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di Valeria Ballarati

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Home Donne A lezione di Immaginazione e Civiltà con Dacia Maraini

A lezione di Immaginazione e Civiltà con Dacia Maraini

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C’è stato un bellissimo incontro ieri mattina alla scuola media Virgilio di Lavinio.
L’iniziativa delle insegnanti ha dato origine ad un interessante e fruttuoso scambio tra i ragazzi delle classi terze e la grande scrittrice Dacia Maraini sui temi della lettura, della scrittura e della vita: l’essere umano, la civiltà, l’importanza di comprendere l’altro.

LEGGERE UN LIBRO CHE NON PIACE - Denis dice subito che non gli piace leggere. Lei risponde che non si nasce leggendo, ma è qualcosa che si può imparare, e quando scoprirà il piacere della lettura non riuscirà più a farne a meno! Naturalmente un libro deve piacere ed è d’accordo con il decalogo di Pennac, al quale gli alunni si  riferiscono. Spiega che se un libro viene lasciato prima del termine non vuol dire che è un cattivo libro o che il lettore è pessimo: il libro è un come un incontro e non sempre funziona. Se non piace vuol solo dire che l’incontro non è riuscito e non bisogna scoraggiarsi perché in uno dei tanti prossimi libri, il buon incontro sicuramente ci sarà.



PERCHE’ SI LEGGE - I libri rispondono ad un bisogno. Parlano di argomenti ai quali siamo interessati. A qualcuno ad esempio può interessare la guerra e il libro rivela alcune cose, fatti e notizie relativamente ai periodi di guerra, come ad esempio in Guerra e Pace, di Tolstoj,  il libro più famoso sull’argomento. Il ragazzo fa notare che se lui fosse interessato alla guerra si rivolgerebbe ad uno dei tanti video-game in circolazione; pur non avendo nulla contro i videogiochi la Signora sottolinea che nel videogioco non si impara nulla sulla storia. Conoscere il passato storico, la storia del proprio Paese e delle proprie radici è altrettanto utile ed importante.


L’IMMAGINAZIONE – “Quando leggi un libro lo riscrivi a modo tuo e metti in moto qualcosa di fondamentale dell’animo umano: l'immaginazione. Qualcuno chiama l’immaginazione Anima ma a me sembra un concetto un po' statico mentre immaginazione mi da l’idea di tante dinamiche, di uno sviluppo”. L’immaginazione cresce  leggendo. Leggere fa conoscere il mondo, permette di accedere alla conoscenza, alla psicologia (alla base della lettura) e si può essere persone nella propria  complessità.  L’immaginazione permette lo sviluppo come essere umano. “Se non sei capace di immaginare il dolore altrui, come puoi essere solidale?” chiede ai ragazzi. L’immaginazione è importantissima: ci permette di capire la sofferenza, ci fa conoscere e sapere di più degli altri, facendoci essere Persone Umane nel mondo, in mezzo agli altri, e non automi. Un libro vi fa vivere tante vite. La lettura fa vivere nel tempo e nello spazio, permettendo di acquisire esperienza.

IL BOVARISMO - I ragazzi accennano al diritto di sognare. Ma Emma Bovary, il personaggio di Flaubert dal quale il termine ha preso in nome, è si un personaggio  emblematico ma anche controverso perché si ritiene che i suoi sogni fossero futili e deteriori. L’importanza del testo è però data dal personaggio libero e forte: nel libro è ribadito un principio di libertà, ed è questo l’importante per quei tempi.

IL RAPPORTO COI PERSONAGGI CREATI -  C’è un’autonomia nella scrittura: la scrittura in parte si crea da sola. Questo accade perché si hanno realtà inespresse al proprio interno e prendono corpo mentre si scrive. Per meglio spiegare il concetto si può ricorre a una metafora: il personaggio bussa alla sua porta e noi gli apriamo; si siede e racconta una storia. Poi vuole rimanere a cena. E dopo la cena chiederà dove può dormire … così si costruisce un personaggio. I personaggi chiedono di essere raccontati e bisogna imparare ad ascoltarli, avere l’umiltà di ascoltarli perché LORO sono loro stessi e ne sanno molto più dell’autore.

SI PUO’ INSEGNARE L’AMORE PER LA SCRITTURA? - "Se oggi siamo qui è perché le Vostre insegnanti lo hanno già fatto!" La scrittura, come la lettura, non devono essere un dovere. Lo sapete come si vendono i libri? Per contagio. Non per pubblicità o perché sei un bravo autore, anche, certo, ma principalmente per passaparola, quando qualcuno è in grado di contagiare. “Ho letto un libro bellissimo, guarda, te lo consiglio” e così si vendono e si leggono i libri. Non si può scrivere se non si legge: sono le due facce di una stessa medaglia. E’ necessario un rapporto con la lettura se si vuole scrivere. Ma nella scrittura bisogna essere prima di tutto sinceri, é un grande esercizio di verità. C’è una trasfigurazione del racconto, si racconta la verità sul mondo e su ciò che si pensa ma è qualcosa di autentico. La finzione in letteratura non è possibile, non funziona.

