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di Valeria Ballarati

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Home I miei pensieri prima di ... Tutto é bene quel che finisce bene

Tutto é bene quel che finisce bene

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Quanto tempo è passato dall’ultima chiacchierata con voi.

Era l’estate scorsa, cadeva il Governo ‘dei migliori’ e ne parlai brevemente … mi vien da pensare che quello odierno non é che sia meglio ma, per un momento, vedendo un cambio nuovo al vertice - una donna - ci avevo quasi sperato. Noi Esseri femminili abbiamo solitamente uno sguardo diverso: come dice la Filosofa Nussbaum “l’intelligenza delle emozioni” che purtroppo qui risulta abbondantemente nascosta sotto la retorica del linguaggio politico, di cui la nostra Presidente è davvero maestra. Un esempio?

Mandiamo armi ma siamo per la pace: "Stop a invio di armi? Non avremmo la pace".  

Ma non parliamo di cose tristi. Parliamo di cose belle!

E dunque, diciamo che arrivò anche settembre, ed era da giugno che preparavo l’esame della Prof. Stimilli su Socrate e il Novecento (da quando andammo a riposarci una settimana a Ponza); però quando venne il momento non mi sentivo pronta, rimandai di nuovo e ho fatto bene: per novembre finii di prepararmi e fu un successo. Fummo credo entrambe felici dell'esposizione, io tutta emozionata per l’argomento che mi aveva preso il cuore, e la Professoressa per l’interesse palesemente mostrato, dopotutto in tarda età (la mia). In effetti a seguito del corso mi sono innamorata della figura di Alcibiade e avrei deciso l'argomento della tesi, che non vi svelo, sempreché si tratti di un buon argomento: vedremo. In ogni caso all’esame 30 e molti complimenti.

Intanto i corsi in facoltà erano ricominciati, tutte materie meravigliose: Il Capitale di Marx del prof. Musté, la Guida dei Perplessi di Maimonide del Prof. Licata, Filosofia Politica del Prof. Salvatore con il Principe di Machiavelli + Carl Schmitt, per non parlare dell’immenso e militante corso di Antropologia Filosofica della Prof. Orietta Ombrosi: Simone Weil e Hannah Arendt. Quanta bellezza in ognuno.

Ho proprio amato Simone Weil. Ho amato le sue riflessioni, in particolare la corrispondenza avuta con Joe Bousquet, scrittore, grande invalido civile della prima guerra,  nell’ultimo periodo della sua vita, appena tre mesi prima che lei morisse ad Ashford, nel Kent. 

Non si nascosero nulla nella scoperta dell’altro, in un misto di pensare e poetare. Temi come amicizia, sofferenza, amore, solitudine, morte e compassione rivelano un significato ontologico. Joe affermava che l'idea della morte avrebbe dovuto esser sempre presente alla vita, per calibrare meglio le azioni, e si sarebbe dovuti morire solo nella felicità per come si era vissuti. Lei gli rammentava il nucleo di bene ricoperto di un po' di materia psichica e carnale presente ad ognuno, come un uovo pronto a rompersi per far uscire il pulcino, l'amore: quello di Joe era pronto. 

Una corrispondenza densa e intima, argomenti di un senso non immediatamente visibile alla prima lettura, anche difficile da intuire per chi non ne ha fatto l'esperienza, ma che si svela in tutta la sua verità e potenza a chi é provvisto delle giuste lenti. Strana coincidenza leggere di Ashford, il luogo dove Simone morì, a me noto perché é dove il Dottor Bach si rifugiò in un periodo doloroso della sua vita.

Vorrei rendervi partecipi di questa importante e poco nota corrispondenza: pubblicherò i miei riassunti d'esame nei prossimi giorni. 

Quindi un inizio impegnativo! Fortunatamente con i compagni riuscimmo a organizzarci per gli orari sovrapposti; grazie alla collaborazione siamo riusciti a portare avanti tutte le lezioni. Non gli TUTTI esami: é chiaramente impossibile per una mente mediocre come la mia, e c'é da mettere in conto gli imprevisti della vita di cui a breve vi parlerò. Posso però dire che alla prossima sessione estiva c’é tempo e, volendo, altri esami intermedi possono essere programmati mentre presenziamo ai nuovi corsi.

A fine febbraio sono riuscita a dare gli esami di Filosofia Politica (27) e Antropologia Filosofica (29), entrambi da 12 crediti, ma cercherò dare ad aprile anche l’ultimo esame che mi ero ripromessa per la sessione appena trascorsa. Non ci ero riuscita perché in famiglia è successo un improvviso grave problema di salute, che ci ha francamente terrorizzati per come è avvenuto, e che noi riteniamo essere un effetto avverso al vaccino. Capirete che l’università è passata di colpo all’ultimo posto dei miei pensieri. Fortunatamente le cose si sono poi risolte, e quando sono finalmente tornata a casa mi son detta: davvero salto tutta la sessione esami così? Manca un mese alle ultime date: potrei riuscire a prepararmi. E così ho organizzato un piano, l'ho portato avanti con costanza, e ha funzionato.

Quindi, alla fine, tutto è bene quel che finisce bene (e l’ultimo chiuda la porta!)

I corsi del secondo semestre sono ricominciati da pochi giorni: in questa seconda parte dell’anno seguirò Filosofia della Religione, il corso del Prof. Bancalari su Heidegger; il corso di Antica su Hegel e Kant del Prof. Tommasi, e Dottrine teologiche del Prof. Lettieri. Questi tre corsi si incrociano tutti di martedì: anche in questo caso bisognerà organizzarsi per gli appunti delle lezioni.

C’è anche un altro bel corso della Prof. Stimilli su Socrate e Nietzsche. Non ce l’ho in piano studi ma, non appena finisco di preparare l’esame di aprile, lo frequenterò per il puro piacere di ascoltare.

Per ora sugli studi é tutto, a presto.

V.


 


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