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di Valeria Ballarati

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Il Tempo della Vita

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La verità è che non hanno capito perché siamo qui. Noi non difendiamo solamente il diritto di godere di una pausa della nostra esistenza, ma soprattutto, affermiamo che il tempo della vita, quello che conta, non è solamente quello considerato “utile”, perché dedicato a produrre. Il tempo che passa non è solo quel tempo vincolato e socialmente utile, il tempo del lavoro, ma anche il tempo libero. Il tempo libero non è un momento di inattività, ma un tempo di cui noi possiamo disporre quando possiamo decidere noi cosa fare, vivere, amare, anche non fare nulla, prendersi cura dei nostri cari, leggere poesie, dipingere, cantare, oziare. Il tempo libero è il momento in cui possiamo essere totalmente umani. Ecco di cosa parliamo.

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Oggi é primavera!

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Giochi ogni giorno con la luce dell’universo.
Esile visitatrice, tu giungi nel fiore e nell’acqua.
Sei più di questa bianca testolina che stringo
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

Non somigli più a nessuna da che ti amo.
Lasciati distendere tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome con lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lasciati ricordare com’eri allora, quando ancora non esistevi.

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5 Corrispondenza Simone Weil-Joe Bousquet

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PIETRE VIVE: NOSTALGIA DEL CIELO - Con l'ascensione inizia la nostalgia ...Lettera di Joe a Hélène e Pierre Honorat

26 gennaio 1945

Sono per lui amici sconosciuti. È una risposta nostalgica: Joe racconta di non aver passato un sol giorno senza pensare o parlare di Simone, da quando loro gli hanno dato notizia della sua morte. Simone era rassicurante e si aveva sollievo con lei accanto, circa l’esistenza moderna. Aveva il dono di riflettere nelle parole significati alti e illimitato, come gioielli. Pensa che occorra accettare queste dipartite volontarie, accettando altresì l’ordine che impartiscono di vivere con gli assenti. Non la dimenticherà, i loro pensieri coincidevano, crede che la morte non l’abbia sorpresa.

Per chi volesse leggere il testo: qui

 

4 Corrispondenza Simone Weil-Joe Bousquet

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Opinion | What We Owe to Others: Simone Weil's Radical Reminder - The ...Lettera di Simone a joe 12 maggio 42

Lo ringrazia del suo contributo, che attraverso lei forse gioverà ad altri. ‘Forse alcuni di loro le saranno debitori, nell’approssimarsi dell’istante supremo, della dolcezza di uno scambio di sguardi’.

Simone gli scrive che è privilegiato a percepire gli avvenimenti di guerra nella loro realtà, quando sia chi combatte che chi assiste da fuori è preda di una sorta di irrealtà. Ricostruisce da vent’anni i destini di chi è stato preso e lasciato, o menomato dalla guerra, e di nuovo a breve altri verranno chiamati alla stessa sorte. Simone vuole incoraggiarlo. Dice in metafora che lui è pronto a rompere l’uovo, immagine antica. L’uovo è il mondo visibile. Il pulcino è l’amore, amore è Dio stesso che abita nel profondo di ogni uomo come seme invisibile. Quando il guscio è rotto e l’Essere uscito, ha per oggetto ancora questo stesso mondo, ma non vi è più racchiuso dentro. Il corpo é lasciato in un angolo mentre lo spirito viene trasportato fuori dallo spazio dove il mondo visibile si vede tal quale (non da un punto personale prospettico); lo spazio, comparato all’uovo, è infinito alla terza potenza. L’istante è immobile, il silenzio denso riempie lo spazio e non è assenza di suono: è sensazione positiva del suono della parola segreta AMORE che sin dall’inizio ci abbraccia.

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3 Corrispondenza Simone Weil-Joe Bousquet

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Joë Bousquet: Isel, l'amore impossibile come unica possibilità ...Lettera di Joe del 2 maggio 42

Le parole di Simone lo hanno fatto riandare ad argomenti della guerra per lui rimasti in sospeso. In particolare, ricorda l’attacco del 1917 dove venne istruito dal suo superiore gesuita, il quale disse che ogni uomo che partecipa ad una grande battaglia appartiene esclusivamente alla sua missione, è preda della sua immaginazione, del suo dovere, e non dispone di sé: gli è vietato fermarsi presso i feriti. Parlare con un ferito o raccogliere le ultime parole di un moribondo lo restituisce a sé stesso, pietà e paura fanno nascere la coscienza, e un dolore totale; inoltre nel momento in cui teme solo la morte l’agonia non deve essergli  mostrata. E’ il lato oscuro della guerra, l’orrore che lo aveva sconvolto. I soldati eseguivano gli ordini, e i caduti restavano sul campo a lungo in attesa dei barellieri. Crede che nulla vieti l’idea del corpo di infermiere spirituali di prima linea: ha visto casualmente organizzarsi soccorsi simili ed efficaci.

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2 Corrispondenza Simone Weil-Joe Bousquet

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Joë Bousquet "un clown vestito di stelle" - ScenariRISPOSTA DI JOE DELL’APRILE 1942

Joe risponde di non averle potuto scrivere prima perché una nuova piaga si era aperta nel suo corpo,  condannandolo a stare steso; ora che ha meno male si affretta a rispondere, e dice d’esser felice della loro amicizia.

