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di Valeria Ballarati

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Art. 32

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Art. 32

«La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».


(...) L’azione del Governo prefigura possibili violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali garantiti dall’ordinamento italiano, con specifico riferimento al diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione, che antepone, sul piano sistematico, il diritto individuale all’interesse collettivo («La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività»: e non viceversa).


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Inghiottiti dal metaverso: i rischi di un mondo visto con gli occhiali “intelligenti”

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Attraverso gli smart glasses molti stanno pensando di leggere la meta a cui stiamo tendendo: il metaverso: qualcosa in più di un mondo virtuale, una realtà estesa, un cyberspazio comune in cui balzare da un’attività all’altra muniti solo di avatar. Quali sono i rischi?

La notizia della collaborazione tra Facebook e Luxottica ha rimbalzato ovunque, non tanto per il prodotto in sé, quanto più per la direzione che il prodotto annuncia. Con i Ray-Ban Stories puoi scattare foto (di qualità molto discreta) e condividerle direttamente sui social. È, inoltre, possibile ascoltare musica, comunicando con l’oggetto tramite assistente vocale.

È evidente che non siano propriamente rivoluzionari. Allora perché hanno fatto tanto parlare di sé? Attraverso gli smart glasses molti stanno pensando di leggere la meta a cui stiamo tendendo: il metaverso, progetto già da tempo svelato da Zuckerberg. Non solo i Ray-Ban, ma tutto quanto sembra suggerirci un futuro tecnologico simile. La vita intera finirà per assumere i connotati della gamification? In questo articolo descriverò alcuni prodromi del metaverso e le sue possibili conseguenze.

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L'arte è merce

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Jeff Koons e Cattelan resteranno come Michelangelo e Caravaggio? Se lo domanda Roberto Gramiccia, cercando di capire quando l'arte, mercificata, ha smesso di rappresentare il mondo e l'uomo.

La bellezza può salvare il mondo. Così un secolo e mezzo fa Dostoevskij assegnava al linguaggio profetico dell’arte un traguardo sublime di liberazione e speranza. Centocinquantanni dopo, nel suo saggio Arte e Potere (Ediesse, 219 pagine,13 euro) Roberto Gramiccia, medico, collezionista, critico e scrittore ribalta questa prospettiva. La trasforma in una domanda provocatoria che battezza nel sottotitolo il suo libro: «Il mondo salverà la bellezza?». E capovolge completamente l’orizzonte. Trascina chi ne condivide l’urgenza dall’estetica alla politica. Perché è il mondo che va cambiato, sottratto alla voragine di senso in cui è sprofondato: il capitale che consegna l’esclusiva del comando alla finanza, alla mitologia del pensiero unico e del libero mercato, la diseguaglianza sociale che cresce a dismisura, l’uomo che perde il controllo del proprio destino. E l’arte che si accoda, si rassegna ad essere merce, una variabile del sistema che abdica alla profondità, alla storia, alla realtà. Rinuncia a farsene con l’immaginazione contrappunto e misura, continuando a cercare nella sfida alla morte la sua ragion d’essere.

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il green-OPTICON

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Un intellettuale televisivo ha affermato ineffabile, parafrasando Pasolini, che “Bisogna ritrovare quel senso poetico di amore verso la scienza e le istituzioni”.

Premesso che l’idea che Pasolini aveva della scienza e delle istituzioni era tanto complessa quanto lontana da quella del suo (e del nostro) tempo, ci sarebbe da chiedersi se il “senso poetico di amore” di cui parla il nostro intellettuale sia davvero giustificabile in una società che, nell’era post-Covid, si avvia ad essere ricostruita secondo il Panopticon (esplicitato dalla foto di copertina).


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Tra il dire e il fare c'è di mezzo il virus

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Nel paese della bugia, la verità è una malattia.
Non ha vaccino, non ha cura e neanche a metri si misura.
La verità è presagio solo di buona sorte e ai bugiardi
non rimane che tenersi il naso lungo o le gambe corte.

Gianni Rodari

Premessa
In Italia da qualche tempo, adducendo motivazioni legate all’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da coronavirus, è in atto una limitazione sempre maggiore delle legittime libertà individuali umane. Lo strumento utilizzato è il famigerato certificato digitale denominato green pass.

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PI GRECO

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Storia di un professore di matematica che un giorno, per spiegare a una classe parecchio rumorosa e maldisposta il Pi greco, disse più o meno questo:


«Il Pi greco, come sapete, è il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro. Se mettete in fila tre diametri, ottenete “quasi” la circonferenza, poiché ne manca un pezzettino. Piccolo, piccolissimo, ma manca.

Il Pi greco ci parla di noi, ci dice cosa siamo: esseri imperfetti, destinati per l’eternità a cercare qualcosa che ci manca. Per secoli si è cercato di determinare in modo finito quel decimale che manca, ma si è scoperto che quel numero è … infinito.

