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di Valeria Ballarati

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La strategia psicologica del totalitarismo, la sua ossessione del controllo delle masse e il transumanesimo.

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COVID-19 y el totalitarismo venezolano - EsLibertad“Prendo spunto da una recente intervista del Prof Mattias Desmet, psicologo, apparsa sui social media durante la quale ha analizzato il processo di formazione delle masse per proporre una riflessione che giudico importante e attuale.

Oggigiorno la nostra vita quotidiana è frenetica per la quantità crescente di scadenze lavorative e burocratiche da ottemperare. Una vera e propria catena di montaggio in termini di assorbimento e dispendio di energie.

Questa condizione, ormai, ci costringe ad analisi spesso superficiale e sbrigativa su molti temi e allora si tende ad affidarsi ai “main stream media” (MSM). Spesso i MSM però ci propongono analisi parziali, che tendono a imporci un punto di vista parziale che ci preclude la possibilità di sviluppare un punto di vista più ampio. Quasi sempre, infatti, i fenomeni sociali sono interconnessi e coinvolgono diversi piani, generando progressivamente l’effetto e l’impatto complessivo sulle nostre vite.

I piani sono spesso molteplici e possono sembrare distaccati se l’analisi e sbrigativa, quali: il piano scientifico, quello medico-sanitario, sociale, psicologico ed antropologico che invece spesso si intersecano e molto frequentemente sono interdipendenti.

Quindi, quando si parla troppo e solo di virus e/o di pandemia in realtà spesso si tratta di un banale stratagemma per distogliere le coscienze dai veri obiettivi che si stanno perseguendo. Un po' come si fa con il sonaglio dei bambini.

I totalitarismi moderni, infatti, hanno ormai dismesso l’uniforme e le parate militari, si sono evoluti adeguandosi ai tempi.


Oggi, infatti, si camuffano da sistemi democratici (un lupo che indossa la pelle d’agnello è uno dei loro simboli preferiti) e i loro gerarchi indossano abiti blu con camicia bianca e cravatta, occupano la maggioranza delle posizioni di vertice e di potere di uno stato occidentale, delle grandi industrie multinazionali, di organizzazioni militari, ambientaliste ed umanitarie. Usano modi apparentemente gentili e concilianti. Trovano nella “nobiltà nera” europea la loro origine e la loro radice.

In realtà, continuano ad utilizzare l’inganno, la menzogna, e la crudeltà gratuita verso i dissidenti come sistemi portanti del loro regime per garantirsi il potere. Rappresentano il sincretismo fra questi due forme di totalitarismi: Il comunismo e il liberismo, due facce della stessa medaglia, con lo stesso obiettivo: puntare alla distruzione della dimensione umana dell’individuo, della famiglia e delle società e delle radici culturali e valoriali dei popoli e delle civiltà, vera barriera difensiva e “sistema immunitario naturale” contro la corruzione morale ed etica delle società e dei popoli, principale ostacolo alla loro sete insaziabile di dominio.

Sono intrisi di cultura della morte e di relativismo morale. Sono, a prima vista, più difficili da riconoscere per un occhio inesperto. Ma nei fatti nulla è cambiato nel loro modo di agire, nei loro caratteri distintivi, comportamenti, nei loro obiettivi e nei loro scopi. Si credono Dio e ne vogliono prendere il posto nella creazione.

Sono una élite globalista trasversale, neo-malthusiana, si fanno chiamare “Illuminati” e considerano il resto dell’umanità “bestiame umano”, “mangiatori inutili” e vogliono de-popolare il pianeta (ndr Cingolani, Hariri, Gates). Trovano nel “superomismo” la loro filosofia di riferimento per la realizzazione dell’egemonia che li ossessiona.

Negli anni ’50 la parola “eugenetica” è stata sostituita con il termine “Transumanesimo”. Ma sempre di eugenetica si tratta.

In questi ultimi due anni hanno accelerato il loro programma. Ma il principale nemico da combattere è dentro di noi stessi.

Il totalitarismo di una ristretta élite, senza il sostegno e il consenso della gente, non potrebbe infatti esistere.