Lo scritto di Simone lo ha fatto riflettere: la sua passione nel dire le cose nasconde il suo poco progredire nella vita dell’anima, crede che Simone possa aiutarlo ad evolvere. Lei ha “l’intuizione del bene e il senso del male” mentre lui non c’è mai riuscito. Sta dicendo che il pensiero solitamente nasconde la morte, mentre la fine ultima dovrebbe essere sempre presente nel modulare la propria esistenza, per far si che fatti ed esseri siano immagini della vita profonda. La coscienza deve divenire parte dei nostri giorni, e quando si vedono fatti ispirarsi ai nostri pensieri, e poi coincidere, é forte la tentazione di aderirvi con OGNI forza a quella felicità capace di trasformare il nostro essere. Bisognerebbe morire solo quando fossimo felici della vita che abbiamo vissuto. Si è se stessi solo nel cuore, si è felici per come si è ospiti di se stessi.

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1 Corrispondenza Simone Weil-Joe Bousquet

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Joe Bousquet: La Dolorosa Coscienza Di Un Viaggiatore Immobile | Time ...

Simone Weil e Joe Boousquet si conoscono grazie all'editore Ballard di Marsiglia per i quali entrambi collaboravano a un progetto sulla civiltà occitana. 

Nei giorni precedenti la Pasqua di quell'anno Simone vorrebbe assistere alle funzioni religiose presso un'abbazia, e sulla strada per raggiungerla fanno una sosta a Carcassonne, nella casa di Joe Bousquet, scrittore e poeta, grande invalido civile della prima guerra. Tra i due nasce un'amicizia, e una corrispondenza significativa.

A breve lei accompagnerà i genitori negli Stati Uniti, ma vorrà tornare a Londra dove si unirà a France Combattante, addetta a progetti per la ricostruzione del dopoguerra, ma con il desiderio di prendere parte attiva al progetto infermiere di prima linea.

13 aprile 1942 Nella prima lettera inviata a Joë Bousquet Simone Weil dichiara di conoscerlo da soli 15 giorni, ma pensa che incontrarlo sia stato per lei prezioso.

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PROGETTO DI UNA FORMAZIONE DI INFERMIERE DI PRIMA LINEA

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L'infermiere soldato | Nurse Times(tratto dagli scritti di Londra e dalle ultime lettere – tradotto da Giancarlo Gaeta)

Il progetto di Infermiere di Prima linea proposto da Simone Weil era stato valutato favorevolmente in un rapporto della Commissione Senatoriale per l’esercito del Ministero della Guerra francese nel maggio 1940. 

Riguardava la formazione di un gruppo di infermiere, mobili e operative nei punti pericolosi, per portare un primo soccorso ai caduti e feriti nella piena battaglia. Inizialmente un gruppetto di 10 unità avente conoscenze elementari da infermiera (fasciatura, lacci emostatici, iniezioni, uniche necessità applicabili in battaglia) ma con qualità morali indispensabili. Simone pensava che chi si offriva volontariamente ne sarebbe stata in possesso, poiché l’orrore della guerra era già un forte deterrente.

Sembrava a prima vista un progetto impraticabile perché nuovo, mentre era fattibile e facile da realizzare. Se falliva non avrebbe avuto inconvenienti; se avesse avuto successo i vantaggi erano al contrario considerevoli.

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Tutto é bene quel che finisce bene

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Quanto tempo è passato dall’ultima chiacchierata con voi.

Era l’estate scorsa, cadeva il Governo ‘dei migliori’ e ne parlai brevemente … mi vien da pensare che quello odierno non é che sia meglio ma, per un momento, vedendo un cambio nuovo al vertice - una donna - ci avevo quasi sperato. Noi Esseri femminili abbiamo solitamente uno sguardo diverso: come dice la Filosofa Nussbaum “l’intelligenza delle emozioni” che purtroppo qui risulta abbondantemente nascosta sotto la retorica del linguaggio politico, di cui la nostra Presidente è davvero maestra. Un esempio?

Mandiamo armi ma siamo per la pace: "Stop a invio di armi? Non avremmo la pace".  

Ma non parliamo di cose tristi. Parliamo di cose belle!

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Acciughe e Delfini

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Frasi sull'arte e immagini: 207 citazioni per comprendere i grandi ..."Sono in Norvegia, in fondo ad un fiordo del cazzo, privo di qualsiasi attrattiva naturalistica, se non fosse perché il termine villaggio è completamente diverso dalla nostra tradizione mediterranea e dalla nostra percezione semantica; un territorio di 1410 km quadrati con una popolazione di 1147 abitanti, come capirò in seguito, uguale ad altri mille, ovvero una impalpabile spolverata di case lontane una dalle altre. Nella lunga notte invernale queste case sono rintracciabili ai bordi dell’unica strada che circumnaviga il fiordo perché hanno delle abat-jour, delle luci, delle candele finte alle finestre prive di scuri e sempre accese notte e giorno.

- Questa lontananza abitativa delle persone è rappresentativa della densità dei sudditi del regno, più grande dell’Italia, con soli cinque milioni di abitanti. La prima caratteristica di questo popolo che salta all’occhio dello straniero è la presunzione di superiorità evidente effetto della mancanza di abitudine alla convivenza che inevitabilmente porta al confronto con gli altri e ad una reale consapevolezza di sé come individui e come popolo.

- I Norvegesi disprezzano gli Svedesi, figuriamoci gli Italiani.

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Romanzo

La storia dell'uomo e
della scoperta
dei Fiori di Bach.

Booktrailer

Il Romanzo è alla 3° edizione. 


Parole per pensare

“L'attenzione è la forma più rara e più pura della generosità. A pochissimi spiriti è dato scoprire che le cose e gli esseri esistono."

Simone Weil, Corrispondenza, pag. 13

«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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«Quanto siamo stanche io e te. Dovremmo riposarci un po’» dice Donatella a Beatrice mentre il Valium fa effetto sul lungomare di Viareggio all’imbrunire, è un dialogo che ti rimane dentro, come tutta La pazza gioia.

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Fiori di Bach e Cartoni 22 Semola

 

ELM

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