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Un incubo

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E' un po' che non ci sentiamo e c'è un motivo.

A Roma si direbbe che 'non so più a chi dare i resti', è stato un ottobre piuttosto intenso.

Sono ricominciati i corsi all'università e dunque appunti da sistemare e studiare, libri da leggere, e in più la raccolta firme per il referendum abrogativo del green pass, che mi ha occupato ogni sabato pomeriggio e domenica mattina, momenti che avrei da dedicato alla casa, a ripassare, riordinare le idee.

Non è stato proprio facile seguire tutto, resto pur sempre l'AD di questa Family Company, e non è poco a incombenze neanche questo. E' stata tutta una corsa, tutta un'organizzazione, e solo così mi sono destreggiata - come un equilibrista sul filo - tra l’ascoltare una lezione a distanza e infornare una torta salata, ripassare Marx giovane e piegare i panni asciutti, ritrovare cosa aveva detto Wittgenstein a Filosofia della scienza per paragonarlo a quanto spiegato a Estetica del Prof. Marchetti [mentre facevo spesa], e soprassediamo sui panni da stirare. Aspetteranno tempi migliori.


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Storie di resistenza

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Voglio raccontare una storia.

Molti anni fà, al mio paese, Buscate in provincia di Milano, il sindaco accettò una discarica a ridosso del paese. L'idea ai cittadini non andò giù.

Era una bellissima zona boschiva, la tipica brughiera lombarda nei pressi di una cava, un posto che andava tutelato, ricco di fauna e flora, e che si sarebbe trasformato in orrore.

Inizialmente si organizzarono presidi di persone.

Ogni volta che una ruspa arrivata per cominciare i lavori suonava la sirena antiaerea nella torre dell'acqua, le persone lasciavano le loro faccende e accorrevano a piedi, in bicicletta, coi trattori, camioncini e auto. Ma siccome ci provavano sempre più spesso, a ogni ora del giorno e della notte, si decise di organizzare un campo stabile, con guardie su turni.


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questa sera ho bisogno di bellezza ...

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[...]

Inoltre, per quanto si possano pensare solide le cose,

da qui tuttavia puoi notare che esse hanno corpo rado.

Nelle rocce e caverne filtra il liquido umore

dell'acqua, e tutto piange, con gocce abbondanti;

il cibo si sparge in tutto il corpo degli esseri viventi;

crescono gli alberi e portano frutto nel tempo opportuno

poichè il cibo si sparge, dall'estremo delle radici,

per tutta la pianta, attraverso i tronchi e tutti i rami;

tra i muri di casa s'insinuan le voci, e passano a volo

le stanze chiuse; il freddo rigido penetra fino alle ossa.

Tutto questo, se non esistessero spazi di vuoto, per cui possa ogni corpo passare, in nessun modo potresti vederlo accadere.

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Tutte le ragioni per dire SI alla raccolta firme

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Referendum NO Green Pass – Tutte le ragioni per dire SI alla raccolta firme

La raccolta delle firme promossa dal Comitato referendario costituito da studiosi, docenti universitari, professionisti ed esponenti della cultura italiana al fine di indire un referendum abrogativo del Green Pass, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione, ha curiosamente suscitato in questi giorni rilievi strumentali e fuorvianti, provenienti in parte da fonte anonima, in parte da soggetti noti al pubblico per avere sostenuto, in passato, posizioni critiche in opposizione alle scelte governative e in parte da soggetti che hanno avviato raccolte di firme per finalità al momento sconosciute.

Per chiarire i dubbi dei cittadini, riteniamo quindi necessario rispondere punto per punto ai rilievi suddetti:

- “Se il referendum fallisce, il Green Pass diventa obbligatorio”Non è vero. Il Green Pass è già obbligatorio, perché introdotto dal Governo con una serie di decreti legge, in parte già convertiti in legge.

“Se il referendum fallisce, si rischia di legittimare il Green Pass’Non è vero. In caso di esito negativo, il referendum abrogativo non legittimerebbe alcunché. Giuridicamente, è uno strumento predisposto per chiedere l’abrogazione – e non la legittimazione – di una legge o di un atto avente forza di legge. Il referendum, inoltre, non impedisce lo svolgimento di altre azioni, quali ricorsi, scioperi o altro: la stessa incostituzionalità delle norme sul Green Pass può essere fatta valere prima, durante e dopo il referendum. Semmai, allo stato attuale, è il comportamento degli italiani che utilizzano il Green Pass a legittimare questo odioso strumento di discriminazione individuale e sociale.


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Romanzo

La storia dell'uomo e
della scoperta
dei Fiori di Bach.

Booktrailer



Palestina, a Bilin le bombe diventano fiori - VanityFair.it

Fiori di Bach e Cartoons 15 Pimpi


 ASPEN

Se hai paura,

ma non sai bene di cosa