Evidentemente il totalitarismo “risuona” ancora nel cuore di molti italiani e occidentali.

Siamo una civiltà decaduta, corrotta nei costumi. Da moltissimi anni abbiamo rinunciato a vivere in un modo etico e morale che ha nel trascendente il punto di riferimento unico. Siamo diventati atei e nel consumismo e nel nichilismo abbiamo trovato una nuova religione pagana.

Ci sono stati propinati lentamente con strategie comunicative sottili, spesso subliminali (“programmazione predittiva”), modelli di società basati sulla competizione e il conflitto sociale (es. Hunger Games Society), governati da un’élite crudele e spietata.

Ci hanno continuamente proposto film catastrofici in cui un virus letale sterminava la popolazione mondiale per coltivare il terrore nelle nostre menti, sempre più isolate. Ci hanno offerto tecnologie che ci portano a vivere in modo compulsivo (es. smartphone e social network). Un po' alla volta nei decenni a piccole dosi, però progressive, per farci vivere esclusivamente nella dimensione materiale, atomizzati (separati e refrattari emotivamente alla condizione del nostro prossimo rinunciando così al “sentire comune”, al “buon senso”, alla connessione psicologica e mentale fra persone, alla dimensione sociale e spirituale della vita.

Il “sistema immunitario” e  “tessuto connettivo” delle società umane sono stati volutamente e progressivamente distrutti. Ci hanno schiacciati e confinati a vivere prevalentemente sul piano delle emozioni, soprattutto negative nell’ultimo periodo, grazie agli stimoli continui che ci inviano grazie alla tecnologia che controllano.

Ci hanno abituati e ingabbiati così nella nostra vita quotidiana ad utilizzare prevalentemente la parte ancestrale del nostro cervello, quello rettile, impedendoci l’accesso agli altri due livelli del cervello, cioè al mondo dei sentimenti, della ragione e dello spirito che ci distinguono dal resto del Creato.

I grandi filosofi latini e medievali descrissero in modo accurato, perché funzionasse da monito per le future generazioni, i comportamenti prevalenti determinati dagli istinti di base, legati alla sopravvivenza generati dalla parte meno evoluta del nostro cervello, quello rettile. Utilizzarono dei proverbi per distillarne la verità essenziale e garantirne la massima trasmissibilità scritta e orale alle future generazioni.

Questo nostro atteggiamento distratto e rinunciatario ha lasciato campo libero per la realizzazione del loro piano di sottomissione dei loro simili, trasformandoli in schiavi e “materiale di consumo”, in strumenti per il loro potere politico ed economico.

Come è stato possibile?

Conoscono molto bene la psicologia collettiva e delle masse. Sanno come trasformare popolazioni identitarie, come la nostra, in masse manovrabili perché in balia di input esterni e quindi etero-dirette.

Cos’è una massa?

Una massa, come descrive bene il Prof Mattias Desmet nella sua intervista è un gruppo che non si è formato a causa delle forti connessioni fra gli individui ma piuttosto è un gruppo che si è formato perché ogni individuo ha forti connessioni, separate e isolate, con la collettività di cui fa parte guidata, da una ristretta cerchia di persone al comando, un’élite.

Gli individui di una massa sentono apparentemente una forte solidarietà e senso d’appartenenza (cittadinanza), ma non è la solidarietà di un individuo con un altro individuo è una solidarietà di ciascun individuo con la collettività, cioè con il suo gruppo di comando.

Questo spiega perché, per esempio anche durante la crisi del coronavirus, tutti parlavano di “solidarietà” (termine ampiamente abusato), proponevano piena “solidarietà” e allo stesso tempo accettavano di non essere autorizzati ad aiutare uno dei loro vicini o conoscenti che magari aveva avuto un incidente in strada o stava male, a meno che non avessero guanti e mascherina a disposizione. Questo è l’input riportato addirittura per iscritto sul sito web del Governo Europeo.

Allo stesso tempo le persone hanno anche accettato durante l’emergenza coronavirus, mentre loro padre e madre stavano morendo, di non essere autorizzati a visitarli e lo abbiamo fatto in nome della solidarietà verso gli anziani.

