Mangiabiologico.it

di Valeria Ballarati

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Bla bla bla

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Molti mi segnalano sbigottiti che la società di uno dei soliti miliardari da strapazzo è stata ufficialmente autorizzata a sperimentare in vivo il Brain-Computer Interface (BCI), ossia a impiantare nel cervello di qualche povero disgraziato un bel chip che consenta al disgraziato medesimo di interagire direttamente con un computer.

Ovviamente la società e il miliardario in questione concionano di possibili applicazioni cliniche che consentiranno al BCI di rimediare – un giorno, forse, chissà – ai danni arrecati dalle solite malattie neurodegenerative i cui nomi vengono sgranati dai santoni della biomedicina neanche fossero le decine del rosario (Alzheimer, ora pro nobis; Parkinson, ora pro nobis, Corea di Huntington, ora pro nobis, ecc.). E così facendo continuano a intortare il pubblico sulle meraviglie della scienza facendo il verso alla inflazionata frase di incerta paternità, e di ancor più ambiguo contenuto, che fa bella mostra di sé nella sala delle conferenze del CNR: “La luce della scienza cerco e’l beneficio”.

Ora, a parte il fatto che di miliardari più o meno sani di mente che finanziano progetti più o meno diabolici è piena la letteratura, c’è bisogno di ricorrere alla letteratura, appunto, per capire che il BCI non si prefigge scopi clinico-terapeutici, ma di controllo a distanza e di soggiogamento totalitario?

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Il mercante di Venezia abita (anche) alla Sapienza

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Per carità: i crediti formativi la Sapienza li dà agli studenti che partecipano all’evento di apertura della Giornata mondiale del donatore di sangue (una specie di kermesse autoreferenziale alla presenza dei soliti noti: Rettore, Ministro della Salute, ecc.). E non agli studenti che, una volta sul posto, decidano più o meno spontaneamente di donare il sangue presso le autoemoteche che – del tutto casualmente – si trovano lì.

Certo però che il passo è breve, no?

Se poi uno provasse ribrezzo e repulsione per tanto potenziale mercimonio della vita umana, ricordi che:

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La piramide di Marx

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La borghesia ha avuto nella storia una funzione sommamente rivoluzionaria.

Dove è giunta al potere, essa ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliache.

Essa ha lacerato senza pietà i variopinti legami che nella società feudale avvincevano l’uomo ai suoi superiori naturali, e non ha lasciato tra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, lo spietato «pagamento in contanti».

Essa ha affogato nell’acqua gelida del calcolo egoistico i santi fremiti dell’esaltazione religiosa, dell'entusiasmo cavalleresco, della sentimentalità piccolo-borghese.

Ha fatto della dignità personale un semplice valore di scambio; e in luogo delle innumerevoli franchigie faticosamente acquisite e patentate, ha posto la sola libertà di commercio senza scrupoli.

In una parola, al posto dello sfruttamento velato da illusioni religiose e politiche, ha messo lo sfruttamento aperto, senza pudori, diretto e arido. La borghesia ha spogliato della loro aureola tutte quelle attività che per l’innanzi erano considerate degne di venerazione e di rispetto. Ha trasformato il medico, il giurista, il prete, il poeta, lo scienziato in suoi operai salariati.

La borghesia ha strappato il velo di tenero sentimentalismo che avvolgeva i rapporti di famiglia, e li ha ridotti a un semplice rapporto di denari.

La borghesia ha messo in chiaro come la brutale manifestazione di forza, che i reazionari tanto ammirano nel Medioevo, avesse il suo appropriato completamento nella più infingarda poltroneria.

Essa per prima ha mostrato che cosa possa l’attività umana. Essa ha creato ben altre meraviglie che le piramidi d’Egitto, gli acque dotti romani e le cattedrali gotiche; essa ha fatto ben altre spedizioni che le migrazioni dei popoli e le Crociate.

Marx ed Engels, il Manifesto.

 

Come funzionano le ideologie?

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In questi giorni parlavo con delle persone e mi rendevo conto che c'é bisogno di chiarire come funziona l'ideologia.

Ma cos'é esattamente? Guardiamo sul Treccani la definizione che ci interessa: 

ideologia = 3. il complesso di credenze e opinioni che orientano un determinato gruppo sociale; anche ogni dottrina non scientifica che proceda con la sola documentazione intellettuale e senza riscontri materiali, sostenuta da atteggiamenti emotivi e fideistici, come veicolo di persuasione e propaganda: l’i. razzista, l’i. nazionalista, ecc. 

Dunque: il meccanismo di funzionamento delle ideologie è sempre identico, a sinistra come a destra, e lo aveva capito bene Simone Weil, che negli anni '30 voleva smascherarle. Le ideologie sono costruzioni sociali di qualcuno per scopi pazzi di potere, per raggiungere fini che di solito fanno male al popolo.

Ma come riescono nel loro intento?

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Il tempo che ci resta

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Oggi vi propongo una sfida, lo so.

Ma ne varrà la pena, se avete abbastanza pazienza.

Ho trascritto, riassumendo, un gran bel video che si trova on line, é del Prof. Bancalari. L'ho fatto perché l'ho trovato utile. Non vi fate spaventare dai termini, é tutto piuttosto comprensibile, specie nella parte dove parla di noi, che siamo ESSERI e invece ci consideriamo ENTI (come delle cose) finendo così per vivere una via inautentica, che non é la nostra.

La vita inautentica é dove non decidiamo noi cosa ci va o non ci va bene, cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, ma ci adattiamo alle convenzioni: "si fa così, si é sempre fatto così". Ecco, questo SI impersonale non é quello scegliamo noi ma é quello che va bene ad altri che vorrebbero decidere al posto nostro. E allora per provare a capire il meccanismo vi invito a guardare il video tenendo il riassunto davanti, così da comprendere meglio quanto spiegato benissimo dal caro Professore. E' ora di riappropriarsi del proprio tempo: il tempo che ci resta.

V.

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