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di Valeria Ballarati

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In teoria e in pratica

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Mentre addento un pezzo di cioccolato allo zenzero faccio una breve pausa e vi racconto come va con gli studi. Ho intanto preso un altro 28 a Pedagogia, e sto preparando l’esame di Filosofia Morale di fine Aprile: abbiamo da poco finito di ripassare, in gruppo su meet.

Sono ricominciate le lezioni di Filosofia Antica e anche un nuovo corso, Filosofia della Religione, che dalle prime battute é molto bello. Ho poi spedito la domanda Erasmus come uno studentello qualsiasi (per Coimbra e Lisbona, quanto mi era piaciuto il Portogallo!) ma dubito che la pandemia si fermerà in inverno, che si riuscirà a partire, e perciò se l’università straniera erogherà corsi in lingua deciderò il da farsi. 

Ma torniamo a Filosofia Morale. Questo di aprile è un appello straordinario, avrei infatti dovuto dare l’esame a febbraio, ma non sentendomi abbastanza pronta ho preferito rimandare. Perché non lo ero??

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Teologia, Filosofia e Scienza

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BERTRAND RUSSELL, Storia della filosofia occidentale (TEA, 2007).

La filosofia, nel senso in cui io intendo la parola, è qualcosa di mezzo tra la teologia e la scienza. Come la teologia, consiste in speculazioni riguardo alle quali non è stata finora possibile una conoscenza definita; come la scienza, si appella alla ragione umana piuttosto che alla autorità, sia quella della tradizione che quella della rivelazione.

Tutte le nozioni definite, direi, appartengono alla scienza; tutto il dogma, cioè quanto supera le nozioni definite, appartiene alla teologia. Ma tra la teologia e la scienza esiste una Terra di Nessuno, esposta agli attacchi di entrambe le parti; questa Terra di Nessuno è la filosofia.

Commento: buon venerdì Santo a tutti.

 

I Pluralisti

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Con Empedocle, Anassagora e Democrito ha inizio una nuova tendenza e nuove interpretazioni della realtà. Dopo le prime ipotesi moniste della scuola Ionica - un solo Arché principio di tutte le cose – dopo le dottrine di Parmenide ed Eraclito in contrasto tra una realtà immobile o in continuo divenire, la corrente detta dei PLURALISTI propone un nuovo sapere in grado di risolvere la contrapposizione essere-divenire.

Aumentando il numero dei principi organizzatori - archai - i filosofi pluralisti interpretano il mondo come un continuo unire e sciogliersi, aggregarsi e disgregarsi, a partire da elementi primari (quattro materie naturali) e forze immutabili (amore-odio) che nella realtà governano e trasformano.

E’ infatti indiscutibile che le cose del mondo variano (molteplicità dei fenomeni) ma ciò coesiste con un’unica origine del Tutto (l’Essere è uno) e il motivo della molteplicità è che tutto si trasforma sempre, assumendo ora un aspetto ora un altro.


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Interessante frammento

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Per continuare la SAGA FILOSOFICA vorrei proporre la lettura dell'unico frammento di Anassimandro giunto fino a noi. 

Perché proprio questo? 

Perché é il più antico testo filosofico occidentale, da sempre oggetto di interpretazione dei filosofi, e non essendo ancora ben compreso, gli studiosi cercano una soluzione all'enigma.

Anch'io voglio cimentarmi nell'impresa, per quanto posso capire con il mio modo di vedere le cose della vita, attingendo al bagaglio che ognuno di noi, nel suo vivere quotidiano, acquisisce.

Dunque, il frammento tradotto e riportato da DAPHNET.org dice così:

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Dove nasce la Filosofia?

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Tradizionalmente la Filosofia nasce a Mileto, una colonia greca dell’Asia Minore, nel VII sec. a.C.

Mileto è cittadina portuale, ricca e dinamica in scambi commerciali, aperta al dialogo, all’incontro con nuove culture, ai modi diversi di concepire il mondo. I milesi amavano dialogare per scoprire, avendo intuito che una maggior conoscenza aumentava le possibilità stesse dell’uomo.

Talete, Anassimandro e Anassimene sono considerati i primi filosofi[1] della storia, appartenenti a quella che viene definita “La scuola di Mileto” ma che non fu propriamente una scuola, giacché i suoi rappresentanti vissero in epoche diverse e non è certo che si conobbero.

Le scuole infatti, per come le intendiamo, sono luoghi di aggregazione, vicinanza, scambio, dove gli hetairoi (compagni) condividono un indirizzo di pensiero, un atteggiamento metodologico o culturale, ovvero alcuni tipi di interesse (a volte anche beni materiali).

Ciò che accomuna invece gli ionici è l’oggetto dei loro pensieri: l’origine della psysis, (Φύσις) PHYSIS, la natura che circonda gli uomini, primo oggetto di indagine filosofica.

Il termine deriva dal verbo “phyo”, che significa “cresco”, “nasco”, legato quindi a un concetto di energia che dà la vita, per cui i fisici (o fisiologi) si occupano della physis intesa come un movimento di generazione.


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