Questa è la ragione per cui in una massa tutta l’energia psichica e psicologica è sottratta e deviata dai ponti sociali fra gli individui e viene dirottata e investita in toto nella costruzione di ponti sociali dei singoli individui, separatamente e distintamente, con la collettività (cioè verso il suo gruppo di comando elitario).

Questo spiega perché gli individui di una massa o nella formazione di una massa o in uno stato totalitario finiscono sempre per creare un’atmosfera radicalmente paranoica in cui i cittadini segnalano volontariamente le persone, che prima della formazione di una massa amavano di più, alla collettività se hanno la sensazione che questi individui non mostrino abbastanza obbedienza alle regole definite dal gruppo di comando, anche se arbitrarie e/o ingiuste”.

Avendo così sterilizzato il “tessuto connettivo” dei sentimenti (del sentire reciproco, fonte di scambi continui fra individui, che unisce tutti gli individui di una comunità), cioè la mente collettiva, l’empatia, la considerazione e l’inclusione verso il prossimo sono ormai merce rara, così come la compassione e solidarietà. Prevale, in nome di una falsa sicurezza, l’indifferenza asettica, nella sua accezione più negativa.

Sappiamo bene, come indicano molti filosofi di inizio ‘900 (I. Khan), che la mente ha la stessa qualità della terra. Restituisce in grande abbondanza ciò che vi si semina. Se semini fiori ti restituisce fiori in abbondanza, se semini odio restituisce moltissimo odio.

Questa condizione psicologica delle masse diventa quindi il “pabulum” ideale per lo sviluppo della cultura della morte, camuffata da cultura dei diritti (senza doveri) e della solidarietà, ma non verso il loro prossimo, non verso gli Italiani, ma verso qualcuno che non conosciamo di altri continenti, che è funzionale al loro piano egemone di sostituzione etnica, con il quale non abbiamo mai alcun rapporto di tipo sociale o conoscenza. In questo modo hanno programmato la comparsa progressiva e prevalente di un nuovo cittadino italiano ed europeo senza radici, apolide, consumatore compulsivo, lavoratore a qualsiasi condizione, meglio se sussidiato (“nessuno morde la mano che gli fornisce il cibo”).

In questo alveo s’inserisce anche il “transumanesimo” che vuole snaturare l’essenza dell’uomo, ne cancella l’impronta divina fino ad alterarne il DNA, per mettere l’essere umano al servizio della tecnologia e del loro sistema produttivo pianificato e programmato e poter così esercitare un controllo totale sulla vita degli individui, controllarne gli spostamenti, i pensieri, i comportamenti, i sentimenti, le emozioni, le azioni e le reazioni. Facendo diventare l’individuo uno strumento “hackerabile”, quindi standardizzabile, controllabile e programmabile, sostituibile in qualsiasi momento, raggruppabile in 3 principali categorie: iper-consumatori o iper-lavoratori (privi di vita privata o familiare confinati a vivere nel metaverso), o in maggioranza sussidiati per trasformarli al bisogno in un’arma non convenzionale di tipo sociale, un elemento di pressione sociale etero-diretto, ecc.) completamente nelle loro mani.

Risulta, quindi, importante cercare di comunicare questo scenario ormai chiaro, in ogni occasione e ognuno per le proprie possibilità, e cercare di risvegliare le coscienze dormienti, per farle uscire da questa ipnosi collettiva, di tipo lisergico, da questo stato letargico e proporre loro di tornare alla vera vita umana, nella verità e nella libertà per ricostruire la nostra civiltà e la nostra società per il bene delle future generazioni. Partendo dal territorio, dal porta a porta.”

Leonardo Guerra

Un intervento di Leonardo Guerra, biologo molecolare, nel corso di una manifestazione di cittadini in piazza Dante a Verona.

Finalmente qualcuno che la vede come me. Preparo un articolo dello stesso tenore, con le analogie che ho riscontrato. Uno storico famoso si é espresso dicendo che non c'é paragone coi totalitarismi del passato, col fascismo nostrano del passato, mentre io credo che non sia così.

 

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