IL SUO PERSONAGGIO PREFERITO - E’ Pinocchio, del quale da una lettura nuova rispetto al pensiero tradizionale, ritenendolo un libro sulla paternità, un libro al maschile sulla voglia di diventare padre di Geppetto, solo, senza moglie ma con un grande desiderio di un figlio, tanto da intagliarlo nel legno. E una  volta messi i piedi … ecco che Pinocchio fugge via, proprio come fanno i personaggi all'interno di una narrazione! Non è un libro misogino: Geppetto è un uomo molto dolce e l’unico personaggio femminile é una fatina. Nel caso dell’arrivo di un figlio siamo abituati a pensare esclusivamente alla maternità ma anche la paternità esiste! E in questo libro si tratta una parte molto maschile. In relazione a Pinocchio ricorda poi un episodio della sua vita, quasi una confidenza, un regalo per noi che l’ascoltiamo. Rinchiusa a sette anni con la sua famiglia nel campo di concentramento giapponese rammenta che non c’era nulla in quel campo: cibo, giocattoli, vestiti, e lei giocava con le pietre. Il giorno del suo compleanno suo padre intagliò un pezzo di legno, sino a farlo diventare un Pinocchio, e quello fu il suo primo giocattolo. Avendo letto molto però – “leggevo come una dannata” - non riesce ad identificare un solo libro o personaggio che le é piaciuto, e ne ricorda con affetto altri: L’anima buona del Sezuan, storia di una prostituta generosa, e L’idiota, un uomo che tutti consideravano tale ma invece di grande saggezza e intelligenza. Le piacciono anche le avventure di mare come Il Compagno segreto, di Joseph Conrad, di cui racconta la trama ritenendola modernissima, e cita Lazarillo de Tormes, scrittore del ‘600 spagnolo, emblema della scrittura picaresca.

IL POSSESSO -  Chi possiede è influenzato dalle cose possedute e si crea una dipendenza. Più si possiede e più si pensa all’essere derubato e si finisce per diventare schiavi delle proprie cose. L’ esempio é il telefono cellulare: taluni desiderano avere sempre il modello di ultima generazione, il più nuovo, quello appena uscito: è questa la schiavitù di cui parla. Tutto si può comunque possedere ma bisogna distinguere tra COSE e PERSONE. Possedere una persona vuole dire SCHIAVITU’ e la schiavitù è stata abolita. La schiavitù è un male.  L’amore non giustifica il possesso. Ma questa incomprensione succede anche coi figli - “io ti amo e sei mio” – ma un bambino o una donna non possono essere trattati come una proprietà. In una società di Mercato si tende a trattare una persona come una cosa. Tutto si vende e tutto si acquista. E anche la corruzione è questo: quanto costa un uomo? Quando si innesta questo veleno le persone cominciano a pensare che sia normale e ciò coincide con l’idea di possesso …

COSA NUTRE LA MENTE DI UNO SCRITTORE – Quando si scrive si desidera un parere, un giudizio sui propri scritti ed è fondamentale per uno scrittore la lettura e il confronto con la scrittura altrui. Come per la musica è solo ascoltando e ascoltando che capisci se una melodia è ben eseguita. Ebbene, ogni scrittore ha un suo progetto musicale ma solo attraverso la conoscenza può sapere se il suo scritto scritto va bene, e solo se possiede già un’idea generale che viene dal confronto, altrimenti casca nel primo trabocchetto incontrato.

PERCHE’ LE MISTICHE NEI SUOI RACCONTI – Sono anni che mi interesso alle mistiche: Caterina da Siena, Juana Inez de la Cruz, e ora Chiara di Assisi. Mi interessano queste persone recluse in qualche modo disobbedienti, in cerca di un dialogo diretto con Dio, senza passare per la chiesa, ma restando nella chiesa. Ho scritto di Chiara perché è una storia esemplare: questo fanno gli scrittori, raccontano personaggi.

VITA DI CLAUSURA: PERCHE'? - E' molto bella l’attenzione che si crea attorno all’ultima domanda di Giada: “Per una ragazza oggi la vita di clausura è inconcepibile; perché Chiara considerava la clausura la scelta migliore, rispetto ad una vita che poteva condurre fuori dal monastero?”  La Signora Maraini storicizza la dichiarazione spiegando che le bambine a 12 anni non erano più “libere”. Appena dopo la pubertà erano già spose promesse dalla famiglia a uomini non scelti da loro, uomini più grandi, preferiti per ragioni economiche, che sicuramente non amavano e coi quali dovevano giacere e fare figli, almeno uno all’anno. In convento ciò  non accadeva e c’erano spazi di libertà, di vita comune, di amicizia; potevano continuare la loro crescita, leggere, studiare e questa era vista come un’opportunità, oltre che un sottrarsi alla violenza.  

L’AMORE RUBATO - I ragazzi sono increduli nel constatare che le storie raccontate nel libro sono tutte storie vere, di vita. La scrittrice ricorda che la violenza non è solo di chi la riceve. La violenza riguarda tutti perché la docietà che tollera la violenza sui deboli è una società malata. Il senso di giustizia innato che ognuno possiede viene offeso ogni volta che c’è un’ingiustizia. Civiltà è accettare il concetto di Aiuto e  Rispetto, perché OGNI PERSONA E’ SACRA.

Per concludere il bravissimo Valentino accompagna con la sua chitarra i ragazzi nella lettura di un commovente omaggio alla Signora Maraini, tratto dal libro Il treno dell’ultima notte al termine del quale, un gruppo di altri ragazzi, in un omaggio al padre della Signora, cantano la poesia E gnacche alla formica, tratta da Gnosi delle Fanfole, musicata da Bollani e Altomare.

L'incontro termina e Lei ringrazia con la mano sul cuore, mentre le consegnano un mazzo di fiori.

 

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