, amministratore delegato della società, che il 20 ottobre 2009 é stato arrestato dalle Fiamme Gialle per appropriazione indebita e frode fiscale, uno dei tanti episodi della saga dei rifiuti che da 20 anni interessa il nostro territorio.

Si tratta di vicende spesso sottovalutate dai mass media, eppure su questo tema il 30 giugno dell'anno scorso si é svolta un'audizione del Procuratore della Repubblica di Latina Nunzia D'Elia presso la commissione parlamentare, sulle attività illecite connesse ai rifiuti. Alla seduta era presente, in rappresentanza del Governo, il senatore Candido De Angelis che, come esponente politico locale, su questa presunta bomba ecologica nel nostro territorio dovrebbe fornire delle informazioni ai suoi cittadini.

La discarica andrebbe monitorata approfonditamente perché, secondo l'Enea, nasconde una massa metallica di notevole e dubbia entità.

Si tratterebbe del carico di veleni, trasportato nei primi anni '90 dalle navi Zenobia e Karin B, di cui hanno parlato i pentiti di camorra Carmine Schiavone e di 'ndrangheta Francesco Fonti. Le dichiarazioni dei due collaboratori di giustizia si intrecciano con un'inchiesta della Digos di Latina, nata da una denuncia di un ex operaio della discarica. Nel 1992 quest'uomo disse di aver partecipato alle operazioni notturne di interramento nella discarica di 10.500  fusti di sostanze chimiche. Per questi motivi nel 1995 il Comune di Latina commissionò uno studio all'Enea dal quale emerse la presenza di tre grandi ammassi metallici, ma stranamente di questo dossier si sono successivamente perse le tracce e a tutt'oggi nessuna verifica ambientale è stata fatta per approfondire lal vicenda. Si tratta di uno dei tanti misteri che ruotano intorno alla discarica di Borgo MOntello, dove tutto scompare ...

Uguale sorte é infatti toccata anche al piezometro dell'Arpa, L'Agenzia Regionale per la protezione ambientale, collocato in questa zona nel 2005 per il prelievo dello sostanze liquide presenti nel sottosuolo e che avrebbe accertato la presenza di sostanze tossiche non compatibili con una discarica di rifiuti urbani, ma anche di questo impianto non si hanno più notizie ...

Ma la misteriosa sparizione di tutto ciò che si imbatte nella discarica dei veleni in passato aveva interessato anche una persona. Nel marzo del 1995 il parroco d Borgo Montello Don Cesare Boschin fu trovato incaprettato nella sua canonica, dopo essere stato seviziato. Il religioso con un comitato di cittadini si era interessato alle oscure vicende del sito dei rifiuti e poco prima dell'uccisione si era recato dai carabinieri. Il suo cadavere fu ritrovato con un cerotto sulla bocca ...

di Massimo Alberghini

su Scaccomatto - n° 3 Marzo 2011

 

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