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di Valeria Ballarati

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La lettera del giudice inglese al Console italiano

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Il giudice inglese Robert Peel, l’uomo che ha negato ai genitori di #IndiGregory il diritto di trasferire la figlia in Italia per essere curata dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma, ha inviato questa ignobile lettera al Console italiano a Manchester, che aveva scritto a lui di attivare la nostra giurisdizione sul caso della piccola vittima dopo la concessione della cittadinanza italiana.

“Potresti aver sentito che con grande tristezza Indi Gregory è morta… La sua famiglia è nei miei pensieri… presumo che tu non voglia procedere con la richiesta…”.

Non solo quest’uomo ha rivendicato il diritto di decidere che la vita di un essere umano indifeso e innocente dovesse indiscutibilmente finire – “nel suo migliore interesse” – nonostante pareri medici contrastanti, ma ora si permette anche il lusso di un’ipocrita tristezza intrisa di ironia cinica.

Non c’è nulla che metta in pericolo i diritti umani fondamentali più di un giudice che crede di essere Dio onnipotente.

Fonte

Commento:

c'é qualcosa di irrimediabilmente guasto nella mente di questa persona, che decide col pollice verso - come se fossimo al Colosseo - della morte di una neonata, e poi scrive a chi mostrava l'umanità dell'accoglienza (caratteristica propria del genere umano) una frase come: "avrà sentito che é morta, immagino non vorrà procedere" ????? Oh brutto ceffo! L'ha deciso Lei! é stata una sua decisione ed é inutile che ne parla come se la cosa non la riguardasse, come se fosse la decisione di un terzo.

E poi, di quale tristezza parla? Se davvero fosse stato triste, se davvero pensare alla morte la rendeva triste, non avrebbe deciso per la sua morte. Poche storie.

Circola anche quella storiella che il suo intento fosse il "best interest" e il "non creare sofferenza". Be' caro Giudice Robert Peel, soprassedendo sulla sua specializzazione in controversie finanziarie, Le do una notizia: Lei ha creato sofferenza al cubo! Ha creato sofferenza ai genitori, alla famiglia, nonché alle migliaia e migliaia di persone che hanno vissuto la vicenda come se li riguardasse da vicino, con sgomento e lacrime. Era stato lo stesso per Alfie e Charlie.

Chi Le da il diritto di creare così tanta sofferenza in tutti noi?

Pensavamo non l'avreste mai più rifatto, dopo il clamore e l'indignazione suscitata dalle vicende di Alfie, Charlie, e dei bambini di cui abbiamo saputo in quelle occasioni. E invece lo rifate sempre! E infatti rieccoci.

Chi vi autorizza a sostituirvi al grande Creatore di tutte le cose? Chi vi credete di essere?

C'é qualcosa di profondamente ingiusto - e assolutamente da mettere a posto - in questa faccenda. Ripeto: il giorno in cui accettiamo serenamente che un fragile venga soppresso "legalmente" proprio perché é fragile, non é ancora arrivato.

Se qualcuno ha un'idea al proposito si faccia avanti. 

V.

Qui trovate la lettera che Provita consegnerà ai genitori il giorno del funerale. Sono state raccolte quasi 50.000 firme

Per avere un'idea del grado di indignazione dei cittadini italiani circa la vicenda, potete dare un'occhiata sotto a un qualsiasi post dell'Ambasciata inglese in Italia: https://www.facebook.com/ukinitaly. Ma sono comunque giorni che se ne sente parlare ovunque. 

 

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

- See more at: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/la-pazza-gioia-paolo-virzi.html#sthash.F3ffjhMI.dpuf

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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